Mentre sto scrivendo questo reportage, sono sul FrecciaRossa 9532 appena partito da Termini.
Questa mattina il tempo era decisamente migliore di quello di ieri tanto che sono uscito presto dall’albergo, con l’intenzione di andare a vedere il Pantheon, ma giunto a Termini non sono riuscito a capire quale linea di autobus mi potesse portare in quel posto. Ho provato anche a chiedere ad un addetto, ma sembrava che non lo sapesse nemmeno lui.
Data la qualità della giornata mi sono recato a piedi verso Piazza della Repubblica che si trova a due passi dalla stazione e da li ho percorso via Nazionale e che mi ha portato in poco tempo verso il Vittoriano.
Direte che l’ho presa finta con quel monumento, ma dato il sole brillante e il fatto che il giorno prima avevo fatto delle foto pessime, ho pensato bene di rifare una capatina li passando da un’altra strada.
Devo dire che Roma, alla domenica mattina prima delle 9 è un’altra città. Poche auto e poca gente, quindi un piacere passeggiare in quei viali.

Per dir la verità ho visto montagne di mondezza dove molti gabbiani pasteggiavano allegramente. Ora si potrebbe pensare che siano i turisti a creare più immondizia, ma i sacchi sventrati di spazzatura non li portano i turisti. Mi ha fatto schifo, letteralmente. A parte che ci sono degli uccelli di vario genere che svolazzano liberamente, ma il passaggio di tanta gente che mangia in continuazione sbriciolando, permette ai tanti piccioni di pasteggiare continuamente.
Giunto al Vittoriano c’erano un sacco di romani che facevano jogging e ho avuto modo di fare delle foto molto migliori e più “primaverili”.
La restante parte della mia mattinata è trascorsa bene, sotto un sole non troppo caldo ed una calca di gente in costante aumento.
Passando nuovamente davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore ho visto nuovamente uno schieramento militare di proporzioni preoccupanti, allora giunto in albergo per il check-out, ho chiesto come mai in quella basilica ci fosse tanta sorveglianza ed a San Pietro in vincoli non ce ne fosse per nulla. Mi è stato risposto che la prima è un obiettivo sensibile e che ora la sorveglianza è molto meno intensa rispetto al novembre scorso, dove persino i romani erano a disagio e intimoriti.

Sono rimasto in attesa a Termini per circa un’ora ed è difficile immaginarsi il casino che c’è al suo interno, se non ci si è mai passati.
Ora sono qui, che viaggio a 247 Km/h e nonostante le raccomandazioni di non disturbare, c’è un rompicoglioni che sta telefonando da un’ora.
Ho fatto conoscenza di due canadesi ed è stato un incontro molto simpatico. Due amici, lui e lei, che sono venuti in italia per il matrimonio di un amico e che hanno apprezzato Roma e tutto l’ambiente italiano. Lui è uno chef e lei pure, due ragazzi giovani che mi hanno permesso, per la prima volta, di poter parlare inglese. Ho detto loro che il mio inglese è scarso e non buono, ma per più di mezz’ora abbiamo parlato di come per i canadesi il cambio di moneta sia svantaggioso, di come Roma fosse una città troppo piena di turisti e di come loro apprezzino i nostri appennini. Ho infatti capito che il paesaggio canadese sia molto piatto e che ci siano sconfinate pianure senza nulla, dove si guida per ore senza vedere alcun profilo di monti o colline. La luna è grossa, il cielo è grande, come hanno detto, e vedere gli appennini toscani è stata per loro una esperienza.
Ho avuto la netta percezione che con loro avrei potuto vincere la mia vergogna di parlare inglese. Tempo fa avrei rinunciato e mi sarei chiuso nella scrittura al computer. Invece, nell’ottica di crescere e di fare il 9 evoluto, mi sono messo a parlare inglese con loro due. Non ho sempre capito tutto, ma non mi devo esser perso troppo perché alla fine ci siamo capiti e cordialmente salutati con la promessa di rivederci in Canada. “I promise my visit to you, to see your restaurant, and Canada once in my life, but i don’t know when!”
Ora andranno in vacanza alle Cinque Terre e auguro loro un felice soggiorno. Semmai un giorno potessi andare a vedere il Canada, ho due amici che mi aspettano.
Per inciso sono due antiamericani molto spinti, il che me li ha resi ancora più simpatici.

Ora che sono a casa, posso dire di aver fatto una bella esperienza, che mi ero promesso da tempo, prossima tappa: Pisa.