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Meglio pazzo che stupido!

Ecclesia Peccatorum

Morire in nome di Dio, ma non per libera scelta. Dove non ci ha pensato il fato, ci ha pesato la Chiesa. Crimini e misfatti di una istituzione che crede per prima che la vita degli altri abbia valori diversi e che la morte e la dannazione siano un bene voluto da dio.

Fede, Religione e Chiesa

La Religione rappresenta l’esercizio del potere basato sulla credulità e la debolezza umana.
Pur essendo proprio dell’uomo il credere ad entità ultraterrene che governino umanità e Natura, è propriamente umano l’usare l’intelligienza infarcita di perfidia, desiderio, odio e amore. Credere ad uno o più dèi conforta l’uomo nei momenti di disperazione e allontana la pervicace ignoranza riguardo le origini delle proprie sventure. Il riconoscere e il credere alla presenza di autori superiori delle azioni apparentemente inspiegabili, allevia le responsabilità umane e la fatalità di ciò che l’uomo stesso ritiene “ingiustizie” o “protervie”. Addossare colpe e responsabilità ad entità superiori e invisibili rappresenta in ogni caso un comodo rimedio alle malefatte ed alle debolezze proprie dell’uomo.
L’ineluttabilità del destino o della casualità degli eventi naturali, porta l’uomo a cercare di non sentirsi solo in balia degli eventi e ad addomesticare il proprio senso di precarietà e fragilità. Nasce quindi la necessità di trovare un qualcuno che si assuma responsabilità e colpe di quanto ritenuto ingiusto e immotivato, un Dio al quale mostrare il proprio timore, la propria devozione ed il proprio ringraziamento in funzione di godere di una vita meno tribolata.

Credere a uno o più dèi si chiama fede, quel sentimento oscuro e misterioso che non ha dimostrazioni oggettive della sua presenza ed è esclusivo di ogni singolo individuo. E’ un sentimento fortemente legato ad altri in grado di influenzarsi vicendevolmnte in un orgia di emotività manifeste od occulte in grado di trasformare persone e popoli. Questo fa si che ogni persona percepisca in modo differente l’importanza della fede e della sua osservanza attraverso rituali codificati o meno.
Accanto a persone inclini alla comprensione ed alla tolleranza verso coloro che non hanno fede, si affiancano persone che ritengono che il senso di fede debba comunque essere osservato, giungendo a perseguire questo obiettivo anche con azioni violente sia a livelo psichico che fisico.
Lo spontaneo radunarsi delle persone osservanti della fede in corporazioni e gruppi più o meno vasti, ha presto avviato la transizione dalla semplice osservanza dei riti di fede, all’esercizio del potere politico ed economico sulle stesse masse e oltre.
La Chiesa cattolica rappresenta una delle tante corporazioni religiose formate da milioni di persone in tutto il mondo e nel corso della sua storia, ha mostrato il deterioramento del suo esistere. Dapprima protettrice della fede cattolica, poi detentrice di poteri politici ed economici a livello planetario, giungendo a quest’ultimo aspetto attraverso l’esercizio della violenza e della costrizione.

Giunta, nell’alto medioevo, a detenere un incommensurabile potere politico-economico, la Chiesa si è preoccupata più di arricchire se stessa che di proteggere i propri fedeli o divulgare la fede con le parole e la forza dell’esempio. Timorosa di perdere il proprio potere e il controllo sulle genti a seguito della nascita di movimenti religiosi maggiormente attenti alla sostanza della fede, la Chiesa di Roma ha instaurato un controllo rigido e violento su tutti i territori di influenza riuscendo a studiare sistemi di coercizione e sudditanza efficaci e terribili.
Con l’appoggio della classe dirigente laica e con l’imposizione del riconoscimento religioso alle cariche regnanti, la Chiesa ha avuto in pugno tutti i territori di sua pertinenza ed anche molti di quelli al di fuori della sua sfera di influenza. Verso il XIII secolo la corruzione all’interno di tutta la classe clericale stava raggiungendo apici inauditi e scandalosi tanto che diversi movimenti religiosi e semplici cittadini si scagliarono contro il malcostume ecclesiale. Il massimo rappresentante della Chiesa Cattolica si vide quindi costretto a mettere a tacere la verità avviando la costituzione dell’organizzazione più terrificante e più longeva nella storia dei sistemi coercitivi, la Santa Inquisizione, un organismo che, in quanto a imposizione del terrore e della morte è seconda forse alle sole SS ed all’esercito satunitense in quanto a numero di vittime.
In questa lunga pagina tatteremo proprio di Santa Inquisizione con scritture e documenti reperiti in rete, al fine di condurre il lettore a compiere un’azione di riflessione sulle proprie convinzioni religiose e di analisi di quanto la storia possa essere stata manipolata.
Crediamo di avere completato un buon lavoro e invitiamo i lettori a commentare con il modulo a fondo pagina.

La Santa Inquisizione (versione soft)

Prefazione
Tratteremo in questa sede un tema alquanto spinoso, misterioso e controverso, l’aspetto più oscuro e polemico della storia della Chiesa: l’Inquisizione.
Questa parola porta alla mente pensieri di atroce violenza e sadismo.
E’ perciò impresa ardua analizzare senza pregiudizi le fonti storiche. Ed è proprio questo lo scopo: chiarire le finalità e il reale funzionamento dell’Inquisizione, effettuandoampie ricerche sul tema attraverso testi dell’epoca e manoscritti, al fine di creare unquadro generale; il tutto per offrire la verità su questa Istituzione ecclesiastica che operò dal XIII secolo, come ultimo “baluardo della Fede”.
Tratteremo della figura storica del Demonio e le abitudini dei suoi seguaci, esporremo leprocedure inquisitoriali, esamineremo le pene inflitte dai tribunali inquisitori, parleremo digrandi movimenti ereticali, della tortura e vedremo i grandi protagonisti come Tomàs de Torquemada, Roberto il Bulgaro e Bernard Gui.

