Quando il pericolo è insito “nello stile di vita”, è un tratto imposto , un marchio di fabbrica voluto.
Ho letto una lunga lettera inviata poco tempo dopo l’attentato alle Torri gemelle, da Tiziano Terzani, Giornalista e Scrittore Fiorentino, alla sua amica Oriana. Nella lettera Terzani invitava la Fallaci a deporre le armi in termini di livore, risentimento, odio verso il mondo islamico, a non porsi verso quel mondo con aggressività e spirito guerrafondaio e altresì si appellava al suo prestigio indiscusso, alla sua visibilità e alla conoscenza che Lei aveva di quel mondo, alla sua notorietà in ambito Giornalistico e Culturale in genere, tutte caratteristiche che la portavano dritta nelle Scuole, tra i banchi degli Studenti che leggevano quei suoi Libri, gli ultimi davvero “arrabbiati”, “a sputi e calci”, che avrebbero in qualche modo condizionato le menti di quegli Studenti e fomentato l’odio verso l’Islam.La esortava dunque a riconsiderare l’intera faccenda, a provare ad assumere una posizione piu’ moderata, improntata alla ricerca del “perchè”, dei vari “perché” a quei comportamenti antioccidentali barbari, violenti, ad indagare sulle motivazioni che spingono quei popoli ad agire con brutalità ed estremismo.Le scriveva:
“Oriana, Firenze è cambiata e cosi’ come è cambiata non piace neppure a me;ma non è cambiata per colpa dei Musulmani, dei Filippini che invadono le Piazze e le antiche strade, dei Romeni che vi transitano;è cambiata perché ha aderito al modello della globalizzazione, perché ha fatto suo il principio del profitto ad ogni costo, anche a costo di rinunciare alla propria antica identità”;
e continuava
“…Io mi trovo tra le montagne, immerso nella meravigliosa Natura a contemplarle e da questa visuale riesco a ritrovare la mia dimensione Umana;prova anche tu a lasciare il luogo in cui ti trovi, un appartamento tra i grattacieli, una scatola in una scatola, con vista su altrettante scatole…..Vedere un filo d’erba mosso dal vento induce a riflessioni diverse dalla tue, alla riscoperta di una dimensione Umana della realtà, lontana dal desiderio di vendetta che da tempo anima il tuo spirito……….”.Conclude con questa frase che mi ha colpita parecchio: “Ti auguro di ritrovare in te la Pace; perché se prima non la troverai in te stessa, è certo che non la troverai fuori”.

Bene, dunque il punto di vista di Terzani è quello di un Uomo alla ricerca di un “Perché”; perché tanta aggressività, tanto odio, tanto rancore verso l’Occidente. Chi è il nemico da abbattere? Per noi è certamente l’uomo “mascherato” imbottito di tritolo che si fa esplodere tra la folla dimostrando fedeltà al suo credo, non senza paura secondo Terzani che durante la sua attività Giornalistica aveva avuto modo di conoscere personalmente dei Kamikaze, di frequentare i centri di addestramento e perciò scriveva di giovani uomini che si preparavano a morire non senza riluttanza e nei giorni che precedevano la fine della loro esistenza scrivevano poesie nei loro diari e manifestavano le proprie paure;pero’ di fatto la fede cieca nei dettami imposti dalla loro cultura li spingeva fino al compimento dell’atto ultimo, estremo. Se per noi il nemico è colui che compie degli atti estremi in nome di Allah, per loro il nemico è certamente un signore distinto, in giacca e cravatta che a volto scoperto e armato di borsa contenente documenti e carte di vario genere, si reca nei loro luoghi e li compra per costruirvi magari un’industria chimica che nei nostri territori sarebbe considerata potenzialmente mortale, altamente inquinante, oppure una centrale nucleare e che trasforma i Contadini e gli Agricoltori di quei luoghi in Operai inconsapevoli dei rischi, dei pericoli cui vanno incontro e ai quali espongono i propri Cari e le proprie Terre, e quando i territori sono ormai completamente inquinati, l’aria, l’acqua sono fonte di morte e non di vita, quando oramai quelli che furono Contadini ed Agricoltori costretti a diventare degli Operai, espropriati delle loro Terre, non possono più tornare indietro, gli uomini in giacca e cravatta decidono di disfare ogni cosa e trasferirsi col loro carico di morte altrove.

Io credo che sia ad Oriente che ad Occidente esistano dei nemici dai quali guardarsi e li identifico in coloro che in vario modo pretendono di governare i Popoli attraverso l’imposizione di ideologie non soltanto religiose o filosofiche, ma anche politiche nel senso più ampio del termine, che racchiudono in esse il germe dell’imposizione; ideologie direttive che erodono quel bene prezioso che tutti riconosciamo essere la Libertà, ma che in pochi in realtà possiamo davvero sperimentare e che si servono per imporsi di parole quali “globalizzazione”, che per me equivale ad una totale ed irreversibile perdita d’identità, e “predominio economico”. Le menti “allevate” e manipolate in queste direzioni producono risultati che io definisco “di morte”, convinte di muoversi ispirate dal principio di Libertà, in realtà agiscono all’opposto negandosi e negando proprio la Libertà e favorendo gli interessi di pochi distorti dittatori materiali e del Pensiero Libero.

Susi