A volte mi capita, e sono rare, che nella mia testa non ci sia nulla. Non c’è un pensiero, ne’ una idea, nemmeno un ricordo o una emozione, o un motivetto musicale, nulla, solo silenzio.
Sono momenti che durano poco e me ne accorgo perché quel silenzio mi sembra una condizione impropria. Mi accorgo così del rumore che c’è nella mia mente; disturbo dato da emozioni e costrutti per lo più inutili, del passato, del futuro, di cose che non mi servono.
Mi accorgo che non stavo pensando a nulla.
Mi accorgo del silenzio.
Ho imparato a godere di quel silenzio, dove non c’è nostalgia, non c’è gioia, non c’è tristezza, nemmeno rabbia, ne’ ricordo di qualcosa che mi ha dato fastidio, o di qualcosa che mi ha fatto ridere.
In quel momento sono nell’universo, immerso nelle tante cose di cui è fatto. Sono solo e meravigliosamente presente.
E sto bene!
Le vocine che parlano, che dicono la loro, che arzigogolano sui tanti argomenti di una vita comune come la mia, stanno zitte.

Può succedermi ovunque e non perdo l’attenzione per me, non mi metto in pericolo, non sono assente; sono presente a questa vita e quando me ne accorgo mi dico che ero senza rumore.
Quale meraviglia è quella silenziosità. Non devo evocare una lavagna nera, un paesaggio o una situazione rilassante, viene da se’.
Oggi ero in bici, sul lungomare, osservavo la gente, i turisti che fanno a gara a chi si annoia di meno, poi girando in un viale mi sono accorto che c’era silenzio, silenzio dentro di me.

Forse ascoltare il proprio silenzio è l’unico modo per essere felici.
Oggi sono stato felice nel mio beato silenzio senza tempo.

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