Perla saggia:
La guarigione
è una cosa di cui i medici
non hanno nessuna colpa.

Pierre Véron

Ieri sera (9 marzo) ho tenuto la mia serata che trattava di Tiroide e di come disfunziona in determinate condizioni.
Si è trattata di una argomentazione teorica, ma a un certo punto una signora mi ha chiesto: «Va bene, ho capito cosa succede, ma adesso cosa faccio?»
Domanda indubbiamente pratica e umana.

Premetto il dire che ogni singolo caso è un caso unico, per cui i vissuti di ognuno sono singolari, e questa può sembrare la risposta di comodo. Ma a tutti gli effetti è così. Ognuno vive le proprie esperienze con i suoi percepiti, nessuno al mondo potrà mai capirli fino in fondo, quindi che consigli mai potrebbe dare?
Poi c’è un’altra questione.

Molte persone, con la tiroide ampiamente e lungamente rimaneggiata, hanno un brutto rapporto con il tempo, vivendo tendenzialmente nel futuro, dove vivono e vedono cose che generano, o possono generare, un sentimento particolare, utile, ma vincolante: la paura. La cieca, agghiacciante, immobilizzante paura.
La paura blocca, ma paradossalmente queste persone sono protese a correre, a doversi e volersi muovere e si genera un circolo vizioso: «devo correre, ma ho paura, ho paura e devo scappare, ma ho paura»

A queste persone ho suggerito di fare una cosa molto semplice e credo di grande utilità: stilare un elenco di cose che si possono fare per prendersi tempo, per rallentare la propria corsa ed avere meno paura, partendo dalla più grande alla più piccola. Fatto l’elenco, la persona è invitata a mettere in pratica la più piccola, lasciando l’orologio, mettendo la sveglia per definire il tempo preso per se e dedicandosi ad una attività che non sia legata al tempo, la prima che mi viene in mente è disegnare un mandala.
La persona viene invitata a fare il proprio tempo, a costruirsi una bolla senza tempo, una bolla di solo tempo presente.
Fatta questa piccola cosa, si passa a quella successiva, fino a giungere ad un momento in cui c’è equilibrio nel suo tempo e nella percezione di calma e di paura.
Lo so, è una cosa difficile, lunga, ma credo che possa funzionare.

Infine la questione del “Prima il dovere e poi il piacere!”
Consentitemi di dirlo: «È la più gran cazzata che possa essere mai stata pronunciata nella storia dell’umanità»
Certamente, se una persona percepisce serenamente che ciò si adatti bene alla sua vita è liberissimo di fare questo, ma di certo i doveri limitano molto le potenzialità umane e costringono la tiroide ad attivarsi centinaia di volte, con il risultato finale di avere un ipotiroidismo da sfiancamento.
È proprio quello che si vuole?
Certo, siamo immersi in questa vita frenetica e piena di paure e doveri (paura=catene + dovere=catene), ma se conosciamo cosa ci sta facendo, è intelligente e rassicurante nascondersi dietro la frase: «Tanto questa è la vita!»?

Sorgente: “Tanto questa è la vita!” – La Natura non crea sfigati!

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