Scene dal MedioEvo
Nel Medioevo, la Fede permeava ogni aspetto dell’esistenza, i simboli Sacri come le Croci e le nicchiecon le effigi dei Santi, accompagnavano il cammino dei viandanti, i rintocchi delle campane delle Chiese fornivano alla giornata la sua trama temporale. La religione era il fulcro attorno il quale ruotava tutto il resto, il Papa governava la società Cristiana in nome di Dio, i sovrani regnavano in nome di Dio, incoronati con l’Olio Sacro.
Persino gli strumenti di lavoro, gli animali, il cibo, le stesse armi, venivano solennemente benedette.
I Patroni Celesti non venivano invocati solo nei momenti di bisogno come avviene oggi; ogni giornata trascorreva, sia per il mendicante che per il re, sotto la luce della Fede. La presenza delle reliquie dei Santi, in alcuni luoghi, infondevano nei fedeli una grande rassicurazione e protezione dal male.
E’ impossibile per noi calarci in tale contesto sociologico, per quanto si possa studiare la storia di quel tempo non comprenderemo mai il loro pensiero e il loro stato d’animo.
Il grande processo di riforma che aveva interessato la Chiesa nell’undicesimo secolo aveva ottenuto risultatiimportanti nella lotta alla corruzione e nella moralizzazione dei Chierici.
Aveva però lasciato irrealizzate le aspirazioni di coloro che puntavano a un rinnovamento più profondo, in grado di ricondurre la vita Cristiana agli ideali di purezza, di semplicità e di povertà esortati dal Vangelo.
Da questa insoddisfazione, comune a molti monaci e laici, nacque un vasto movimento di contestazione religiosa che in molti casi finì col collocarsi al di fuori e contro la Chiesa.
Fenomeno non nuovo nella storia dell’Istituzione Ecclesiastica, l’eresia divenne nel XII secolo un fenomenodi massa, tanto che i Papi ebbero notevoli difficoltà a contrastare.
Accanto al fiorire di gruppi religiosi caratterizzati da una spiritualità vicina alla Chiesaprimitiva, si diffusero parallelamente a questi ultimi, anche movimenti ereticali.
A differenza degli eretici però questi gruppi religiosi accettavano di sottoporsi all’autorità Ecclesiastica e venivano controllati dai Vescovi locali.
Innocenzo III, impegnato in una costante opera di moralizzazione dei comportamenti del Clero, videin questi nuovi “Ordini” uno strumento per la rinascita e la divulgazione dell’ autenticospirito Cristiano e un efficace mezzo contro la diffusione delle dottrine e delle sette ereticali.
Nacquero così accanto ai tradizionali Ordini monastici, nuovi Ordini detti Mendicanti,che introducevano al posto della figura del monaco, quella del frate e aspiravano a far coincidere lapropria vita quotidiana con gli ideali di povertà del Vangelo, è il momento dei Domenicani e dei Francescani.

Eresia
Introduciamo il termine “eresia”, con il quale si intendeva ogni dottrina contrariaai dogmi del Cattolicesimo, ovvero “errata interpretazione della Fede“, ed era cosainterna al Cristianesimo.
L’eresia è una dottrina che si oppone immediatamente, direttamente, contraddittoriamente a una verità rivelata da Dio e come tale proposta dalla Chiesa.
E’ capace di eresia solo il Cattolico battezzato; il catecumeno e il battezzato invalidamente commettono peccato di infedeltà non di eresia.
L’eresia è uno dei peccati di infedeltà (secondo, per gravità solo all’odio contro Dio) e cometale comporta: perdita della Grazia, distruzione della Virtù infusa dalla Fede, esclusione delcorpo dalla Chiesa (in caso di eresia pubblica).
Secondo il diritto canonico, le attuali misure previste contro l’eresia sono:

  • la professione di Fede;
  • le ispezioni del Vescovo circa l’ortodossia dei fedeli, durante le visite pastorali e nellescuole;
  • la censura preventiva sui libri e sulle proposizioni contrarie all’ortodossia della Fede;
  • il divieto della comunicazione in divinis con gli eretici.

Le misure repressive consistono nel

  • divieto di ricevere i Sacramenti;
  • nella privazione della sepoltura ecclesiastica
  • nell’esclusione dall’uffizio di padrino nel Battesimo e nella Cresima.

Le pene previste contro gli eretici sono attualmente la scomunica e la perdita del diritto di patronato.Nel Nuovo Testamento il termine eresia si incontra nove volte ed equivale a strane dottrine e sette.
Durante l’Inquisizione medievale ci fu un grande studio riguardo l’eresia e le sue competenze.
Secondo gli inquisitori l’eresia è un atto emesso dall’intelligenza, in quanto implica l’assenso totale della volontà a un’opinione personale. Tale opposizione è consapevole e deliberata al Magistero dellaChiesa e, se essa perdura, diventa pertinace. L’eresia può essere interna, se risiede solo nell’animo, ed esterna, se si manifesta esteriormente; occulta, se manifestata ma non dichiarata ufficialmente; pubblica, se dichiarata ufficialmente.
I profani tendono ad agglomerare i termini “infedeli” ed “eretici”, mentre è di fondamentale importanza comprendere i loro significati completamente diversi tra loro; il primo è un classico termine usato peridentificare i musulmani durante le crociate e più genericamente attribuito a gente di altra Fede; mentre con il termine eretici, ci si riferiva (e purtroppo ci si riferisce ancora) agli oppositori,ai nemici dichiarati della Chiesa, cioè a coloro che tramite distorsione della Parola diGesù Cristo, strappavano anime dal giusto Credo, diventando dei veri e propri Antichiesa.
L’eresia è interna al Cristianesimo, i musulmani, i buddisti, erano considerati infedeli, non eretici.
Sullo scisma
Un altro argomento di doveroso chiarimento è la differenza che corre tra scisma ed eresia.
San Paolo distinse eresia da scisma; gli Apologeti e i Padri della Chiesa apportarono alla distinzione ulteriori precisazioni, definendo l’eresia “errore dottrinale” e lo scisma “divergenza d’ortodossia”.

Il Diavolo
E’ il male puro e semplice.
Il suo orribile aspetto fisico è secondo soltanto al suo abominevole spirito oscuro e malvagio. Tutte lesue antiche descrizioni sono rappresentazioni metaforiche del suo animo infinitamente maligno, in quanto può assumere ogni forma lui desideri.
Orrida Maestà nel fero aspetto
terrore accresce, e più superbo il rende;
rosseggian gli occhi, e di veneno infetto
come infausta cometa il guardo splende

(“Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso)
In poche parole, è l’entità più spaventosa del Creato, il cui aspetto fisico riflette la sua mostruosità interiore; Satana è il principio e l’incarnazione del male, la negazione della vita e della luce, il signore dei demoni, il suscitatore delle novemilanovecentonovantanove malattie

