In ognuno di noi, in un angolo recondito e un poco in ombra, c’è un mobiletto di caldo legno pregiato, un po’ lucido e un po’ no, con tre cassetti, la cui decorazione è singolare e personale.
Questi cassetti non sono uguali tra loro e non seguono un preciso ordine nella loro distribuzione, dall’alto al basso. Essa cambia in base alle esperienze vissute, ai desideri, alle sventure, alle avventure, ai sogni, alle delusioni, alle illusioni.
È un mobiletto a volte impolverato, a volte coperto di ragnatele, ma a volte lucidato, addobbato e posto in una bella luce.
Le sue condizioni variano a seconda di ciò che viviamo, alle tristezze, alle gioie, ai dolori, alle speranze, ai bisogni.

In un cassetto c’è una targhetta che dice “Conservare”, in un altro “Donare” e nel terzo la targhetta dice “Ricevuto”.
Le dimensioni di questi cassetti, come ho detto, sono variabili e non è detto che uno sia più grande o piccolo degli altri in relazione alla targhetta che porta. Tutto dipende dalle proprie vicissitudini.
Donare, ricevere e conservare sono azioni malleabili, flessibili, variabili e tutto dipende dagli incontri, dagli scontri, dalle aspettative, dai sogni e dagli entusiasmi vissuti giorno dopo giorno.

Dentro questi cassetti ci sono cose preziose, solo cose preziose, ma non sono oggetti, gemme od ori.
Ci sono parole, ci sono pensieri, sguardi, sussurri, baci, carezze, lacrime, profumi, palpiti, sospiri, ecc.
Tutte cose che possono passare da un cassetto ad un altro, in un gioco di generosità, egoismo, passione, rancore, tristezza, malinconia, gioia, entusiasmo, fiducia, follia, dolore, ecc.

Quando si ha bisogno di quel mobiletto, ci si può rendere conto di aver dimenticato dove sia, si può essere timorosi di aprirne i cassetti, gelosi dei suoi contenuti, si può anche non sapere di averlo o non riuscire ad aprire quei contenitori di luce, perché si è persa la chiave della serratura.
Ci sono persone che hanno un cassetto basso basso, vuoto, quasi inesistente ed un altro ricolmo, stipato di tante cose. Ci sono persone con cassetti che sembrano simili ed altre che non hanno mai aperto quei cassetti.
Non si sono mai chieste cosa contenessero.
Non hanno mai saputo che quel mobiletto sbiadito dal tempo, ha un intarsio prezioso coperto di polvere e rancore.
Basta solo la propria mano e un semplice gesto per scoprire che sotto quella coltre di polvere c’è scritto “Amore”.

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