In Italia si considera Medicina Ufficiale (MU) quell’insieme di servizi e strumenti che applicano la Medicina Allopatica, in cui il pensiero dominante è che la malattia è una alterazione insensata che va debellata e prevenuta applicando ad essa la metodica scientifica.
Gli strumenti ed i servizi di cui sopra sono elargiti e gestiti dal Ministero della Salute, che provvede ad offrire, per lo più – ma sempre meno – gratuitamente, quanto la scienza medica mette a conoscenza con studio e sperimentazione.
Gli strumenti e i farmaci con cui si applica la MU sono prodotti da compagnie ed aziende private [1] che entrano in rapporti con il Ministero e le singole aziende sanitarie con un meccanismo fondato sulle gare di acquisizione, il cui criterio di scelta è principalmente basato sull’acquisto del prodotto che costa meno. D’altra parte una qualsiasi azienda cerca sempre di risparmiare sulle spese…non importa se questo può avere un effetto sulla salute di chi è in trattamento.

Ma chi ha stabilito che la MU è ufficiale?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità che negli anni ’70 si è pronunciata a totale favore dell’uso dei farmaci di sintesi nella terapia delle malattie.
All’inizio del 20° secolo nel mondo c’erano i medici omeopatici, che curavano con rimedi naturali e fisiologici in funzione di rafforzare il corpo e rimetterlo in equilibrio. Erano i guaritori, i medici del popolo. Poi c’erano i medici allopatici, quelli che usavano sostanze tossiche e velenose per “estirpare” la malattia dal corpo. Si diceva che se moriva un paziente di un omeopatico era stato per la malattia, ma se moriva ad un allopatico, era stato a causa delle cure.
È curioso notare che in 100 anni non sia cambiato molto.
Nei primi anni ’20 fu stilato un rapporto, detto rapporto Flexner, che cercava di fare il punto sulla qualità della sanità e delle cure mediche negli USA. In realtà fu una inchiesta piena di conflitti di interesse (come lo sono state quelle sulla morte di JFK e sul 9/11, ma sono altre storie).
Finanziata dalle compagnie petrol-chimico-farmaceutiche (citando i nomi di Rockefeller, Carnegie e Morgan) e supportata dalla AMA, Flexner arrivò a concludere che la medicina naturale era un problema grave per la salute dei cittadini e la AMA arrivò a proibire la medicina naturale, bollando i suoi praticanti come ciarlatani e pericolosi stregoni. Non solo, ma le università che continuavano ad insegnare materie legate all’uso di prodotti naturali e che non accettavano nel consiglio di amministrazione una persona di fiducia delle industrie del farmaco, si vedevano sospendere i finanziamenti. Alla fine degli anni ’40 molte università avevano chiuso i battenti.
Ma perché colpire così tanto la medicina naturale?
Per un semplice motivo: TUTTO CIO’ CHE DERIVA DALLA NATURA NON PUÒ ESSERE BREVETTATO.

Prima della aziendalizzazione delle USL era prioritaria la qualità del servizio, non esisteva il concetto aziendale di massimizzare i profitti e limitare le spese. Dopo l’aziendalizzazione sanitaria, la quantità dei servizi e delle prestazioni ha preso il sopravvento, sempre in funzione di massimizzare il guadagno.
Ma come funziona?
Una azienda sanitaria locale percepisce denaro e fondi dal Ministero in base alle prestazioni offerte. Ne consegue che: più prestazioni = più soldi.
Tipicamente una qualsiasi azienda come aumenta gli utili?
Spendendo meno e producendo di più.
Diminuire la spesa corrisponde al ridurre il personale, che è la voce di spesa più importante, a privilegiare chi produce strumenti e farmaci al minor costo (non voglio nemmeno sospettare che forse i prodotti più economici sono anche i più scarsi), all’accorpare le strutture per centralizzare le spese.
Visto dall’ottica di un manager, tutto questo è non solo utile, ma doveroso. Un manager fa dei conti a tavolino, anzi in poltrona, non conosce affatto la situazione sul campo. Lui fa dei conti dentro ad un ufficio. Non gli interessa sapere che, ad esempio, i set da cateterismo vescicale più economici sono anche i più difficili da usare per chi li deve usare.
Ad un manager non importa se il lavoro che prima si faceva in tre, ora lo deve fare uno solo e con materiale per di più scadente o complicato. Dal suo ufficio lui vede che i conti quadrano.
Visto dall’ottica dell’utente invece le cose cambiano, talora molto.

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