Sono andato a vedere il film di cui al titolo. Un thriller in cui la protagonista è una donna che, in qualche modo, è legata ad altre due.
Tristezza, disperazione ed un enorme bisogno di amore e rispetto, scandiscono le vite di queste tre donne, sopraffatte da un uomo vile e violento che quasi diabolicamente impiega il loro desiderio di amore e maternità, per spassarsela.

Un film che mostra come l’amore sia fonte di gioia, ma anche di dolore se gestito malamente.
Un triangolo di donne che si trovano ad incrociare il loro destino, prima detestandosi ed infine complici in una tragedia che riporta equilibrio e senso di giustizia a tutta la loro vicenda.

Osservando la vita di ognuna di loro ho sentito la loro solitudine, pur contornate di persone. Ho capito quanto la mente possa mentire spudoratamente e quanto le emozioni possano far credere possibile ciò che si desidera fortemente.
Occhi disperati e angosciati che guardano dal finestrino di un treno in corsa e vedono. Vedono anche ciò che non c’è, ciò che la mente e il dolore creano per riportare un equilibrio interiore fortemente scosso dalla perdita dell’amore.

Un po’ mi ci sono ritrovato in quello sguardo che scruta il futuro più comodo. Quello che riporta ciò che si è perso, ciò che non si è stati in grado di trattenere, ciò che sembrava essere il luogo calmo di una vita confusa.
Ho riassaporato l’amaro dei momenti in cui ciò che hai perso di vista, ricompare nella mente sotto forma di vuoto, a cui non riesci ad applicare il senso. La mente non tollera il vuoto e lo riempie come può e come sa’.

Un bel film, a tratti un po’ lento, ma mai noioso.
Un film in onore di un mondo femminile complesso, ma di una tenerezza straordinaria.

laragazzadeltreno