Quando finisce un amore
c’è sempre qualcosa di vero e palese che giustifica l’accaduto.
Ci deve essere.
Per uno dei due il motivo è forte,
per l’altro non esiste un motivo giustificabile.

Per uno dei due il dispiacere è forte,
per l’altro è un dramma.
Un misto tra ingiustizia, delusione, dolore e abbandono.
Sa’ che l’altro sta’ male, ma non riesce a trovare una soluzione…
…che non esiste.

Eppure tutti due stanno male,
uno per stare nella coppia,
l’altro per trovarsi scoppiato.

Nei giorni del vagabondaggio
i pensieri sono come un cane fedele…
…ci seguono sempre nella desolazione.
Quello che aveva un senso e il giusto posto
si trova stracciato e sparso ovunque in tanti piccoli frammenti.

Niente sembra avere il sapore che aveva,
una pesante coltre di polvere
Precipita su tutto quello che prima sembrava brillare di luce propria.
Da un mondo a quattro dimensioni
con le sue profondità e le sue cime,
tutto perde dimensionalità, in una landa piatta.

E si comincia a camminare,
senza punti di riferimento.
Si scopre di girare in tondo,
di ripetere gli stessi passi,
con l’illusione di vedere accanto alle proprie orme,
quelle di chi ci aveva camminato a fianco…
…salvo scoprire che quelle altre orme, sono le proprie,
sempre quelle.

E si incomincia una nuova strada,
senza mai guardare davanti a se,
perché quell’incommensurabile deserto,
non mostra altro che dune tutte uguali.

Dune che ingannano,
che danno l’illusione di poter trovare l’oasi
appena varcata la loro sommità…
…e invece fanno venire sete,
sempre più acre per i tanti miraggi
e le troppe fatue illusioni.

E si cammina
con passo stanco e i piedi di piombo
gli occhi stanchi di cercare
le orecchie stanche del silenzio
e la mente stanca…e basta!

Un deserto senza fine,
come dice la canzone,
dove anche il tempo si dissolve,
le parole se ne vanno via
ancor prima di essere pronunciate.
Dove lo sguardo si perde i mille rivoli
e dove le labbra si inaridiscono.

Un deserto senza fine!

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