Perla saggia:

Vera comunicazione

ha luogo soltanto

fra persone di uguali sentimenti,

di uguale pensiero.

Novalis

Ho notato da tempo che le 5 Leggi Biologiche radunano molta gente delle più svariate età e professioni e si va dal semplice interesse, alla passione, dalla divulgazione all’azione professionale.
Tra tutte queste persone c’è chi si mette in condizioni di rischio.
In un paese culturalmente arretrato come il nostro, chi va fuori dalla voce comune e politico/economicamente “corretta”, rischia. Rischia l’isolamento, la rovina professionale, per non dire familiare, sociale ed economica.
Sto parlando dei medici. Di quelli che pensano fuori dai libri, di quelli che guardano il viso dei loro assistiti e che sentono di voler fare di tutto per aiutarli a guarire.

Nel mondo delle 5LB i medici servono, sono necessari e vanno protetti da quella marea di catrame che tenta di affogarli, di soffocare le loro parole di dissenso rispetto ai “protocolli medici”, di impedire la loro azione terapeutica, qualsiasi essa sia. Questa ondata di fango cerca di fermare la loro spinta etica che dice: «Prima viene la persona e la sua vita, poi viene la scienza!»
A mio parere se la scienza rifiuta la critica e l’affiancamento ponderato ad ogni conoscenza umana intesa al bene della persona, non si chiama scienza, si chiama business, accentramento, rigidità, immobilismo, oscurantismo, mercato, ma non certo scienza.

Quale membro non medico di questo gruppo di persone illuminate e disposte all’integrazione delle conoscenze, invito tutti a proteggere chi, da medico, sta aiutando persone in difficoltà e lo sta facendo con ampiezza di pensiero, con apertura anche a ciò che la Medicina Ufficiale non accetta come scientifico. Questa loro opera così illuminata, non fa altro che permettere alla persona di esercitare un sacrosanto diritto, ovvero quello alla salute ed alla scelta terapeutica.
Ed è proprio questa loro azione emancipante a favore dei propri assistiti, che li porta incredibilmente a rischiare, a rischiare molto.

Schierarsi a favore di chi fa del bene in modo alternativo, sarebbe un importante segnale verso chi glielo vuole impedire.
Non si tratta di scendere in piazza, o di promuovere interrogazioni parlamentari o sit-in di protesta, quelle sono buffonate da sindacalisti, politici e corrotti (che sono poi la stessa figura), ma di scrivere, comunicare chiaramente il proprio supporto a queste preziose figure, nei canali che si ritengono più utili come il proprio profilo FaceBook, il proprio account Whatsapp, su Instagram, sul proprio Blog, su ogni canale che abbia anche un minimo di rilevanza sociale.
Inondare il web di una marea di comprensione, supporto, elogio dell’ampiezza di pensiero ed altro, che possa far sentire a chi rischia, che qualcuno osserva, apprezza e mostra apertamente questo apprezzamento.
Per quanto mi riguarda scriverò un post al riguardo e se vorrete potrete condividerlo o modificarlo a vostro piacimento.

Si può decidere di rischiare nella vita, per ottimi motivi, ma una voce di accompagnamento che non faccia sentire solo chi sta rischiando per il bene di tutti, aiuta a raggiungere un risultato ancora più bello di quanto ci si aspettasse.

Alla fine un medico è comunque un umano e come tutti noi, ha bisogno di sicurezza e di appoggio.

Non lasciamolo solo.