I protagonisti di questa storia sono:

  • Il TITANIC
  • La Coscienza
  • La Linea di galleggiamento
  • Il Subconscio
  • Il Tempo

Nel 1912 partiva dall’Inghilterra uno dei transatlantici che avrebbe dovuto cambiare il corso della storia della navigazione commerciale: il TITANIC.
Con diverse migliaia di persone a bordo, la nave era la massima rappresentanza della superbia umana, la nave dei sogni e delle speranze di tutti i suoi imbarcati.
Non solo l’avventura di quel battello ha cambiato il modo di solcare gli oceani, ma è il tema di ciò che voglio dire a proposito di noi esseri umani.
Perciò seguitemi nel mio ragionamento. Troverete parallelismi (scritti in blu e in corsivo) tra la cronaca che ha coinvolto il TITANIC e la vita della maggior parte delle persone.
Se alla fine della lettura vorrete lasciare dei commenti, ne sarei contento.

Ogni giorno ci alziamo dal letto per affrontare il nostro viaggio quotidiano. Siamo carichi di sogni e speranze, spesso nemmeno per noi stessi. Nonostante tutto quello che ci “capita”, per la maggior parte delle volte non cambia proprio nulla. Diamo la colpa o il merito a 360° intorno a noi. L’indomani riprendiamo il viaggio, fracassati o entusiasti, pieni ancora di orgoglio o cocciutaggine.

La storia e i parallelismi

Il TITANIC salpò da Southampton a mezzogiorno del 10 aprile 1912 con quasi 3000 persone a bordo. La sua sfarzosità, le dotazioni tecnologiche di alto livello e di grande modernità, rendevano la nave «…praticamente inaffondabile…», come qualcuno disse in quei tempi. Passeggeri ed equipaggio erano alloggiati in condizioni che per l’epoca erano considerate di lusso anche per la terza classe.

Tu, che ti svegli ogni mattina alle 6.30 e salpi per la tua giornata, dotato di tutto quello che ti serve – persino più di quello che ti è necessario. Ti senti inaffondabile. Le tue parti migliori da offrire allo sguardo altrui, le tratti in modo sfarzoso, altre cose di te invece vengono trascurate perché credi non siano così importanti. Tutto sommato ti senti potente e fottutamente furbo/a.

Il TITANIC era stato prodotto per competere con le navi Lusitania e Mauretania e questa competizione si svolgeva sul piano delle prestazioni, del lusso e delle capacità alberghiere. Tutto doveva stupire e convincere le persone a preferire la compagnia White Star Line piuttosto che la Cunard Line. E quando si entra in competizione, il tempo diventa tiranno e danaro, rendendo possibile il perdere di vista cose molto importanti, come è successo in quel viaggio maledetto e disgraziato.

E tu, che ti alzi ogni mattina, chi devi stupire? Con chi sei in competizione? Perché devi o dovresti essere scelto/a? Hai tutto chiaro davanti a te? Hai tenuto conto di te stesso/a?

Nella serata dell’11 aprile un marconigramma avvisava della presenza di iceberg a largo di Terranova. Questo avviso non arrivò mai al comandante.
Nelle giornate del 12 e 13 aprile altri avvisi del genere giunsero alla nave, ma anche questi non giunsero mai al controllo del comando.
Il 14 un nuovo avviso indicava presenza di ghiaccio, ma il comandante non fece altro che modificare minimamente la rotta ed aumentare la velocità, per cogliere la possibilità di giungere a New York un giorno prima del previsto, con enorme stupore da parte di tutti.

E tu, che affronti la tua giornata, a quanti segnali delle tue percezioni fai orecchie da mercante? Quante volte non ti rendi conto degli avvisi del tuo corpo? Quante volte e quando aumenti addirittura la velocità delle tue azioni? Sai leggere i messaggi del tuo corpo?

Alle 2 meno un quarto del pomeriggio del 14, un avviso del piroscafo “Amerika“, che avvisava della presenza di iceberg, non giunse al ponte di comando, come mai giunse l’avviso del “Mesaba“, con lo stesso contenuto. I marconisti erano intenti a ricevere e trasmettere messaggi di privati passeggeri, dimenticando di consegnare quelli veramente importanti.

E tu, che sei nell’oceano dei tuoi impegni, quanti messaggi non senti da parte dei tuoi sensi, per ascoltare quelli degli altri? Quanta percentuale del tuo tempo sensibile usi per gli altri e quanta per te stesso/a? In una ipotetica scala di valori, quanto vali tu nei tuoi stessi confronti?

Anche gli avvisi del piroscafo “Rappahannock“, che incrociò il TITANIC alle 22.30 e che avvisava di aver avvistato iceberg intorno ad una banchisa, non vennero considerati.
Ciò che rimane gravemente negligente è stato l’avviso delle 23.00 da parte del “Californian” che allarmava sulla presenza di un enorme banco di iceberg.
Alle 23.40 le vedette scorsero un iceberg davanti alla nave. Non essendo provvisti di binocoli – dimenticati a terra per la fretta di partire – avvistarono il grande blocco di ghiaccio quando erano distanti da lui 500-600 mt. Ad occhio nudo non avrebbero potuto far meglio di così e a 21 nodi di velocità, la nave non poteva variare efficacemente la propria rotta.
L’iceberg fu riconosciuto unicamente per la sua massa scura che interrompeva la linea dell’orizzonte e per il fatto che nascondeva le stelle in un cielo senza luna.
L’impatto fu molto violento. Il limite di compressione sulle lamiere fu superato di molto, i rivetti di acciaio saltarono e l’acqua penetrò in enormi quantità all’interno di diversi scompartimenti – 5 per l’esattezza e la nave poteva galleggiare ancora con 4 scompartimenti allagati.

