Ragazza di 38 anni, due figli avuti con taglio cesareo. Sovrappeso, ma in sostanziale buona salute.

Si presenta al PS con colica biliare e dolore all’ipocondrio destro. Dopo la diagnosi di colecistite acuta, alitiasica, viene sottoposta a terapia medica e rifiuta l’intervento, propostogli dal chirurgo che ha effettuato la consulenza.

La donna viene dimessa, ma si ripresenta due giorni dopo con coliche biliari subentranti e la diagnosi viene confermata dalla TC addominale e le viene indicato l’intervento chirurgico come unica vera soluzione della sintomatologia.

Nel pomeriggio di oggi viene operata dall’equipe chirurgica di cui ho fatto parte in veste di strumentista.

Dopo l’induzione dell’anestesia, la preparazione del campo e l’effettuazione del pneumoperitoneo, l’esplorazione iniziale mostra una colecistite intensa, con l’omento a coprire l’intera estensione della colecisti, che appare tesa, ricoperta di fibrina e con aree di necrosi a macchia di leopardo sulla zona corpo-fondo. È presente del liquido peritoneale citrino in loggia sovraepatica.

L’imbibizione dei tessuti attorno alla colecisti è molto marcata e le manovre chirurgiche di esposizione degli elementi (dotto cistico, arteria cistica e via biliare principale) producono un voluminoso scolo di liquido sieroso.

L’asportazione della colecisti e la sua successiva apertura – per l’invio all’anatomia patologica per l’indagine istologica – mostra l’assenza di calcoli macroiscopici, ma la presenza di densa sabbia biliare.

L’intervento procede con una certa difficoltà e si conclude normalmente.

Analizziamo quindi alcune cose.

  • La colica biliare cos’è? È la crisi epilettoide di un conflitto biliare di rancore nel territorio, vissuto dalla donna per ragioni solo a lei note. Indica la fase di riparazione dell’SBS.
  • Cos’è il dolore all’ipocondrio? È la rappresentazione della prima fase di riparazione dell’SBS descritto sopra.
  • Perché è alitiasica, ovvero senza calcoli evidenti? Perché probabilmente si tratta del primo SBS di questa struttura organica e non ci sono state le recidive in grado di produrre una sequela di precipitazione dei sali biliari tali da agglomerare calcoli macroscopici. I fini granuli della sabbia biliare sono però una variante microscopica della cristallizzazione dei sali biliari e colesterinici.
  • Perché ha risposto bene alla terapia medica? Perché la terapia solità, offerta per le coliche biliari consiste in un antispastico e di antiinfiammatori potenti, che hanno una azione simpaticomimetica e decontratturante. Pur funzionando bene sul momento, interrompono un percorso biologico che tenderà a completarsi, con la ricomparsa dei sintomi; cosa peraltro verificatasi.
  • Perchè il peritoneo e l’omento si sono portati a ricoprire la colecisti? Perchè biologicamente il contenuto addominale era in pericolo (infiammazione della colecisti) e biologicamente la funzione omentale è anche quella di proteggere gli organi endoaddominali. Non a caso l’omento è costellato di accumuli linfocitari pronti per intervenire nei casi di alterazioni e conflitti biologici. Questa è la testimonianza più forte e più bella del potere autocurativo dell’organismo. Questo non solo dimostra che il quadro sindromico è la raffigurazione della riparazione in atto, ma che.
  • Perché la colecisti è gonfia, tesissima e con aree di necrosi? Perché si tratta degli esiti della prima fase di riparazione (Pcl A), detta anche fase essudativa. I liquidi apportano sostanze di riparazione, ma veicolano anche i materiali di scarto. Questa tensione ha effetti sulla vascolarizzazione al punto tale che alcune aree si devascolarizzano e vanno in necrosi. Se è presente una sindrome del profugo in atto (testimoniata probabilmente dal sovrappeso) la tensione edematosa può moltiplicarsi.

Siamo di fronte alla fase di riparazione di un SBS delle vie biliari che coinvolge tessuti di origine diversa:

  • ectoderma della mucosa delle vie biliari e della colecisti
  • mesoderma antico del peritoneo che ha protetto l’addome e prodotto il liquido con funzioni antiaderenziali e riparative
  • endoderma dell’omento che è corso ad arginare l’infiammazione, apportando funzioni difensive e di riequilibrio
  • mesoderma recente del collagene e del connettivo della parete della colecisti che, stimolato dalla distensione edematosa, ha avviato un SBS per tentare di affrontare il conflitto di inadeguatezza (a contenere la bile probabilmente). In questo caso le necrosi della parete sembrano suffragare questa ipotesi.

L’intervento è stata una buona azione?

Dal mio punto di vista si. La possibilità che la colecisti si perforasse, riversando la bile nel peritoneo, era molto elevata. Un coleperitoneo è una evenienza seria e la persona potrebbe riceverne un danno importante.

L’intervento è stato eseguito a conflitto in fase di riparazione, quindi nel momento utile e sensato. Quello che sarebbe interessante e utile per la persona, sarebbe poterle far verificare di persona come si sono svolti i fatti, in funzione di evitare le recidive. Ma le persone non sono ancora pronte per questo.

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