Tra brevi onde
e leggera schiuma
un ramo spezzato
ancor verde di linfa e vita.

Ammantato ancor di sonno
e sotto la luminosità del sole
il mare sognava,
tra respiri
ora calmi, ora lunghi

Sognava di salire
in tra le chiome d’un albero
per vedere il mondo da sopra,
per librarsi finalmente

Di lassù vedeva l’orizzonte
che mai aveva veduto
e pur essendo egli stesso l’orizzonte,
si stupiva

Si stupiva della bellezza
dell’immensità di se stesso
dell’infinità dello sguardo
dell’indescrivibile Amore dell’universo

E dorme oggi il mare,
nel suo respiro calmo.
Dormi amico mio…
e sogna.