Viviamo come dei sonnambuli e siamo quindi infelici.
Siamo abituati a vivere automaticamente, spesso senza accorgerci di quello che facciamo, perdendo di ciò il piacere e la beatitudine. Viviamo spesso senza consapevolezza di esistere.
Siamo legati al passato. Le nostre azioni sono spesso guidate dal passato, come le macchine. Esse non hanno un futuro e nemmeno un presente, hanno solo un passato.
E noi, consciamente, viviamo legati al nostro passato, senza consapevolezza del presente. Viviamo di abitudini inconsapevoli.
Le azioni vere, quelle eseguite con consapevolezza, sono quelle che derivano dalla spontaneità, dal presente.

Occorre agire presentemente, con concentrazione sul momento in cui si vivono le proprie azioni.
Nel camminare, nel mangiare, nello scrivere, nell’amare, in ogni cosa.
Abbandonare il mondo per vivere il momento, con presenza conscia. Ascoltare i rumori di quel momento, vedere le cose di quell’attimo, gustare i sapori di quel preciso alimento.
In quel momento si sta meditando e se le nostre azioni sono consapevoli e presenti, la meditazione sarà ininterrottra.
Agire, ascoltare, vedere, toccare, gustare, parlare con presenza di se, come se fossero le ultime cose che si compiono, come se un domani non ci fosse.
In questo modo si potrà vivere pienamente una vita fatta soprattutto di beatitudine, in quello che si chiama “il regno di Dio!”

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