Ci sono dei personaggi che mi piacciono.
Per lo più sembrano somigliarmi…o io credo che mi somiglino. Fantozzi, Verdone, Totò, per citare i tre che mi piacciono di più.
Riassumono, nelle loro caratteristiche, quello che a me è più affine. Impaccio, indolenza, goffaggine, solitudine, inadeguatezza, marginalità.
A momenti di soddisfazione e positività, si alternano giornate di malinconia, di intolleranza verso me stesso.

Ora che sono senza Amore, quello vero, mi sembra di tornare ragazzo, a quando avevo 16-17 anni. Mi manca solo che mi torni l’acne. Le donne, che pur mi piacciono tanto, mi fanno paura. Mi sento piccolo, insignificante, invisibile e anche un po’ ridicolo.
Mi sembra che mi deridano, che mi scartino a priori ed io non riesco a fare nulla per cambiare quell’aspetto del brutto anatroccolo che vedo nel mio specchio interiore.
Montagne invalicabili e al contempo meravigliose, vestite di foreste lussureggianti e profumate. Ma impraticabili.
Le guardo da lontano, le vedo e mi sento sopraffatto.

Malessere…sottile, strisciante.
Eppure dentro me c’è un Amore immenso che non so come e a chi esprimere.
Sarà per un’altra vita.

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