Inquisizione medievale
Spettò a Papa Gregorio IX l’aver regolarizzato la sistematica repressione dell’eresia, affidandone la guida alla Santa Sede, con una costituzione del 1231, cui si accompagnò unostatuto antiereticale, promulgato dal capo del comune di Roma Annibaldo.
Questi due provvedimenti sono noti come “Statuti della Santa Sede” e prescrivono la confisca dei benidegli eretici, la demolizione delle loro case (come si faceva per i ribelli politici), una forteammenda (che se non pagata comportava l’esilio), per qualunque favoreggiatore.
E’ da questi documenti che il termine inquisitor assume il valore di inquisitore nel senso che siamo abituati ad attribuirgli.
Papa Gregorio IX reagì dando nuova autorevolezza all’Ordine dei Frati Predicatori, infatti nellabolla pontificia Ille humani gentis del 1232, il Papa affidava il negotium fideiai Domenicani, disponendo che i Vescovi li appoggiassero senza riserve.
Nel 1235, il Papa nominava come Inquisitore Generale per tutto il territorio di Francia, Roberto,detto “il Bulgaro” perchè era stato egli stesso cataro prima di convertirsi.
Il Papa si rendeva conto che Vescovi e clero avevano stretto contatto con le genti delle loro diocesi, ciò comportava il pericolo di complicità, forme di favoreggiamento e di corruzione,rischio di coinvolgimenti in inimicizie e vendette, che avrebbero potuto portare inequità nello svolgimento del loro dovere. Per questo il Pontefice credeva che il clero locale non fosse adatto alla caccia agli eretici, quindi si affidò agli Ordini mendicanti (direttamente dipendenti della Santa Sede).
I Vescovi accolsero con malumore tali disposizioni Papali, spesso rifiutando di accogliere gliinquisitori e denunziandone i loro eccessi ed il loro eccessivo vigore.
La Santa Sede aggirò comunque l’ostacolo costituito dalla resistenza episcopale, appoggiandosi di più alle autorità laiche, le quali non chiedevano in fondo di meglio: esse consideravano gli eretici un pericolo civile e, soprattutto, non dispiaceva loro arricchirsi lucrando sulle confische dei beni dei condannati.
La storia del radicarsi dei tribunali inquisitoriali, fu costellata di lotte e di attentati e anche l’inquisizione ebbe tra le sue fila dei martiri.
In Italia, il partito ghibellino, si oppose spesso agli inquisitori.
Il Domenicano Rolando da Cremona fu ferito e alcuni suoi collaboratori uccisi per ordine di Lantelmo, fautore degli eretici a Firenze, roccaforte degli eretici, l’inquisizione tenuta dai Domenicani, dovette passare ai Francescani di Santa Croce a seguito di numerose lotte armate condotte da alcune famiglie ghibelline locali.
In tutto il periodo dell’Inquisizione medievale vigeva la pena del rogo per tutti gli eretici che non si fossero pentiti e sottomessi come penitenti alla Chiesa; in tale contesto, in quei posti dove l’eresia si erafortemente diffusa, la durezza degli inquisitori (talvolta appoggiati da sommosse popolari) siincontrò con l’opposizione vescovile.
Una bolla Pontificia, la Vox in Roma, è attestò come l’attenzione della Chiesa si spostasse, dall’eresia vera e propria, a certe forme di prosecuzione di culti pagani, predisponendosi quindi alla repressione anche di pratiche magico-stregoniche.

Pratica inquisitoria
Gli abusi perpetrati da personaggi come Roberto il Bulgaro e Corrado, indussero la Chiesa ad emanare norme sempre pi precise al fine di regolare il funzionamento dei Tribunali Inquisitoriali.
A testimonianza di tale volontà ci restano dei veri e propri Manuali di procedura, composti dainquisitori che intendevano porre al servizio dei colleghi la loro esperienza.
Una collezione di decreti, raccolta nel 1230 dal Domenicano Raimondo di Penafort, sotto disposizione di Papa Gregorio IX, servì come base procedurale per l’instaurarsi dell’Inquisizione in Aragona.
Il manuale più celebre e modello per i successivi, è la Practica Inquisitionis heretic di Bernard Gui.
Questa opera èdivisa in cinque parti.
Nella prima ci si trova dinanzi a trentotto formule relative alla citazione e all’arresto degli eretici, nonchè alla comparizione di tutti coloro che possono essere utili a far luce sui casi individuali.
La seconda parte è composta da cinquantasei atti di grazia o di commutazione delle pene, occorsidurante o al di fuori dei sermones generales pronunziati dagli inquisitori.
La terza raccoglie quarantasette formule di sentenze tratte appunto da tali sermones. Nellaquarta abbiamo una breve e utile istruzione relativa ai poteri e alle prerogative degli inquisitori,nonchèall’esercizio di entrambi.
La quinta èinfine la parte fondamentale dell’opera, si tratta di un sistematico trattato su dottrine e riti di catari, valdesi, beghini e pseudoapostolici, accompagnato da concreti esempi di interrogatori; qualche osservazione èdedicata anche agli indovini, ai praticanti di incantesimi e di fatture e agli evocatori di demoni.

Illustriamo le procedure osservate dagli inquisitori.

