Ho perso il portafogli giovedì scorso.
Ho perso 265 euri, patente, carta d’identità, carta di credito e bancomat, nonché una foto della mia ex ed altre piccole carte. Tra gli altri documenti c’era anche il badge con il quale timbro ingresso al e uscita dal lavoro, ma con il quale pago il pasto alla mensa dell’ospedale in cui lavoro.

Mi scoccia per tutto quello che ho perso: soldi (sudati e risparmiati) e documenti (e chi si è trovato nella mia stessa situazione sa cosa voglia dire la maledizione di doverli rifare). Ma quello che mi scoccia di più è aver perso i valori di solito legati alla persona fisica.
Oggi, come sempre, mi sono recato in mensa dimenticandomi di non avere il badge con cui stampare lo scontrino che mi da diritto al pasto. Il non aver potuto presentare lo scontrino con sopra la mia matricola, mi ha negato la possibilità di pranzare. A nulla è valso il fatto che vado in quella mensa da 20 anni, che conosco tutte le ragazze addette a quella mensa, che insieme a me c’erano i colleghi, che lavoro nella stessa azienda dal 1981 e che avrei firmato qualunque modulo adeguato ad accedere a suddetta mensa, dato che ricordo a memoria la mia matricola (1475).

Sono andato a pranzare nel bar di un amico e sono contento di aver dato i miei soldi a lui.
Uno scontrino mancato, con sopra pochi dati facilmente riportabili in un qualsiasi modulo prestampato (in sanità di moduli ce ne sono milioni), è stato sufficiente per farmi perdere di credibilità e identità.

Ho perso il portafogli sul treno ed è colpa mia, ma ritengo che il far perdere alle persone la propria “visibilità” e consistenza umana sia colpa di questo mondo di merda. Un mondo dove un rettangolino di acetato con una striscia magnetica ha più rispettabilità e valore di un volto, di un nome e di una persona.
Non voglio passare da rassegnato, ma se questo è il mondo che abbiamo scelto per vivere, allora siamo fottuti.

credibilita

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