Non si cresce del tutto dimenticando
e non si estingue niente nella vita.
Tutto rimane chiuso nel freezer
di memorie e nostalgie
di rimpianti e, a volte, rimorsi.

Nell’enorme congelatore della propria storia
rimangono sul fondo delle cose
che si sono coperte di una brina immobile
che sembra soffice neve
una neve che conserva
che conserva tutto
anche quello che si è volutamente dimenticato
ma non si è stati abili a gettare o consumare
perché ha un sapore non sempre gradevole,
ma nemmeno disgustoso.

Sono rimasugli che sono rimasti li
dietro a tutto, ma li
ad occupare spazio
a ricordare che in fondo
anche se non sono così gustosi
ci ricordano emozioni vissute
amare o dolci, acri o soavi.

E sono sbiaditi
duri, abbarbicati e consolidati
sulla superficie della vita
difficili da staccare,
impossibili da gettare o consumare ancora.
Gelano le mani e la mente,
ma scaldano il cuore,
bagnano gli occhi.

Nonostante siano coperti da tanti altri rimasugli
basta poco per raggiungerli
e nel riviverli
ci si dimentica di cosa si stava veramente cercando,
ma ci si accorge che ciò che si è trovato
voleva giungerci di nuovo davanti agli occhi.

E si chiude presto la porta di questo freezer
per paura che quei rimasugli dall’intenso sapore
possano perderlo
buono o cattivo che sia stato.

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