Innanzitutto, gli inquisitori visitavano i luoghi oggetto della loro inchiesta, su segnalazione delle commissioni preposte, parrocchia per parrocchia a vigilare contro l’espandersi dell’eresia o su denunzia che restava anonima per tutelare i denunzianti. Si apriva il Tempus gratiae e con un sermones generales venivano invitati tutti quelli che, a qualunque titolo, avessero avuto contatti con tesi o con gruppi ereticali, a presentarsi spontaneamente, facendo ammenda e ricevendo una penitenza (spesso un pellegrinaggio penitenziale).
Chi avesse notizia di eretici era allo stesso modo invitato a testimoniare rivelando quanto sapeva.
Un certo periodo di tempo, solitamente un mese, era lasciato a eretici e a testimoni per presentarsi.
Trascorso quel periodo, mentre gli eretici che si erano presentati e formalmente pentiti venivano rilasciati con una mite condanna a carattere spirituale, si avviava l’inchiesta relativa ai sospetti che non si erano spontaneamente rivolti agli inquisitori. Essi venivano quindi convocati mediante citazione, non obbedire alla quale, esponeva al rischio di venir giudicati come contumaci, vale a dire come eretici ribelli e ostinati.
Gli imputati sospetti di particolare pericolosità o inclini alla fuga, venivano fatti arrestare. L’accusato doveva comparire dinanzi al tribunale, costituito dall’inquisitore locale e dall’ordinario diocesanoo da loro delegati, da un consiglio composto da chierici, che l’inquisitore convocava per riceverne sostegno, da un numero variabile di probi viri, il parere dei quali era comunque solo consultivo.
I probi viri portavano a conoscenza gli addebiti che venivano attribuiti all’ accusato e ai quali egli, sotto giuramento, doveva rispondere.
Non era previsto che l’accusato potesse avvalersi di avvocati, anzi, Innocenzo III ne avevaproibito la presenza nel concilio di Valencia del 1248; erano anche previsti interrogatori speciali supunti analitici, che dovevano essere condotti alla presenza di due esperti religiosi e di un notaio.
All’epoca, secondo il diritto civile, due testimonianze giudicate fondate, comprovate e attendibili,bastavano a far formulare una condanna anche senza la confessione dell’imputato, spesso gli inquisitori ne chiedevano un numero maggiore.
Nonostante si potesse condannare un inquisito anche sulla base delle prove, senza tener conto delle sueproteste d’innocenza, la Chiesa preferiva la confessione.
Se le prove non erano sufficienti ne a condannare, ne a scagionare l’imputato, ne la detenzione loaveva condotto a confessare, ma ciò nonostante i giudici restavano dubbiosi sulla sua innocenza, si poteva ricorrere alla tortura.
Qualora le prove a carico del sospetto non fossero convincenti ed egli resistesse alla detenzione ealla tortura, bisognava assolverlo.
Talvolta l’inquisitore, convinto dell’innocenza dell’imputato, finiva con lo scontrarsi con l’autorità civile e con la popolazione del luogo, persuasi invece della sua colpevolezza o alla ricerca di un capro espiatorio.
Ciò accadde soprattutto durante i processi contro sospette streghe. In tali casi capitava chel’inquisitore rischiasse addirittura in prima persona perchè non gli si perdonava il suoatteggiamento pro reo.
La condanna poteva essere formulata solo in seguito a confessione o all’esibizione di prove certe econtro le sentenze non era ammesso alcun ricorso in sede superiore.
La sentenza si pronunziava durante una seduta solenne, definita sermo generalis e dotata di un fortevalore simbolico e spettacolare.
Esso si celebrava di solito la domenica mattina, in un luogo importante, come un sagrato di unagrande chiesa. I rei confessi e i pentiti ascoltavano in ginocchio l’enunziato della grazia loroaccordata e della cancellazione della loro scomunica e pronunziavano l’abiura dei loropassati errori. Venivano quindi pronunziate le sentenze di condanna. Prima della sentenza, gliimputati potevano, a discrezione del tribunale, appellarsi al Pontefice.
Le condanne più dure erano, in ordine crescente, la confisca dei beni, la prigione e la morte.
Quest’ultima riguardava i rei impenitenti e i relapsi, quelli che, dopo aver confessato, ritrattavano una confessione e mostravano di voler tornare all’errore. Sempre considerando la massima pena, la Chiesa consegnava a questo punto, il reo al braccio secolare, raccomandando di risparmiargli mutilazioni (che erano invece previste e praticate nei preliminari delle condanne a morte laiche). I rei impenitenti potevanoanche pentirsi in extremis, davanti al rogo, ma in questo caso erano costretti a denunziare i lorocomplici ed erano condannati comunque alla prigione a vita.
I relapsi non avevano questa risorsa, ma potevano ricevere l’Eucarestia. La morte sul rogo era comunque spesso alleviata dal fatto che il carnefice strangolava il condannato prima che le fiamme cominciassero a bruciarlo.
La pena carceraria si distingueva a seconda delle colpe del condannato:
il murus largus era una detenzione che consentiva moto, lavoro e perfino licenze in casieccezionali;
il murus strictus invece, costringeva il detenuto in catene in una stretta e buia cella.
Le confische dei beni o le pene pecuniarie potevano essere sostituite, in caso di insolvibilità da pellegrinaggi, oppure si potevano espiare le colpe partecipando a una crociata.
Il reo doveva portare sull’abito anche particolari signa super vestem che erano segni d’infamia:
gli eretici portavano mitre e rose gialle (colore d’infamia);
i calunniatori che avevano portato falsa testimonianza delle lingue rosse;
i sacrileghi invece delle Ostie.
Una pena minore era anche la flagellazione, che si accompagnava a una processione solenne e all’offerta di un cero da parte del condannato.

La Tortura
Parliamo ora dell’argomento più inquietante e terribile relativo all’Inquisizione.
Occorre partire dalla consapevolezza che la tortura apparteneva a pieno titolo alla prassi giuridica del diritto romano e che i tribunali laici continuarono ad impiegarla abitualmente fino al 1700.
In Europa, nei tribunali anche non ecclesiastici, fino alla metà del XVIII secolo si praticavano varie forme di tortura, da quelle fisiche a quelle morali, psichiche o di umiliazione e, per i condannati alla penacapitale, si potevano infliggere pene preliminari pubblicamente eseguite (ferite, bruciature,flagellazioni, mutilazioni), che avevano lo scopo non solo e non tanto di aggravare la sua pena,quanto piuttosto di servire da esempio deterrente, quindi a finalità pedagogiche.
Durante l’alto medioevo, la tortura poteva essere sostituita dall’ordalia, che comunqueaveva in comune con essa la concezione del rapporto tra coscienza d’innocenza e capacità di sopportare prove, in quanto solo chi è nel giusto trova la forza per superarle.
La tortura all’interno dei processi inquisitoriali, non avrebbe potuto essere troppo violenta, in quantosi sarebbe incorso all’infrazione dei diritti canonici relativi ai principi secondo i quali Ecclesiaabhorret a sanguine; in particolare si dovevano evitare sia la mutilazione permanente, sia la morte.
Naturalmente erano previste categorie di persone nei confronti delle quali la tortura non eraapplicabile: o per qualità del loro stato, che rendeva inutile la tortura dal momento che la loroparola doveva venir considerata un pegno di publica fides (i nobili, i militari, gli insigniti di dignità cavalleresche) o per la loro qualità di soggetti speciali (i chierici) o per ladebolezza della loro condizione fisica e psicologica (i bambini, i vecchi, le gravide, le puerpere);chi non rientrava tra questi, ma portava malattie o difetti che gli impedivano di sopportare letorture, aveva il diritto di essere visitato da un medico.I più comuni sistemi di tortura erano:

  • i tratti di corda (l’inquisito, con le mani legate dietro la schiena veniva sollevato più volte in aria con un sistema di carrucole e poi fatto cadere);
  • il cavalletto (uno strumento sul quale si stirava il corpo dell’inquisito);
  • il fuoco (si ungevano i piedi dell’imputato per poi avvicinarli a una fonte di calore);
  • la stanghetta (un sistema di contenzione che comprimeva polsi e caviglie)
  • le cannette (si stringevano con appositi strumenti le dita giunte del tormentato);
  • la veglia (si impediva al torturato, legato a un sedile, di dormire per un periodo che poteva arrivare a quasi due giorni)

