Perla saggia:

La cura ha una sola regola:

che sia fatta in modo efficace

e senza dolore.

Galeno

Questa è la cronaca di un assalto alla persona. un agguato senza armi, un attentato fatto di domande istericamente ridondanti, insinuanti, irritanti e allusive, portate prima ad un uomo e poi ad un altro, “colpevoli” di voler aiutare le persone ad informarsi ed a fare ciò che è loro più utile in tema di salute e malattia.

Eravamo arrivati a Bologna verso le 19.00 per cenare e poi tenere la presentazione della Scuola del Sintomo, io, Robi, Matteo e Ale.

Avevamo supposto, anzi eravamo certi della presenza di almeno un giornalista tra il pubblico, ma non ci aspettavamo certo la presenza anche di un operatore con telecamera al seguito.

Il tizio l’avevo sgamato subito; di tutti i presenti era quello contraddistinto da una fisionomia e da un abbigliamento che potrei definire “Divisa da giornalista”.

E non mi ero sbagliato.

Matteo avvia la serata di presentazione di fronte ad una cinquantina di persone di tutte le età e non mancavano i giovani, il che mi ha personalmente rincuorato e fatto gioire. Poi ha lasciato la parola ad ognuno di noi per illustrare chi siamo, cosa facciamo, come siamo giunti alle 5 Leggi Biologiche, cosa intendiamo fare nella scuola e cosa offriremo. Il tutto per un paio di ore, poi è stata la volta del pubblico con le sue domande e la richiesta di delucidazioni.

Un clima sereno, simpatico, a tratti ironico nel quale abbiamo ripetuto svariate volte la nostra totale estraneità alla non-terapia, la nostra distanza da dichiarazioni sulla inefficacia delle terapie convenzionali. Nessuno di noi si permette di dichiarare cose del genere.

Dopo aver rimarcato più volte che le 5LB NON SONO TERAPIA e che la scuola ha l’obiettivo di offrire una aggiunta alle conoscenze della singola persona riguardo a salute e malattia, Matteo ha ulteriormente sottolineato che le 5LB «Sono un di più, non un diverso!».

La serata si è conclusa con la solita schiera di persone che vogliono chiedere cose specifiche, con tante strette di mano, sorrisi. Erano circa le 23.15 quando notiamo che “l’avvoltoio” era ancora li, poco prima dell’uscita dell’albergo.

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