Ho avuto il privilegio di parlare con una persona le cui condizioni di salute non sono brillanti. Ha voluto condividere con me il suo cammino sofferto in una vita difficile.
Sono onorato di aver avuto questo scambio e questa mattina, sulla riva del mare, in un silenzio interrotto solo dalle chiacchiere dei gabbiani e dalle piccole onde sulla sabbia, ho capito la magia del silenzio della Natura, anche in quelle condizioni che chiamiamo “malattia”.

Perché le malattie più insidiose sono così silenti, o poco evidenti?
Perché ciò che la medicina considera estremamente grave, non da segni della sua presenza?
Sembra quasi che ci sia una oscura volontà di fregare la persona, di raggirarla. Sembra che nel silenzio della Natura ci sia cattiveria, una fredda e silenziosa volontà di morte.
Ma che senso avrebbe una cosa del genere?

Avanzo ora il mio pensiero, consapevole della sua opinabilità ed accetto serenamente il fatto che possa non essere condiviso.

leone

Facciamo l’esempio del leone e della gazzella.
Il leone deve fare piano, deve agire silenziosamente per poter mangiare la gazzella e sopravvivere, ma la gazzella a sua volta deve fare silenzio se non vuole attirare l’attenzione del leone e sopravvivere. In questi due silenzi c’è senso, non uguale, ma comune…la sopravvivenza.
Se ci fosse rumore, nessuno dei due farebbe nulla perché sono nell’impossibilità di sapere se sono preda o predatore. Il silenzio è alla base dei loro ruoli, della propria capacità di sopravvivere.
Se pensiamo a questi due soggetti come a cellule di un organismo comune (la fauna), vediamo che in questo gioco di ruoli, c’è equilibrio. C’è silenzio, l’organismo fauna non avverte questa lotta alla sopravvivenza. La vita va avanti in un equilibrato, armonioso silenzio.
Se interrompessimo questo equilibrio, per salvare la gazzella, arresteremmo la normale propensione della vita ad andare avanti.

gazzelle

Ora pensiamo all’uomo ed a quello che viene chiamato “cancro”.
La cosa che contraddistingue moltissimi casi di cancro è il silenzio del corpo, fino a che una manovra medica o una letterina che invita allo screening “preventivo”, non vada a scovare qualcosa che non doveva essere trovato.
Perché non doveva essere trovato?
Semplicemente perché stava facendo il suo ruolo e questo non doveva essere a svantaggio dell’intera persona che, comunque, deve continuare a vivere e a muoversi. Ricordo che la vita e l’universo, sono dinamismo, movimento, proiezione.
Consideriamo l’esempio di un cancro (il leone) al colon (la gazzella), all’interno di una persona qualunque (la fauna).
Se la persona con un tumore al colon non avverte nulla, non è perché il cancro al colon lo vuole fregare e portarlo alla cassa subdolamente, ma semplicemente perché al suo interno sta avvenendo un gioco di ruoli ben preciso e armonioso. Il cancro espleta delle funzioni speciali in silenzio, mentre la restante parte del colon espleta le altre funzioni in silenzio, il tutto a favore della persona che li ospita e che è intenta a fare le sue cose, cioè a proiettarsi nella vita.
Non c’è nulla di maligno in questo, semplicemente ognuno riveste il proprio ruolo, all’interno di un contesto più ampio, senza fare rumore, che invece bloccherebbe tutto.
E’ proprio quando si vuole trovare una cosa che non va trovata, che succede il casino. Si innescano altri processi dominati principalmente da immobilismo, arresto, involuzione, tutte cose che non hanno nulla a che fare con il concetto di vita.
Nel momento in cui viene “trovato” il cancro inizia una confusione interna ed esterna per cui tutto si blocca, tutto si ferma. Tutto è dominato dalla paura, dalla agghiacciante, rigida e immobilizzante paura.

Nel silenzio c’è potenza, presupposto all’armonia, all’equilibrio. Soprattutto non c’è giudizio.
Il magico silenzio non significa assenza di comunicazione, non è giusto o sbagliato. Il silenzio significa lasciare spazio, lasciar fluire la vita, significa rispettare l’ampiezza dell’energia.
Il silenzio non è imbarazzo, ma accoglimento.
Siamo veramente in grado di accettare il silenzio?

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