Grazie ad Alice oggi ho ritirato fuori un pensiero che ho usato come esempio per illustrare ciò che io mi ostino a chiamare “la nostra bestiolina”, che poi non è una mia definizione, ma che amo usare nelle mie modeste serate divulgative.

Ognuno di noi, anche chi non ha un cagnolino da portare al parco a pisciare, porta con se tutto il giorno e nel letto durante la notte, la propria bestiola. E’ una bestiola fedele, onnipresente che mangia, che dorme, che gioisce, che piange, che vuole sesso, amore, acqua, coccole, vicinanza, calore. Vuole tutto questo e non è disposta a rinunciarci. Vive di queste cose primarie, senza le quali soffre, si lamenta, cambia il suo aspetto e la sua struttura.

E’ una bestiola con la quale non si può fare come con il cane, che lo si antropizza talora in modo vergognoso, come vedo troppo spesso. A questa nostra bestiola non interessa dei nostri impegni, delle promesse, dell’orologio, dell’inflazione, del conto in banca o del mutuo da pagare. La nostra bestia vuole le cose che gli servono per vivere, per vivere con gioia e piacere, tutto il resto non conta.

Le applichiamo un guinzaglio e la portiamo con noi anche contro la sua volontà, anche quando vuole solo dormire, o vuole mangiare in pace. Le applichiamo anche la museruola quando vuole mordere, quando vuole farsi sentire. La mortifichiamo nei suoi sentiti, la vestiamo con gli abiti della religione, la schiavizziamo con le catene delle aspettative, la puniamo con i “non si può”. La facciamo correre anche quando non serve, e la vogliamo far riposare a comando e solo quando crediamo che sia giusto, ma…

…ma possiamo picchiarla, trascinarla, prenderla a calci, ignorarla, mortificarla, ma dirà sempre la verità, ci mostrerà sempre la realtà delle cose, ci trascinerà sempre al suo livello, ci tirerà giù dalle nuvole sulle quali crediamo di camminare. Ci ricorderà sempre che la vita è una gioia e che siamo noi a non averlo capito.
Ci dirà sempre che non siamo noi a tirare il guinzaglio e che quando questo si spezzerà, non potremo far altro che morire.

Prima di prenderci un cane o un gatto o qualsiasi altro animale da compagnia, impariamo a far compagnia e a rispettare l’animale dentro di noi.