Da qualche giorno il mio cuore fa delle pause, mi è già successo in passato.

Conoscendo le 5 Leggi Biologiche sono per lo più portato a pensare che c’è un motivo biologico, funzionale, fisiologico. Si tratta di extrasistoli che indicano crisi epilettiche del muscolo cardiaco che si trova in fase di riparazione. Ripara ciò che è stato rimaneggiato in funzione di donarmi un cuore più forte.
Ma più forte per cosa?
Per sopportare ciò che percepisco essere difficile da sopportare. La domanda che pongo al mio corpo è quelle di darmi un cuore più forte e lui, memore di evoluzioni millenarie, avvia il procedimento per donarmi ciò che chiedo, ma…
…c’è un limite oltre il quale io non posso più chiedere.
Da buon 9, che tutto sopporta e tutto assorbe, giungo al limite della sopportazione e chiedo al mio corpo un aiutino e chi, meglio del cuore, può dare la spinta per sopportare la vita e i suoi avvenimenti?


Di motivi per essere al limite della sopportabilità ne ho avuti e ne ho diversi.
Tener chiusi i desideri, tenere a bada la voglia di andare via, riuscire a sostenere il carico delle critiche che vengono da dentro e da fuori, sopportare i vuoti, sostenere il carico del lavoro che faccio e che diventa vieppiù pesante e schiacciante, sono solo alcune delle ragioni per cui percepisco che ho bisogno di un cuore più forte.
In questi giorni ho quindi la fase epilettica e riparativa del mio cuoricino; piccolo davanti al mondo e ad alcuni aspetti della mia vita, ma non di meno volenteroso di non lasciarsi vincere.

Nel momento in cui avverto la pausa, sento anche la brevissima perdita di lucidità. Avverto la fulminea sensazione che la morte è lì, a un passo da me.
Dura una frazione di secondo, ma giunge ugualmente in coscienza e mi domando subito: «Morirò?»
Le 5LB mi hanno dato molte certezze ed estinto molte paure, compresa quella della morte. Non posso dire di averne paura, ma avverto in quel momento la perdutezza della fine e forse è una forma di paura, non so dirlo.
Morto io, morti tutti e non voglio che alcune persone muoiano con me.
Quando tutto è finito, e parlo di un centesimo di secondo forse, il primo pensiero che mi nasce è: «E va bene, basta che fai presto!».
Le parlo come fosse li ad ascoltarmi, ammesso che la morte abbia orecchi per udire.

Però accetto l’evento!
È una frase che estingue la preoccupazione. So che un giorno succederà e potrebbe essere proprio adesso. Sono pronto.
Questa serenità aumenta le distanze dalla paura e, senza paura, la morte è solo una nuova opportunità.
Chi ama la propria vita, non teme la morte.