Mi stavo chiedendo il perché su FaceBook (FB) compaiono tanti documenti e filmati che ci vogliono convincere dell’attuale e crescente presenza di entità aliene sul pianeta Terra e fortunatamente mi sono ricordato di un fenomeno tipico di FB: la selettività indotta dei contenuti.
Se uno non ci pensa, crede che quello che lui vede, tutti lo vedano, ma non è così.
Quello che compare nella Home è quello che abbiamo scelto e voluto che comparisse. Lo abbiamo fatto indicando i nostri interessi, le nostre preferenze. Lo abbiamo fatto scegliendo i nostri “amici”…che ci sono stati segnalati proprio in base alle nostre preferenze.

Cosa determina tutto questo?
Che se siamo chiusi dentro il nostro guscio di credenze/conoscenze, lo saremo sempre più. Occorre fare attenzione, come in tutte le cose poi.
Per avere pluralità di informazione (se è questo a cui puntiamo), occorre selezionare molti argomenti, non solo molti amici. Il nostro arricchimento culturale, a diversità del mondo vero, non la determina il numero di conoscenti virtuali, ma la nostra apertura mentale e la nostra curiosità. Se ci interessiamo, ad esempio, solo di telefonia, ci chiuderemo sempre più (che può anche essere una precisa volontà).

A me interessa molto la controinformazione e la medicina alternativa. Chi ha questo mio stesso interesse mi ha chiesto l’amicizia e condivide con me le sue informazioni. Se tra questi ci sono dei patiti dell’ufologia e pubblicano tonnellate di notizie al riguardo (lasciamo stare adesso la loro veridicità e attendibilità), intaseranno la mia home con queste notizie.
Il primo logico e umano atteggiamento è che se c’è tanto materiale, si vede che il fenomeno è in crescendo e siamo sull’orlo di una invasione dallo spazio.
Ma può anche non essere così.
Il fatto che una notizia falsa sia ripetuta mila volte, ciò non la fa diventare vera. È soltanto una bufala con in più l’essere diventata un ritornello.

Allora cosa si fa?
Che ne so!
Non ho una risposta che possa definirsi universale – chi mai potrebbe averla. Io credo che condividere acriticamente dei contenuti presi da altri, possa trasformare FB in una TV con un palinsesto poco originale, dove la verità può apparire falsa e dove le bugie possono diventare verità.
Credo che prima di usare FB occorrerebbe chiedersi in che cosa vogliamo credere e se siamo in grado di sopportare e capire la verità e dove essa risieda.
FB risponde a dei bisogni che credo, in ultima analisi, siano riconducibili ad un malessere importante e non meno indotto che vive tanta gente: la convinzione che per sentirsi bene occorra condividere qualcosa di se, che gli altri vedano la nostra vita o frammenti di essa; ci si offre al pubblico palco dove chi ci guarda è gente mai vista, lontana, con età e crescita diverse, con vissuti talora opposti al proprio.
Essere visti senza essere giudicati, affidare il giudizio ad una tastiera che non potrà mai trasmettere sentimenti e sensazioni e forse è quello che vuole la maggior parte della gente che vive su FB. Essere visti, senza essere criticati; essere visti solo nei momenti migliori o condivisibili.
Forse tanta gente si è sentita bastonata e ipercriticata nel mondo vero. Forse nel mondo vero sei se hai, vali se fai qualcosa o hai qualcosa. Su FB decidi tu chi essere e se le risposte non ti piacciono, le cancelli.

Forse non sono riuscito ad esporre bene quello che volevo dire.
FB ci da l’illusione di poter scegliere con chi condividerci, ma bisogna fare molta attenzione.
Il rischio è non sapere più dove siamo e con chi.

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