Ho visto da poco un trailer sulle Paralimpiadi, con una musica di sottofondo molto carina e del tutto adeguata al tema del filmato.

Potere e Volere, due ingredienti di cui non si può definire mai l’inizio dell’uno e la fine dell’altro. Due sapori della vita che la rendono un piatto gustoso, sapido, stupefacente.
Eppure sono due gusti indipendenti. Dove si vuole si può e dove si può si vuole a prescindere dalle dotazioni disponibili.

La dotazione di base è vivere, la vita; finché si è vivi si può.
Si può oltre i limiti,
si può oltre la fantasia,
si può oltre ogni desiderio,
si può oltre ogni divieto.
Finché si vuole si può

Vedere quelle persone con menomazioni fisiche, fare cose che dalla maggior parte dei normodotati sono considerate impossibili, fa comprendere bene quanto gli handy-cap siano esclusivamente un problema di scelta. Scegliere di non volere e quindi di non potere.E quanta gente non vuole,
quanta gente non può.

Come dice Trupiano, se ti manca l’intenzione non ti serve il potere e se non hai il potere non vuoi e se non vuoi, non puoi.
C’è di che armarsi di giustificazioni in questo mondo pieno di limiti. Limiti che accettiamo nella speranza vana e insulsa di potere.
Chiudiamo i cancelli, sbarriamo le frontiere, accettiamo misure repressive e ci trinceriamo nella fossa dell’economia e della sicurezza, senza accorgerci che quella fossa è quella che temiamo di più. I terroristi non sono solo quelli che fanno strage di altri individui, ma quegli individui che rinunciano a vivere per sperare di non morire.
Siamo morti e crediamo di essere vivi.

Ma chi è morto non può più volere e non può più potere.

Ho visto tanto potere in chi ha dei limiti.
E vedo tanti limiti in chi già può.
Uno spreco di risorse…
…il vero peccato mortale.