Tra tanti ragazzi all’uscita della scuola, tante le donne in divenire. Quasi tutte con braccia e spalle scoperte e/o più o meno estese scollature, a lasciare esposte ampie zone di pelle.
Pelle che parla, che trasmette, che profuma, che satura l’aria.
Parlando con mio figlio, uscito insieme a quei germogli femminili, abbiamo convenuto che di quegli odori accattivanti, è piena l’atmosfera.
E non a caso.

Mio figlio è in quell’età per cui il suo fiuto maschile percepisce gli estrogeni, invisibili e indefinibili feromoni femminili, che sono in grado di ubriacarlo e di fargli girare la testa. Non solo in forma di leggera vertigine biologica (perdere la direzione), ma proprio nel senso di costringerlo a girare la testa per seguire una persona femmina e mettere in moto altri sensi. Quelli sono meccanismi variegati, il cui fine ultimo è quello di indurlo – se l’altro individuo è feromonicamente complementare – all’accoppiamento riproduttivo.

Al di la di questioni etiche, morali, religiose, sociali, economiche e di altro genere, la biologia è maestosamente semplice e complessa nello stesso tempo. L’impiego di messaggi odorosi per solleticare uno dei sensi più sofisticati tra i cinque, l’olfatto.
I feromoni sono l’SMS biologico più forte, fondamento dell’innamoramento. Cupido, con le sue frecce, non colpisce a caso.
Ogni individuo emette i suoi feromoni e riconosce quelli giusti, che lo porteranno a non capire perché, ma a volere girare intorno a quel preciso individuo per “averlo” e riprodurre il meglio di entrambi.

La Natura è stupefacente e inesorabile, assolutamente democratica e ordinata. Ogni individuo ha il suo corrispettivo opposto all’insaputa dell’individuo stesso che, come per magia, saprà farsi riconoscere per essere amato.
L’Amore…è profumato!