Ci sono sensazioni che non derivano dall’esperienza e ogni volta sono nuove, pur sapendo di averle provate ogni volta nella stessa occasione.
Sensazioni di malinconico inizio della fine.
Guardi il cielo, annusi l’aria, la senti sulla pelle e gli occhi vedono le immagini solite di quasi ogni giorno…
…eppure quella sensazione arriva in un momento preciso, di sorpresa pur non essendo una sorpresa.
Senti che l’estate sta giocando le ultime giornate di una partita luminosa e frenetica, abbronzata e accaldata.

Ieri ha piovuto e stamane ci ha ridato. Poi nel pomeriggio il sole è tornato fuori, accompagnato da un vento teso.
Il mare era mosso, agitato da onde di discreta altezza che hanno spinto diversi surfisti a cercare di cavalcarle.
Ho apprezzato il tramonto seduto sulla panchina che volge a ponente proprio dove il sole si è ritirato.
Le poche e impertinenti nubi sono rimaste li, a prendere la tintarella. Prima bianche poi grigie, poi piombo e poi, per magia filosofale, d’oro. Che ha lasciato il posto al rosa e poi all’arancio.
E’ stato proprio nello spazio tra quei colori che ho accolto quella sensazione, fotografata tra le cime di canne verdi e ribelli.

Ve ne faccio dono.