Ho riflettuto molto su quanto sia stata incisiva la presenza di mia madre nella mia vita.
A parte l’avermi generato insieme a mio padre, non è solo l’aspetto biologico riproduttivo che ha influito sulla mia vita. Quello che ha segnato – e non voglio che sia applicata una nota negativa a quest’ultima parola – la mia esistenza è il progetto che mia madre ha fatto con me e su di me.
Aveva paura mia madre, paura di rimanere sola, di non avere un marito su cui fare affidamento e così è stato.
Ha affidato a me questo compito e non l’ha fatto con l’intenzione di farlo, ne aveva forse bisogno. Rispetto e comprendo questo bisogno.

Ciò che ha segnato la mia vita, in profondità, è stato il mio continuare a percepire questo compito, questo mandato, nei rapporti con le donne. Farle stare tranquille, accondiscenderle, compiacerle nei loro bisogni. Fare il marito di mia madre, ma non il loro.
E per questo ho fallito, ma non me ne faccio una colpa. Non potevo fare altro, se non quello. Programmato fin da prima della nascita e per i tuoi anni di cedevole personalità, cosa puoi fare se non rispettare un mandato che hai nel più profondo nucleo di te stesso?

Ho accondisceso i loro progetti, ma non ne ho mostrati dei miei, non potevo, non era lecito, non era importante tanto quanto il loro. Le ho aiutate, forse, a cercare di raggiungere i loro traguardi, ma con una tonalità che le ha fatte fuggire da me. Le ho accompagnate fino alla soglia del traguardo e quando era ora di varcarlo insieme, ho mollato. Era il loro, non il mio.
Posso capire la loro delusione.
Non ho corso insieme a loro, le ho solo accompagnate, ma non era la corsa che volevo fare. E se ne sono accorte.
Ho capito che il loro progetto non era quello di mia madre e che l’accondiscendenza docile non era ciò che cercavano.

Ora ho capito che ho passato la mia vita per essere il meglio per lei – mia madre – ma certo non il meglio per me.
L’ho fatta stare tranquilla, serena, ho costruito un soffice materasso su cui potersi appoggiare, proprio come la mia pancia, morbida e comoda, con dentro un uomo che ha ubbidito.

Stai tranquilla, mamma.
Ora devi lasciarmi andare però, perché io voglio andare!

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