Tratto da: The Merck Manual of Diagnosis & Therapy, 19th Edition (2011)
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Il cancro della mammella coinvolge la ghiandola e i dotti galattofori. La maggior parte delle pazienti presentano un nodulo asintomatico scoperto durante un esame routinario o dopo una mammografia. La diagnosi è confermata con una biopsia. Il trattamento solitamente comprende una asportazione chirurgica, quasi sempre seguita da radioterapia o chemioterapia o terapia ormonale o combinazioni tra queste.

Fattori di rischio

I fattori che possono favorire la comparsa di un cancro della mammella sono i seguenti:

  • Storia familiare: Avere un parente di primo grado (madre, sorella, figlia) con un cancro della mammella, raddoppia o triplica il rischio di sviluppare un cancro, ma il cancro mammario in parenti più alla lontana, aumenta leggermente il rischio. [1]
  • Gene del cancro mammario: circa il 5% delle donne con cancro mammario, hanno una mutazione in uno di due conosciuti geni del cancro mammario, BRCA1 o BRCA2. Donne con mutazione al BRCA1 oo al BRCA2 dovrebbero essere sorvegliate o essere coinvolte in misure preventive, come assumere tamoxifene o raloxifene o subire una doppia mastectomia [2].
  • Anamnesi personale: Avere avuto un carcinoma in situ o invasivo della mammella, aumenta il rischio (informazione lapalissiana n.d.t.). Il rischio di sviluppare il cancro nella mammella controlaterale è di circa lo 0.5 – 1% per ogni anno del follow-up.
  • Anamnesi ginecologica: Menarca precoce, menopausa ritardata, o prima gravidanza ritardata possono aumentare il rischio. Le donne che hanno avuto la prima gravidanza dopo i 30 anni, hanno un rischio maggiore delle nullipare.
  • Cambiamenti alle mammelle: Storie di mastopatie fibrocistiche che richiedono la biopsia per la diagnosi, aumentano leggermente il rischio [3].
  • Uso dei contraccettivi orali: L’impiego dei contraccettivi orali aumenta molto leggermente il rischio di contrarre la malattia (rimane il fatto che la contraccezione non è biologica n.d.t.).
  • Terapia ormonale: L’assunzione di ormoni nella post-menopausa aumenta solo molto modestamente il rischio di contrarre la malattia (rimane il fatto che la menopausa è un processo del tutto fisiologico e l’ormonoterapia sostitutiva non è biologica n.d.t.).
  • Radioterapia: L’esposizione alla radioterapia prima dei 30 anni aumenta il rischio. La radioterapia per il linfoma di Hodgkin, aumenta di quattro volte il rischio nei successivi 20-30 anni
  • Dieta: La dieta potrebbe contribuire allo sviluppo di un cancro mammario, ma le evidenze conclusive circa gli effetti di diete particolari, sono del tutto mancanti.

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