Lo nome mio est quirino bruno, figliuol di Giovanni et di Donna Rosina, che abitavan ne lo villaggio de’ fiori in su le colline a sud della cittade di arimino.

Venetti al mondo come quarto figliuolo, sul finir de la estate de lo anno Domine 1392, jorno di pluvia.

Son qui a contar una historia che le humane genti troveran sollazzevole sia ne la leggere, che nel contarla a li propri figliuoli et familiari.

Similmente a tanti miei conterranei, ebbi talora qualche diverbio con la justitia et ora son qui a tener memoria iscritta de le mie jornate trascorse ne la Malatestiana fortezza sita nella cittade de Arimino.

Per una quaestion d’honore ebbi l’onta di venire a lo coltello con tale Sifilon Magro, homo grandemente rifuggevole che accusommi di aver di lui sottratto la sacca portadanari.

Orbene io mai averei potuto la sottrarre in quanto isso non possedeva niuna sacca et ancor meno possedea danaro. Cionondimeno isso gridò pubblicamente lo furto da lui subito per mia mano, indicando la sacca mea portadanaro. Al che estrassi la lama dal fodero, contando su lo terror che essa averebbe suscitato in isso.

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 Maraldo PDF

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