Dopo la visita cardiologica effettuata a mia madre e dopo la prescrizione della terapia anticoagulante, voglio esternare alcune considerazioni.
Per prima cosa mi sono caricato la pipa con il Trinciato Forte dei Monopoli di Stato. La pipa aiuta a riflettere.
Dunque dicevo della visita e della sua conclusione che non poteva finire se non con una prescrizione, ma non voglio fare la figura del complottista.
Procediamo con l’istruttoria.
Alla sola vista delle carte, il professionista che io stimo, ha sentenziato che siccome lo Score cardio-coagulativo è di 4, è giocoforza prescrivere e assumere l’anticoagulante. Poi man mano che guardava gli ECG e altri esami, ha comunque convalidato il sospetto e la prescrizione del medico di PS, che aveva sentenziato pari giudizio: Score di 4 = anticoagulante.
Effettuato un nuovo ECG che conferma il ritmo sinusale ed una frequenza normale.
Visita semeiologica che conferma il buono stato di salute di mia madre. Nessun ripensamento:
77 anni 1 punto
ipertensione 2 punti
episodio di fibrillazione 1 punto
= 4 punti
Anticoagulante che, dato che si tratta di nuove molecole, non abbisogna dei controlli tipici dei dicumarolici, salvo ogni tanto controllare la funzionalità renale.
Controllo a un mese di distanza per la conferma della terapia, con prove di funzionalità renale.

Questo è quello che dicono le linee guida…del paziente e della sua singolarità non interessa a nessuno. Per stare dalla parte del sicuro (ma lo diceva per se, secondo me) e prevenire trombosi, occorre scoagulare, ma occorre stare attenti alle emorragie cerebrali.
Ora mi dico, ma il rischio non è stato rimosso, ha solo cambiato etichetta. Forse mia madre rischia la trombosi senza anticoagulante…ammesso che faccia un nuovo episodio di fibrillazione atriale, ma con l’anticoagulante rischia comunque una emorragia cerebrale. Dov’è l’azione preventiva?

Voi direte: “Ma non farglielo prendere l’anticoagulante!”
Eh…lo so, appare sensato e naturale, ma occorre mettere in campo almeno due questioni personali:
– mia madre non sono io
– io comunque voglio che mia madre stia bene
Non le faccio prendere l’anticoagulante? Ma lei è d’accordo? Mi prendo la responsabilità di dire che non le verrà più un attacco di fibrillazione? Io vivo la mia vita, non quella di mia madre. Io posso unicamente decidere per me. Io certe cose le so e agirei diversamente, ma non posso fare lo stesso per lei.
Le dovrei spiegare tutta la questione inerente la NMG e le 5LB per tentare di farle capire come funzionano le cose? La metterei nei casini. Si troverebbe tra due fuochi: a chi dare ragione? Al medico che ha studiato e in cui crede o al figlio che parla di cose rivoluzionarie, anche se sembrano sensate?
Dovesse mai capitarle qualcosa di collegato alla questione emocoagulativa, rimarrei impassibile e convinto della mia decisione presa per lei? Non credo.

Questo per dire cosa?
Che la NMG e le 5 Leggi Biologiche sono un bagaglio ed un tesoro unicamente personale e soggettivo. Curarsi e guarire è un fatto esclusivamente personale e non si può parlare per altri, non si può consigliare nessuno. Si può consigliare se stessi e basta.
Io mi diletto, per studio, ad aiutare la gente a capire cosa siano NMG e 5LB, ma devo ammettere che il capirle e assimilarle, per poi farne uno stile di vita e assumere il peso delle proprie decisioni, è un esercizio di libertà e presa di coscienza individuali.