Leggendo il libro “Guida alla risoluzione dei conflitti a partire dal metodo Hamer”, sono giunto all’importante capitolo relativo ai condizionamenti.
Da un condizionamento scaturisce una nevrosi.
Che cos’è una nevrosi?
È quello stato di disturbo della personalità per cui la persona mostra particolari e soggettivi punti di fissazione secondo i quali, in precise condizioni, la persona risponde sempre allo stesso modo.

catene

Che cos’è un condizionamento?
È tutto ciò che, all’interno di una relazione umana, costringe la persona a fare cose o a comportarsi in modo non spontaneo, in funzione di ottenere qualcosa in cambio.

Nel libro vengono individuate tre tipologie di individui:

  • i condizionati totali, ovvero coloro che vivono una vita in cui la spontaneità non esiste più da tanto tempo. Sono coloro che vivono schiavi senza catene visibili, ma incapaci di un moto dettato dalla propria emotività e biologia. Sono così condizionati che lottano per mantenere ben salde le proprie catene.
  • i finti liberi, ovvero coloro che tendono a liberarsi dal giogo più palese, per poi legarsi ad un cieco ed invischiante comportamento condizionante. Ad esempio quelli che sono contro la società massimalista e finanziaria, si costringono a rinunce per un ideale che la loro stessa biologia non condivide, ma che servono per dimostrare il mantenimento di una fede politica o sociale.
    Hanno rimosso delle catene, per infilarsi in una gabbia.
  • i liberi, ovvero coloro che non sentono e non si adeguano ad alcun condizionamento. Fanno e disfano come pare a loro, quando e dove è loro più congeniale. Esseri liberi, che vengono messi in disparte dagli altri due tipi.

Io sono un membro dei primi due tipi, nel senso che per alcune cose sono un condizionato totale e per altre sono un finto libero.
Sebbene stia cercando di liberarmi dalle catene che mi sono imposto da solo, sento che la mia vita non è libera…quasi mai.
Ho pagato un caro prezzo ai miei condizionamenti e nella sfera a me più cara, l’Amore.

Per non perdere baci e carezze ho accettato tutto, troppo, sia che me lo sia stato chiesto, che no.
Non sono certo l’unico che si è ingabbiato per amore, ma posso solo lontanamente immaginare quanto sia stato deludente, per chi mi ha amato, vedermi annichilire sotto il peso di questa debolezza. È paradossale pensare alla debolezza come un peso, ma così la percepisco. Sono un uomo debole, immaturo, che crede di essere diventato grande attraverso le proprie conquiste dettate, in fondo, da condizionamenti.

Vabbe’, quello che è stato è stato.
Anche il volere evolvermi è in sintesi un condizionamento, ma spero che mi porti a vivere sinceramente.
L’Amore non può vivere con i legami e paradossalmente si manifesta come un bellissimo legame.
Anche la vita è bella, quando la si vive davvero!