Il Rogo

Alcuni sostengono che sia ingiusto il carico che si fa ai tribunali inquisitoriali di esser ricorsi sistematicamente alla tortura; essi non facevano altro che seguire la pratica giuridica dell’epoca e servirsi di infrastrutture poste a loro disposizione dai tribunali laici, e ci sono numerose testimonianze di una forte resistenza da parte degli inquisitori nel servirsi dell’extrema ratio, la tortura.
Il Domenicano frate Eliseo Marini, richiamava al fatto che la rigorosa disanima, la tortura appunto,dovesse essere applicata solo nel caso che le altre prove fossero del tutto insufficienti e massimadunque l’incertezza, e ancora ammoniva che si procedesse con prudenza, si mostrasseroall’imputato gli strumenti di tortura, gli si proponesse a varie riprese di pensare a quel chefaceva, si interrompesse pi volte il procedimento per dargli modo di riflettere.
Quando nel 1754 Federico II di Prussia abolì la tortura dalle pratiche giudiziarie, il SacroRomano Impero si aggiornò immediatamente e a seguito tutti gli altri stati europei.

Gli inquisitori
Parliamo ora dei personaggi più discussi di tutta la storia dell’Inquisizione, di quegli inquisitori che hanno fatto pi parlare di se nel bene o nel male.

Roberto “il Bulgaro”
In Francia, l’ex eretico Roberto il Bulgaro, divenuto inquisitore Domenicano (come detto in precedenza), avviò la sua carriera di inflessibile persecutore nel 1233 facendo bruciare alcunicatari. Roberto incontrò parecchie proteste e divieti da parte degli Arcivescovi di Sens e di Remis,fino a che il Papa lo riprese formalmente raccomandandogli di tener conto del parere degliordinari diocesani e di non agire in disaccordo con essi. Nonostante ciò il Bulgaro sopprimevaferocemente, nel 1239, quasi duecentocinquanta eretici bruciandoli, seppellendoli vivi enel qual caso fosse stato dichiarato eretico un deceduto, disponeva affinchèsi riesumassela salma per procedere al rogo. Tutto ciò dette luogo ad una Inchiesta Pontificia, guidata da unBenedettino che sarebbe poi diventato celebre anche come cronista, Matteo Paris; tali etanti furono gli abusi riscontrati nell’azione di Roberto, che egli fu condannato alla prigioneperpetua. Per molto tempo, nella regione che era stata di sua competenza, agirono esclusivamente da allora iTribunali Vescovili.
Bernard Gui
Bernardus Guidonis (secondo la forma latina del suo nome), entrò nell’OrdineDomenicano a Limoges e vi fece professione nel 1280; fu in seguito lettore e priore in differenticonventi dell’Ordine, cercandovi e raccogliendovi i documenti procedurali che gli sarebberoserviti più tardi. Priore di Limoges, fu nominato inquisitore nel 1307 per conto del tribunale diTolosa: avrebbe adempito a tale uffizio fino al 1323, mentre fungeva anche, fra il 1317 e il1321, da Procuratore Generale del suo Ordine presso la Curia Pontificia ad Avignone e svolgevaanche, per incarico Papale, alcune missioni diplomatiche. Nel 1323 gli fu assegnata la cattedra episcopaledi Tuy in Galizia, ma non raggiunse mai la sua sede; l’anno seguente gliene fu di fatti attribuita un’altra, dove trascorse i suoi ultimi anni. Scrisse opere di liturgia, di catechesi, di agiografia e trattati dedicati alla storia del suo Ordine. Fu anche storico della Chiesa; si ricorda il suo Flores chronicorum seu catalogus Pontificum Romanorum. Si occupò anche di storia e di genealogia dei sovrani temporali e di vicende legate alle diocesi di Limoges. Ma la sua opera pi importante è certamente la PracticaInquisitionis heretic,il manuale di procedure inquisitoriali.
Tomas De Torquemada
Nato nel 1420 nella vecchia Castiglia, in un piccolo centro verso Valladolid, inflessibile priore delconvento Domenicano dell Santa Cruz di Segovia e confessore dei re cattolici, fra Tomas organizzò eteorizzò nelle sue famose Instructiones redatte fra 1484 e 1498 il suo compito, che prevedeva il graduale allontanamento degli ebrei dalla Spagna. L’obiettivo era di fondare un’identitànazionalespagnola rigorosamente ancorata all’ortodossia cattolica: una svolta rispetto a una realtà cheaveva veduto, per molti secoli, un dialogo ferrato e una convivenza non troppo facile, comunquearticolata e nel complesso positiva tra Cristiani, ebrei e musulmani. La linea portante dell’azione diTorquemada fu essenzialmente l’allontanamento dal paese degli ebrei restii alla conversione. Dopoil 1492, fu decretata l’espulsione in blocco degli ebrei e l’attenzione diTorquemada si spostò sui moriscos (musulmani convertiti). L’immagine di fra Tomas come di un truce e sadico tormentatore è del tutto infondata a detta dei più autorevoli storici spagnoli.

I Casi storiciNumerosi sono stati i processi celebrati dalla Santa inquisizione e alcuni di loro meritano una descrizione particolareggiata.

