E’ almeno singolare, per me, osservare su un treno ad alta velocità, decine e decine di persone totalmente assorbite nel proprio cellulare ad alta tecnologia.
Alta tecnologia ed alta velocità, per una bassa consapevolezza.
Prese di corrente intente a ridare energia ad apparecchi stressati, progettati per far calare lo stress di gente apparentemente calma.

Treno che viaggia oltre il muro della noia e anime che si annoiano in strumenti strani eppure così familiari, indispensabili si potrebbe dire.
Viaggiare per andare altrove ed essere altrove anche durante lo spostamento.
Mai essere presenti a se stessi, distratti, timorosi di pensare…forse.

Pellegrini che non guardano il panorama che corre, non colgono gli attimi di una giornata bella, ma si chiudono dentro a minischermi di realtà virtuale, pur avendo a fianco maxischermi di vera realtà.

La bellezza dello scrivere un po’ incerto e con qualche sbandamento.
L’orgoglio di lasciare il telefono intelligente nella tasca stupida del giubbotto.
Perdermi nelle mie parole, nell’orizzonte che corre, su un treno che fugge…più dei miei stessi pensieri.

frecciarossa