Tratto da: PasadoFuturo.comLeggi l’articolo in spagnolo

Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

La Medicina ufficialmente stabilita, “scientifica” e indiscutibile, ha molti postulati (dichiarati comprovati e molto solidi) che si studiano nelle Università e in base ad essi si sostiene la sua pratica quotidiana negli ospedali e nelle cliniche.

Però c’è una serie di domande scomode che lascia a bocca aperta i rappresentanti di questa Medicina ufficiale, o li rende pensierosi, o genera nei più sapienti una risposta tanto illogica quanto il postulato da cui deriva la domanda.

A seguire ecco alcuni di questi interrogativi scomodi, da porre a qualche medico prestigioso, tanto per fargli passare una nottata di pensieri inquieti.

Partiamo dall’attuale teoria sulle Metastasi della Oncologia ufficiale:

  1. 1. Perché, se le cellule maligne vengono trasportate attraverso il sangue ad altri organi, il cancro secondario più comune non si manifesta nel cuore? Di più… il cancro del cuore è super raro!
  2. 2. Perché, a partire da un cancro primario, sia esso delle ossa, del fegato, della prostata, o di qualsiasi altro organo, se le cellule maligne di questi organi si spostano al polmone (organo metastatico più frequente) e li si riproducono, nel polmone no si forma un osso, un fegato o una prostata? Se sono cellule molto differenti e si moltiplicano o proliferano per divisione cellulare (mitosi) dovrebbero farlo… Al contrario, nel cancro secondario si rinvengono cellule di polmone proliferanti. Questa teoria contraddice l’istologia (una materia che si studia nella stessa università dove si insegna la teoria delle metastasi), che stabilisce che le cellule non possono mutare in un altro tipo di cellule, tanto meno possono mutare il loro foglietto di origine embrionale o cambiare struttura istologica.
  3. 3. Secondo le statistiche ufficiali, una percentuale importante della popolazione soffre o soffrirà di qualche tipo di cancro, ma questa nefanda predizione non è sufficiente per indurre ad effettuare indagini oncologiche sui donatori di sangue, esponendo la popolazione che riceve sangue, ad un rischio elevato di contrarre il cancro. Perché non si dosano i marcatori tumorali sui donatori? Perché non si considerano le trasfusioni come un fattore di rischio oncologico? Perché non vengono dosati i marcatori tumorali sul sangue prelevato?
  4. 4. Perché ci sono persone con tumore polmonare, nelle quali gli oncologi cercano disperatamente il tumore originario che l’ha provocato, questo non viene trovato?

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