I Templari
Questo grande e florido Ordine monastico-cavalleresco venne annientato dal re di Francia Filippo il Bello che, trovatosi fortemente indebitato, pensò bene di far cadere sui Templari l’accusa di eresia, al fine di confiscare tutti i loro beni. I cavalieri non opposero la minima resistenza, si consegnarono alsovrano fiduciosi nella giustizia della Santa Inquisizione; era il 1307 quando vennero imprigionati.
Gli inquisitori e la Chiesa chiesero a Filippo di consegnare i cavalieri all’Inquisizione persottoporli a un regolare processo, ma questi li trattenne per 3 anni, periodo nel quale li sottopose airregolari torture, in alcuni casi lasciandoli morire sotto gli strumenti. Si fece quindirilasciare delle false testimonianze e li consegnò poi, con le deposizioni (dalle qualirisultavano rei impenitenti), all’Inquisizione. Il Gran Maestro si fece ardere vivo rivolto versola cattedrale di Notre Dame e si dice che alcuni Templari morirono inneggiando il Credo. E’ importante notare che le leggende sul famigerato Bafometto (o Baphomet), siano “saltate fuori” verso il 1600, infatti tra le (poco chiare) accuse riportate dal Bello, non comparirebbe nessun Bafometto, ma erano incentrate sul rinnegamento di Cristo da parte dei cavalieri, sul fatto che i novizi dell’Ordine, dovessero sputare sulla Croce nella cerimonia d’ingresso, e tante altre falsità.
Giovanna D’Arco
Venne catturata e poi venduta a Giovanni di Lussemburgo ed infine agli inglesi, i quali, consapevoli del fatto che non bastava giustiziarla per scoraggiare definitivamente i suoi seguaci, decisero di far leva proprio sul lato religioso. Inscenarono quindi a Rouen un processo inquisitoriale a dir pocofraudolento, basato su non chiare accuse ereticali. Tramite un inganno, Giovanna firmò un’abiura che confermava le accuse. Al tribunale presiedette il Vescovo di Beauvois, Pierre Cauchon, che non aveva mai creduto all’origine Divina delle azioni della Pulzella di Orleans. A seguito del processo, Giovannavenne condannata alla detenzione. Gli inglesi, per nulla contenti, la arsero viva il 30 maggio 1431 nella piazza del mercato di Rouen. Giovanna morì invocando il nome di Gesu e addirittura il Vescovo Cauchon nonseppe trattenere la commozione. Gli inglesi fecero buttare le sue ceneri nella Senna per impedire lasua mitizzazione. Venticinque anni dopo, quando il sovrano Carlo VII riconquistò Rouen, si riaprì l’inchiesta inquisitoriale e con l’autorizzazione di Papa Callisto III, l’Inquisizione riabilitò laPulzella. Nel 1909, Giovanna venne beatificata da Papa Pio X e nel 1920, proclamata Santa da Benedetto XV.
Giordano Bruno
A 15 anni vestì l’abito Domenicano e fu ordinato sacerdote nel 1572. Giordano era solito esporre il suopensiero in maniera quasi predicativa, pensiero che era incentrato sull’ infinità dell’universo e sull’ infinità delle creature che lo abitano. Intendeva Dio come la natura stessa nella sua unità ; l’uomo invece sarebbe solo una delle forme dell’universale natura e la civiltà umana dovevaessere considerata come la continuazione di un processo che si manifesta già nella natura. In talsenso debbono essere interpretate le invenzioni umane, le industrie e le arti, come normale svilupponaturale di una specie animale. L’estrema aggravante di queste sue predicazioni, era propriol’Abito sacerdotale. Sotto processo per eresia, si rifugiò a Roma, ma l’aggravarsi del processo lo spinse a deporre l’Abito. Pellegrinò per l’Italia, la Francia e la Svizzera e a Ginevra aderì allachiesa calvinista frequentando i corsi di teologia. Ben presto però si ribellò ai suoi professori e fu costretto ad abbandonare la città Riparò a Parigi, dove Enrico III lo inviò in Inghilterra. Nel 1590 a Francoforte, passò poi a Venezia inviatovi dal patrizio Mocenigo, ma questi, deluso dagli insegnamenti di Bruno, lo denunziò agli inquisitori veneti. Il Santo Uffizio romano lo tenne in prigione per 7 anni senza riuscire a farlo ritrattare. Ampiamente trascorso il periodo di prigionia pre-esecuzione(dove si dava la possibilità all’accusato di pentirsi), venne condotto sul rogo e qui gli venneapplicata la regola in extremis, dove egli confermò il suo rifiuto al Cristianesimo.
Venne arso vivo come reo impenitente nel 1600.
Galileo Galilei
Nel marzo del 1610, pubblicò il Sidereus nuncius con la notizia delle sue scoperte che facevano crollare la teoria aristotelica della perfezione dei corpi celesti e che dimostravano il sistema eliocentrico. Queste scoperte provocarono vivacissime polemiche all’interno dell’ambiente scientifico rinascimentale, tant’è che Galileo attirò l’inimicizia di personaggi altamente influenti.Cosa importante che va evidenziata soprattutto in questa sede è che le teorie di Galileo trovaronoapprovazione da parte degli astronomi Gesuiti
A seguito del giudizio Inquisitoriale, venne condannato alla detenzione, pena che presto sitramutò in arresti domiciliari nella sua villa di Arcetri, e data la sua veneranda età Galileosarebbe costretto ugualmente al riposo domestico; continuò comunque i suoi studi di astrofisica e nel 1638 pubblicò la sua ultima opera “Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze”.
Si spense l’8 gennaio 1642 nel suo letto ad Arcetri.

