Ci sono persone che nella loro vita non hanno bisogno di chiese e ci sono persone invece, che hanno bisogno di una chiesa in cui raccogliersi e dove ripetere simbologie e riti di fede.
Ci sono persone che hanno bisogno addirittura di due chiese.

Le persone che non hanno bisogno di chiese, sono quelle che esercitano il libero arbitrio, quelle che non ritengono di riconoscersi in una comunità di persone all’interno dell’umanità tutta, ma di far parte appunto, dell’umanità intera. Nessun rito, nessun salmo da pronunciare, nessun giorno della devozione o del riconoscimento.
A dispetto di quanto si possa credere, il loro modo di vivere non è semplice e nemmeno leggero. La coscienza di essere artefici di se stessi, di non poter sperare in qualcuno o qualcosa, di non poter addossare colpe a qualcuno o a qualcosa, non è un modo di vivere semplice, specialmente in un mondo dove di chiese, di riti, di fondamentalismi ed integralismi ce ne sono a milioni.
E però queste persone non ritengono di legare la propria vita al rispetto di ritualità di cui in fondo, non sanno nulla, in funzione di ottenere forse, qualche vantaggio.
Sono libere e la libertà è bella, ma non facile.

Le persone legate ad una chiesa, qualunque essa sia, sono persone che necessitano di riti, di cerimonie e di personaggi per potersi identificare. Hanno bisogno di un luogo dove professare il proprio credo, dove sentirsi accolti, protetti, dove spartirsi la sofferenza, inneggiando alla riconquista di una gioia al cui raggiungimento sperano possano essere condotti da un qualche dio buono, caritatevole, onniscente, onnipresente, onnipotente.
Sono persone che migrano dentro loro stesse, che non hanno una pace interna, che credono che la vita sia una punizione, una selva di disgrazie e di prove…una vita data da un dio che continuano a ritenere buono e generoso, che un giorno li salverà da quella vita deteriore che egli stesso a donato loro.
Non so dire se sia una vita semplice da vivere, ma rimango convinto che sia una vita basata sulla comodità di credere che meglio di così non possa andare e che in qualche maniera una salvezza ci sarà.

Poi ci sono le persone che frequentano due chiese, quella di dio e quella del denaro.
Sono quelle “persone” che alla domenica, da bravi devoti e praticanti, vanno in chiesa ad ossequiare un dio che sperano possa mondare la loro anima macchiata. Il giorno dopo si recano nell’altra chiesa a cui essere devoti e fedeli, la banca. In essa ossequiano un dio che possa loro dare una vita di potere, di agiatezza e di prevaricazione da far venire il vomito.
Alla domenica pregano dio…
…il lunedi pregano il demonio.
Alla domenica pregano fino all’utlimo verso del vangelo…
…il giorno dopo elemosinano fino all’ultimo mezzo punto di interesse sui propri averi.
Alla domenica la maschera dell’angioletto benefattore…
…il lunedi le corna del diavolo indossate senza pietà, senza rimorso, senza cuore per succhiare il sangue di un mondo di poveri e miserevoli.
Nelle due chiese completano il loro essere biechi, il loro vivere a dispetto della vita stessa, macchiandosi di una ferocia e di una doppiezza che lascia sgomenti.
Due chiese per essere in pace con il dualismo bestiale del bene e del male.

Quando il mondo si libererà delle chiese, l’uomo non sarà libero…sarà scomparso!