Uomo di circa 70 anni dall’aspetto clinico abbastanza normale, un po’ pallido, indice della poi confermata anemia.
Lo operiamo di emicolectomia destra laparoscopica [vedi] per un tumore della prima porzione del colon trasverso. Alla indagine endoscopica è un tumore non occludente, con una erosione centrale “a scodella”.
Probabilmente è arrivato ad osservazione perché allo screening di diagnosi precoce, è risultato positivo alla ricerca del sangue occulto.
La mia veste in questo caso era di infermiere strumentista.

Nell’approccio medico convenzionale si procede all’asportazione del pezzo “malato”, in funzione di fermare la perdita di sangue e le eventuali metastasi.
Non credo che qualcuno dei medici che l’ha avuto in osservazione si sia mai chiesto perché proprio il colon trasverso e non l’ascendente od il discendente, il sigma o il retto. Non credo che si siano chiesti perché proprio adesso e non dieci anni prima. Non penso che si siano chiesti perché non abbia fatto metastasi al fegato, o perché non abbia fatto un versamento peritoneale, ecc. ecc.
Soprattutto non credo che qualcuno si sia interrogato sulle cause di questo specifico cancro, di questa specifica persona. I medici sanno che le cause sono multifattoriali, con un accento particolare sulle cause alimentari, ma questo non è sufficiente per indurli a chiedersi: “Perché proprio a lui?”, “Perché proprio al trasverso?”, “Perché proprio ora?”, “Perché senza sintomi eclatanti?”
In effetti non hanno risposte a queste domande. È semplicemente una roulette russa, una cabala maligna, un gratta e vinci al contrario.
Conoscono, è vero, la biologia molecolare, la mappatura genomica, i meccanismi della cancerogenesi, il comportamento molecolare, l’azione genetica, ma si tratta di cose che stanno avvenendo o sono avvenute. Le ragioni del perché sono avvenute, non le conoscono.
Non è un difetto, ne’ una colpa, ne’ un peccato. È solo lo stato delle cose, l’ignoranza riguardo a ciò che determina un fenomeno; ancor più riguardo alle sue finalità.
Quell’uomo si è preso un cancro, si agisce per protocolli e linee guida, per statistiche, osservazioni e presunzioni e si spera – un altro gratta e vinci – che la stessa sorte che gli ha messo un cancro nel colon, voglia cambiare ed evitargli lo stesso scherzetto, magari da un’altra parte.

Qualcuno ha provato a dare delle spiegazioni ad eventi come quello appena illustrato e dal piccolo delle mie conoscenze, tenterò di illustrare come è PROBABILMENTE andata. Vi prego di non credere alle mie parole, ma di verificare di persona, qualora vi capiti.

Il cancro della sottomucosa colica e della tonaca muscolare liscia, di origine endodermica, ha cinque funzioni principali: analizzare la composizione del bolo fecale, in funzione di adempiere alla seconda funzione che è quella assorbente, ovvero assorbire nutrienti ed acqua. La terza funzione è quella motorio-peristaltica in funzione di far avanzare il bolo fecale verso l’espulsione. La quarta funzione è quella secretoria, attraverso la secrezione di muco ed enzimi che permettano lo scorrimento e lo scivolamento del bolo fecale lungo il tratto intestinale. Infine la quinta funzione è quella escretoria, per cui tossine e sostanze nocive vengano effettivamente eliminate, quando non lo siano da parte di altre strutture (reni). Si tratta dei programmi biologici standard o normali.
Poi ci sono i programmi biologici speciali, quelli che si attivano automaticamente quando la persona percepisce l’impossibilità a svolgere i programmi normali di cui sopra.
Questi programmi speciali entrano in funzione quando il bolo è indigeribile, tossico, statico al punto da mettere in crisi l’intero sistema.

Metaforicamente parlando, ciò avviene quando la persona ha il sentito biologico di avere subito una porcata che non riesce ad assimilare e di cui non riesce a disfarsi.
Si ha quindi una iperproduzione di tessuto che possa adempiere a ciò che momentaneamente e drammaticamente non può essere espletato. Si capisce che non può essere un tessuto normale, altrimenti sarebbe tutto a posto, ma deve essere un tessuto più efficace e rapido nel fare ciò che è chiamato ad adempiere; in altre parole è un tessuto che deve essere diverso. Il grado della sua diversità è in relazione alla pericolosità del boccone e alla fase del programma speciale in cui viene colto. Un cancro appena iniziato è possibile che abbia una scarsissima differenziazione, in quanto le cellule trasformate sono in una fase di riorganizzazione e ridefinizione in base alla qualità funzionale richiesta. Un cancro ormai in funzione, ha cellule con caratteristiche di maggiore differenziazione, in quanto la loro funzione è ben definita e organizzata.
Questo spiega le diversità istologiche, la diversa differenziazione, la diversa invasività.

Perché proprio nel colon trasverso?
Simbolicamente parlando il cieco ed il colon ascendente hanno correlazioni con le emozioni legate ai membri ascendenti della famiglia (genitori e nonni).
Il colon trasverso si riferisce alle emozioni legate alle persone di pari livello, poste in modo orizzontale rispetto a se stessi, ovvero fratelli, cugini, amici, colleghi, ecc.
Il colon discendente si riferisce ai famigliari in linea discendente, ovvero figli, nipoti o coloro che si ritengono emotivamente tali.
Avere subito porcherie, offese, bocconi indigeribili da queste diverse figure potrebbe, ripeto POTREBBE, determinare la diversa collocazione delle formazioni tumorali.

Perché il sanguinamento, peraltro non visibile, e nessun altro sintomo?
Perché il tumore aveva la sua funzione biologica (riconoscere, o assorbire, o mobilizzare, o far scivolare od espellere il boccone) che, fino all’avvenuta percezione che le cose sono tornate a posto, non deve disturbare l’individuo nelle sue normali azioni e reazioni. Solo a soluzione della crisi funzionale compaiono i sintomi che, comunque, sono sensati e che spingono la persona a mettersi in protezione ed a riposo.

Perché la forma a scodella e la perdita di sangue?
Perché nella fase di riparazione, che segue quella di bisogno biologico, quel tessuto cresciuto per svolgere la sua parte non serve più e occorre smantellarlo. Chi lo fa?
I microbi ed il sistema immunitario. I primi demoliscono i tessuti con gli enzimi e i prodotti biochimici che producono. Il secondo modula questa azione batterica, confinandola alle aree interessate.

Forse, ripeto FORSE, se quell’uomo non avesse eseguito lo screening diagnostico, sarebbe guarito spontaneamente, a meno di non trovarsi nuovamente nella condizione di crisi che ha innescato i programmi speciali che lo hanno alterato. Invece ora sarà avviato all’oncologo che, per timore che la malattia che non conosce prenda il sopravvento, applicherà la santa chemioterapia a scopo preventivo. Non farà altro che confermare la attuale incomprensione di un fenomeno biologico che si chiama cancro. Confermerà silenziosamente che l’atto chirurgico non è ritenuto curativo al 100% e che ci vuole qualcos’altro che estingua ciò che è di fatto invisibile.
L’oncologo gratterà e spererà di vincere. La monetina che userà sarà la chemio, e la schedina su cui sfregherà ha un nome e un cognome, una vita vissuta e ancora da vivere. Quella schedina può solo sperare che gratti con dolcezza!

Sorgente: Il Gratta e Vinci della Scienza Medica – La Natura non crea sfigati!

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