Sono appena arrivato a casa dopo essere stato al cinema ed aver visto un film che, forse, vedranno in 10 in tutta Italia: La Corte, un film francese. È un film così poco pubblicizzato e sentito che in sala ero l’unico. Una intera sala cinematografica tutta per me. Non so dire se è meglio essere unici o meglio essere soli. Il mio essere solo, è stato rafforzato dall’assoluto silenzio di una sala vuota.
Per lo meno non c’erano disturbatori od i soliti sgranocchiatori da cui proteggersi.locandina-la-corte

Il film racconta di questo Presidente della Corte d’Assise che si trova a dover gestire un processo per infanticidio.
E’ un uomo dimesso, che cammina vicino al muro ed ha un comportamento un po’ rigido, pur con modi gentili ed educati. Dentro ha un tormento esistenziale che lo rende impacciato, pur rivestendo una funzione così importante e altisonante. Vive in solitudine, pur essendo sposato ad una moglie da cui forse sta divorziando.
In Francia vengono nominati i membri della giuria a processo iniziato e durante la chiamata dei giurati supplementari, si accorge che è presente una donna per la quale è evidente il suo trasporto. E lei, pur nel suo rigore di medico anestesista, non fa finta di nulla, pur rimanendo in disparte.

Nelle pauise processuali lui tenta di ricontattarla e si comprende bene che c’era stato qualcosa tra loro. Finché da una loro conversazione semisegreta, si scopre che lei lo aveva rianimato dopo un brutto incidente e che lui, tornando alla vita, vede su di lui quel viso così carino e gentile, quegli occhi azzurri e quel sorriso dolce.
Quella visione celestiale lo fa cadere in un Amore segreto, travolgente, che lui conserva dentro se’ come una gemma preziosissima.
Lui le fa capire cosa abbia significato vederla e rivederla, le descrive le sensazioni provate quando lei un giorno gli afferrò le mani, evento che rafforzò ancora di più il suo Amore.

Lei, pur cercando di giustificare il suo stato con l’uso di morfina durante il ricovero, non riesce a non sentire la carezza che lui le porge con quelle parole impacciate, pronunciate con uno sguardo emozionale sincero e disperatamente innamorato.
A lui basta solo vederla, sentire che quegli occhi che avevano vegliato sulla sua vita, possono ancora accompagnarlo nel suo lavoro e le chiede di partecipare al processo successivo. Glielo chiede in un modo delicato, gentile.
È l’Amore che parla.
Vestendo l’abito con cui si era presentata alla cena di ringraziamento, offerta da lui dopo il ricovero, lei è la, seduta tra il pubblico e lui, visibilmente, torna a vivere per la seconda volta.

Un film delicato, che procede in punta di piedi, dolcissimo che son contento di non aver lasciato senza spettatori.