E un’altra penna è terminata.
Piacere ai miei occhi, il vedere quel refil vuotato.
Ha riversato su carta l’inchiostro e con esso i miei pensieri
materializzati in scrittura, ora svelta, ora placida.
Inchiostro che ha scritto con entusiasmo e corretto o cancellato con sapienza.

Inchiostro nero, che non riflette luce
ch’è al suo interno,
luce d’anima, chiarore di pensiero
emozioni di una vita.

Una penna che s’esaurisce non muore più.
Ha donato e dona, nelle parole scritte, la linfa sua di memoria
vergata su sconfinate bianche pagine di pensiero.
Idee che si condensano in parole,
che sublimano in nuovi pensieri
per le danze di una nuova regina della scrittura.