La Santa Inquisizione e i suoi protagonisti (versione hard)
L’Inquisizione, dichiarata Santa da Santa Romana Chiesa come lo sono state le Crociate, anche se nei fatti esisteva già dagli inizi dell’anno 1000, fu ufficialmente riconosciuta e legittimata sotto Papa Gregorio IX nel 1215 allorchè la sua gestione fu affidata all’ordine dei domenicani fondato da Domenico da Guzman (anche lui santo) il quale perseguitò gli eretici con un cinismo tale da essere ricordato dalla storia come uno dei più sanguinari carnefici di tutti i tempi.
Qualche cenno esplicativo:
Eretico era considerato chi con scritti o con parole si opponeva alle norme dettate dalla Chiesa.
Abiura era la ritrattazione delle proprie convinzioni, quasi sempre estorta sotto tortura, che un eretico scriveva in forma solenne davanti al consiglio dell’inquisizione. Le abiure a cui era sottoposto un eretico erano sempre due perchè alla prima ne doveva seguire per legge una seconda di conferma. Normalmente il tempo che intercorreva tra le due era di un anno.
L’eretico che rifiutava di firmare la seconda abiura, considerato “relapso”, cioè eretico irriducibile, veniva bruciato vivo.
Gli argomenti che maggiormente determinarono le eresie furono la Santissima Trinità, la Verginità della Madonna e la sua attribuzione di madre di Gesù che fu fortemente contestata da quei credenti che seguitavano a sostenere ciò che era stato affermato nei primi secoli della Chiesa da una gran parte dei teologi i quali ritenevano impossibile che Dio avesse concesso un tale privilegio ad una donna allorchè le donne venivano considerate così immonde da essere ritenute prive di anima.
L’altro motivo che determinò gli eretici furono le contestazioni rivolte alla Chiesa per la sua lussuria e la sua ingordigia.
Innocenzo IIITra le innumerevoli vittime della Chiesa nel periodo precedente all’avvento dell’Inquisizione istituita da Innocenzo III, rimaste purtroppo nella maggior parte anonime per via di mancanza di documenti, giganteggia la figura di Arnaldo da Brescia bruciato vivo nel 1155 sotto il pontificato di Adriano IV per aver denunciato l’immoralità della Chiesa.
I papi che seguirono Adriano IV (1154-1159), promettendo ai persecutori degli eretici le stesse indulgenze riservate ai crociati, spinsero i cattolici ad eseguire delle vere e proprie stragi come quelle volute da Innocenzo III che si servì delle milizie di Simone de Monfort per distruggere città intere, come Carcassonne, Tolosa e Beziers, perchè gli abitanti si erano rifiutati di consegnare i seguaci di Valdo (Valdesi). Soltanto a Beziers furono massacrati oltre 7.000 dei suoi abitanti. Le milizie cattoliche entrarono in queste città e senza curarsi di selezionare gli eretici dai non eretici, eseguirono le carneficine al grido: “Uccideteli tutti perchè Dio saprà poi riconoscere i suoi!”.
Da ricordare che Innocenzo III nell’ultimo anno del suo pontificato fece votare dal Concilio Lateranense IV una legge che obbligava gli ebrei a vestire di giallo perchè fossero sottoposti al pubblico ludibrio.
Sotto il Papa Innocenzo IV, successore di Innocenzo III, le leggi inquisitorie furono confermate e aggravate. Chiunque fosse stato dichiarato eretico veniva automaticamente imprigionato e condannato a morte con la confisca dei beni se non avesse abiurato. Come conseguenza di questa legge, che considerava la confisca del beni, molti furono i figli che furono potati all’infamia di accusare i propri genitori di eresia pur di salvare le proprietà di cui erano eredi.
Delle centinaia di processi terminanti con condanne a morte, l’unico che ci è pervenuto è quello contro Paolo Gioacchino dei Rusconi che fu torturato e bruciato vivo quale relapso.
I nomi dei martiri riportati qui di seguito nei vari pontificati che si susseguirono, essendo tratti dai pochi documenti rimasti, non sono che una minima parte di quanti furono in realtà uccisi da Santa Madre Chiesa. […]

Papa Clemente V (dal 1305 al 1314) – Bertrand de Gouth, Villandraut (Francia)
Fra Dolcino, per nulla intimorito dalle minacce dell’Inquisizione, si scaglia contro Clemente V accusandolo di immoralità. Ridotto a brandelli il suo corpo viene bruciato al rogo. 13 marzo 1307.
Suor Margherita e Frate Longino insieme ad oltre mille seguaci dell’eretico Dolcino, bruciati al rogo. 1307.
Soppressione dei Templari con stragi di massa con “torture inimmaginabili” perché accusati di eresia. Molay, Gran Maestro, fu arso vivo a Parigi dopo anni di atroci torture.

Papa Benedetto XII (dal 1334 al 1342) – Jacques Fournier, Saverdun (Francia), (beatificato)
Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati Francescani, arsi vivi per predicare la povertà di Cristo – Venezia 1337.
Stessa sorte a Parma per Donna Oliva anch’essa perchè seguace di S. Francesco.

Papa Clemente VI (dal 1342 al 1352) – Pierre Roger, Rosiers-d’E’gletons (Francia)
Migliaia di vittime dell’inquisizione delle quali ci sono pervenuti soltanto i processi di:
Francesco Stabili, detto Cecco d’Ascoli, il quale fu arso vivo per aver detto, a proposito delle tentazione di Gesu, che non è possibile vedere tutta la terra da una montagna per quanto alta fosse stata come veniva affermato dal vangelo. Pietro d’Albano, medico, bruciato vivo perchè accusato di stregoneria. Domenico Savi condannato al rogo come eretico per aver eretto un ospedale senza la benedizione della Chiesa.

Innocenzo VI (dal 1352 al 1362) – Stephen Aubert, Beyssac (Francia)
Tra le numerose vittime di Santa Madre Chiesa da ricordare i frati Pietro da Novara, Bernardo da Sicilia, Fra Tommaso vescovo d’Aquino e Francesco Marchesino vescovo di Trivento accusati di appartenere ai fraticelli di S. Francesco. Torturati e bruciati vivi.

Gregorio XI (dal 1370 al 1378) – Pierre Roger de Beaufort, Rosiers-d’Égletons (Francia)Intere città furono teatro di stragi perchè avevano ospitato gli eretici. Nelle piazze di Firenze, Venezia, Roma e Ferrara fu un continuo accendersi di roghi.
Belramo Agosti, umile calzolaio, torturato e bruciato vivo per aver bestemmiato durante una partita a carte: 5 giugno 1382.
Menelao Santori perchè conviveva con due donne: 10 ottobre 1387.
Lorenzo di Bologna costretto sotto tortura a confessare di aver rubato una pisside. Reso moribondo dalle torture, fu accompagnato al rogo a colpi frusta. 1 novembre 1388.
La descrizione dei moltissimi decapitati, impiccati e squartati dall’Inquisizione sotto Gregorio XI è riportata in un libro scritto da Mastro Titta.

Gregorio XII (dal 1406 al 1415) – Angelo Correr, Venezia
Dopo il periodo di tregua passato sotto Urbano VI, con Gregorio XII riprendono le stragi e i roghi in una maniera estremamente spietata. La città che fu particolarmente colpita fu Pisa. Un certo giovane di nome Andreani fu torturato e bruciato vivo insieme alla moglie e alla figlia perché aveva osato deridere i Padri Conciliari. I cardinali appartenenti al concilio assistettero in massa alle esecuzioni per il piacere di veder morire insieme alla sua famiglia colui che essi “avevano condannato per solo sentimento di vendetta”. 1413.
Jean Hus e Gerolamo da Praga bruciati vivi per aver detto che la morale del vangelo proibisce ai religiosi di possedere beni materiali. 1414.

Papa Eugenio IV (dal 1431 al 1447) – Gabriele Condulmer, Venezia
Giovanna d’Arco, bruciata viva accusata di stregoneria (1431).
Merenda e Matteo, due popolani, bruciati vivi dall’Inquisizione per rendere un favore alle famiglie dei Colonna e dei Savelli delle quali avevano parlato male.
Ripetute stragi in Boemia contro gli Hussidi (seguaci di Jean Hus), per le rimostranze fatte in seguito alla uccisione del loro maestro. Una delle stragi fu eseguita facendo entrare gli Ussidi in un fienile al quale dettero fuoco dopo aver chiuso le porte. Il fatto fu così commentato da uno scrittore cattolico: Appena entrati, si chiusero le porte e si appiccò il fuoco; e in tal modo quella feccia, quel rifiuto della razza umana, dopo aver commesso tanti delitti, pagò finalmente tra le fiamme la pena del suo disprezzo per la religione.Ma il peggio verrà allorchè la Chiesa dovrà difendersi dall’avvento del Rinascimento.