E tu, che corri a destra e a manca, quando sei in grado di accorgerti di un iceberg sul tuo cammino? Sei abbastanza attento? Di cosa ti stai dimenticando? Cosa c’è sotto la tua linea di galleggiamento? Cosa non stai vedendo? Quali sono i tuoi limiti di galleggiamento oltrepassati i quali affondi?

Dopo aver imbarcato molti milioni di litri di acqua in pochissimi minuti, la prua della nave sprofondava nelle freddissime acque dell’oceano ed alle 2.20 il TITANIC scomparve sotto il forte risucchio che lo attirava sul fondale a 3700 mt. di profondità.
Delle quasi 3000 persone imbarcate, se ne salvarono solo 706. Vennero rinvenuti e recuperati cadaveri anche alcuni mesi dopo l’immane catastrofe.
Nelle concitate manovre di evacuazione furono commessi errori talora incredibili. A parte il fatto che le scialuppe disponibili non avrebbero potuto salvare tutte le persone a bordo del TITANIC, quelle disponibili vennero usate in modo improprio, risultando più vuote che piene di passeggeri. La maggior parte dei morti sono passati a miglior vita per assideramento e non per annegamento.

E tu, quando ti accorgi che stai affondando, fai le cose giuste per tentare di salvarti? Sai mantenere la lucidità ed ascoltare i sensati messaggi del tuo corpo?

I protagonisti

Torniamo ai protagonisti di questa storia.

  • Il TITANIC
  • La Coscienza
  • La Linea di galleggiamento
  • Il Subconscio
  • Il Tempo

Cosa rappresenta il TITANIC in questa storia? Il controllo che ci illudiamo di poter mantenere nella nostra vita. Lo facciamo sempre più grande e più dotato, ma come una nave di grandissime dimensioni, ha una maneggevolezza molto limitata e non lo si può fermare facilmente. Galleggia, ma la parte immersa è man mano sempre più grande e profonda. Il controllo è fragile e può agire solo su ciò che si può vedere. Necessita di stimoli forti per funzionare e tende a divenire insensibile ai segnali più deboli, ma non per questo meno importanti.
Tendiamo pericolosamente a considerare solo gli stimoli esterni ed a trascurare quelli interni.

Cosa rappresenta la Coscienza in questa storia? La parte emersa dell’iceberg. Per questioni fisiche la parte emersa di un iceberg rappresenta solo 1/9 dell’intera massa. Allo stesso modo la coscienza rappresenta solo il 3-5% della nostra struttura psico-emotiva. La coscienza ci permette di controllare, di fare delle scelte, di accorgerci di quanto è evidente. Nonostante le sue scarse dimensioni, ha un enorme potere di nascondere la realtà, di alterarla, illude la persona sulla propria vera grandezza, resistenza e abilità. La coscienza si mostra piena di luci sfavillanti che possono abbagliare la persona stessa.

Cosa rappresenta la Linea di galleggiamento, in questa storia? Il tipo di vita che conduciamo, a quanta velocità viaggiamo sopra essa e quanto limpida essa è. Una vita burrascosa ha una linea agitata, attraverso la quale non si vede nulla. Anche una vita apparentemente calma, ma vissuta al buio, non chiarisce cosa c’è sotto o cosa significhi. Una vita inconsapevole, pur nella sua regolarità, non illumina la nostra navigazione.

Cosa rappresenta il subconscio in questa storia? La parte sommersa dell’iceberg. È ciò che non vediamo, ciò che non possiamo controllare coscientemente. Incarna la struttura, i bisogni biologici, la storia e l’esperienza non conscia. È il 95% di ognuno di noi. Ha una massa che non si può spostare o modificare con la volontà, che procede per inerzia e di cui conosciamo pochissimo. Non ricordiamo da dove viene e non sappiamo dove ci porta.

Ed infine il tempo. Una entità potentissima, che modella il subconscio, come il tempo modella ogni iceberg. Illude la coscienza, che crede di avere tutto il tempo che vuole. Non è la coscienza che modella il tempo, ma l’esatto contrario. Al subconscio non interessa del tempo, è al di sopra del tempo e trattiene le memorie di esso.

Riflettere sul nostro TITANIC

Ciò di cui non teniamo conto o di cui ci siamo dimenticati, esiste ugualmente. Non lo vediamo, non lo ricordiamo per il tipo di vita che facciamo, non vogliamo vederlo per le più svariate ragioni, ma c’è.
Come il TITANIC crediamo di essere inaffondabili, di avere tutto sotto controllo e lo facciamo con così tanta convinzione da preferire ciò che gli altri vogliono da noi, rispetto a ciò che vogliamo davvero per noi stessi.
Ci illudiamo che il 5% del nostro iceberg, che si affaccia sulla linea di galleggiamento, sia tutto l’iceberg e non ci accorgiamo che sotto la nostra vita cosciente, c’è una enorme parte immersa su cui potremmo cozzare prima ancora di rendercene conto. E ci abbiamo già cozzato diverse volte.
Nella calma artificiosa della nostra vita superba (ci facciamo andare bene tantissime cose) giungiamo a compiere delle azioni che, un giorno, devono fare i conti con il cedimento della struttura. Iniziamo ad imbarcare acqua (Sindrome del profugo) rischiando di affondare. Le pompe idrauliche (farmaci e prodotti naturali) si danno da fare, ma hanno uno o più limiti.
L’acqua gelida che ci circonda spegne, una ad una, le nostre caldaie. L’energia diminuisce.

Siamo proprio sicuri di fare il viaggio giusto in questa vita?

Sorgente: Il TITANIC – Attivazioni Biologiche

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