Papa Sisto IV (1471-1484) – Francesco della Rovere.
In Spagna eccelse per la sua crudeltà il domenicano Tommaso Torquemada il quale, confiscando i beni degli accusati di eresia e di stregoneria, era arrivato ad accumulare tante ricchezze da essere temuto dallo stesso Papa che lo obbligò a versargli la metà del bottino. Quando costui arrivava in un paese come inquisitore, la popolazione fuggiva in massa lasciando tutto nelle sue mani.
Nell’impossibilità di elencare tutte le vittime di Torquemada mi limiterò a dire che in 18 anni della sua inquisizione ci furono:
800.000 ebrei allontanati dalla Spagna, con confisca dei beni, sotto pena di morte se fossero restati.
10.200 bruciati vivi.
6.860 cadaveri riesumati per essere bruciati al rogo in seguito a processi (terminati tutti con la confisca dei beni) celebrati “post mortem” (dopo la morte).
97.000 condannati alla prigione perpetua con confisca delle proprietà.
E intanto che Torquemada faceva il macellaio in Spagna, a Roma l’inquisizione accendeva roghi in tutte le sue piazze per bruciare gli eretici i cui patrimoni venivano automaticamente requisiti per conto del Papa dalla confraternita di San Giovanni Decollato.

Papa Alessandro VI (1492-1503) – Rodrigo Borgia, Xàtiva (Spagna)
Gerolamo Savonarola bruciato vivo in Piazza della Signoria a Firenze. 23 maggio 1498 insieme ai suoi due suoi discepoli Domenico da Pescia e Silvestro da Firenze.
Tre ebrei arsi vivi in campo dei Fiori a Roma. 13 gennaio 1498
Gentile Cimeli, accusata di stregoneria arsa viva a campo dei Fiori 14 luglio 1498
Marcello da Fiorentino arso vivo in piazza S. Pietro. 29 luglio 1498.

Giulio II(1503-1513) – Giuliano della Rovere, Albisola Superiore (Savona)
4 donne giustiziate per stregoneria a Cavalese (Trento). 1505.
Diego Portoghese impiccato per eresia. 14 ottobre 1606.
30 persone bruciate vive a Logrono (Spagna) per stregoneria.
Fra Agostino Grimaldi giustiziato per eresia. 6 agosto. 1507
15 cittadini romani massacrati dalle guardie svizzere per eresia. 1513.
Orazio e Giacomo di Riffredo, giustiziati per eresia. 30 aprile 1513.

Leone X (1513-1521) – Giovanni di Lorenzo de’ Medici, Firenze, (Il Papa che ha dichiarato la non esistenza di Cristo)
30 donne accusate di stregoneria arse vive a Bormio. 1514.
Martino Jacopo giustiziato per eresia a Vercelli. 18 febbraio 1517.
80 donne bruciate vive in Valcamonica per stregoneria. 1518.
5 eretici arsi vivi a Brescia. 13 aprile 1519.
Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia alla Traspontina. 4 giugno 1520.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo Cesalpini strangolati in carcere per eresia.8 luglio 1520.

Clemente VII (1523-1534) – Giulio de’ Medici, Firenze
Anna Furabach, giustiziata per eresia. 9 maggio 1524.
Migliaia di protestanti Anabattisti decapitati, arsi vivi, annegati e torturati a morte. 1525.
Una donna accusata di stregoneria arsa viva in Campidoglio. 30 settembre 1525
Claudio Artoidi e Lerenza di Pietro giustiziati per eresia. 16 maggio 1526.
Rinaldo di Colonia giustiziato per eresia. 26 agosto 1528.
Lorenzo di Gabriele da Parma e Tiberio di Giannantonio torturati e giustiziati per eresia. 9 sett. 1528.
Berrnardino da Palestrina Burciato vivo per eresia. 20 novembre 1529.
Giovanni Milanese bruciato vivo per eresia. 23 novembre 1530.

Paolo III (1534-1549) – Alessandro Farnese, Canino (Viterbo) (Un altro Papa ateo che ha affermato la non esistenza di Cristo. Gli altri lo sanno come lui ma non lo dicono).
Uccisi tutti gli abitanti della città di Mèrindol (Francia) per aver abbracciato la fede dei protestanti Evangelici. I loro beni furono confiscati e la città rimase deserta e inabitabile.1540.
Tutti gli Anabattisti della città di Munster (Germania) furono massacrati. Giovanni di Leida, loro capo, fu ucciso dopo essere stato sottoposto “a orrendo supplizio”. 4 aprile 1535.
Martino Govinin giustiziato nelle carceri di Grenoble. 26 aprile 1536.
Francesco di Giovanni di Capocena ucciso per eresia. 1538.
Ene di Ambrogio giustiziato per eresia. 1539.
Galateo di Girolamo giustiziato nelle carceri dell’Inquisizione per eresia. 17 gennaio 1541.
Giandomenico dell’Aquila. Eretico, bruciato vivo. 4 febbraio 1542.
Federico d’Abbruzzo ucciso per eresia. Il suo corpo fu portato al supplizio trascinato da un cavallo. Quello che rimase del suo corpo fu appeso alla forca. 12 luglio 1542.
2.740 Valdesi furono massacrati dai cattolici in Provenza (Francia). Aprile 1545.
Girolamo Francese impiccato perchè luterano. 27 settembre 1546.
Baldassarre Altieri, dell’Ambasciata inglese, fatto sparire nelle carceri dell’Inquisizione. 1548
Federico Consalvo, eretico, giustiziato. 25 maggio 1549.
Annibale di Lattanzio giustiziato per eresia. 25 maggio 1549.

Giulio III (1550-1555) – Gian Maria del Monte, Monte San Savino (Arezzo)
Fanino Faenza impiccato e bruciato per eresia. 18 febbraio 1550.
Domenico della Casa Bianca, luterano. Decapitato. 20 febbraio 1550.
Geronimo Geril Francese, Impiccato per eresia e poi squartato. 20 marzo 1550.
Giovanni Buzio e Giovanni Teodori, impiccati e bruciati per eresia. 4 settembre 1553.
Francesco Gamba, decapitato e bruciato per eresia. 21 luglio 1554.
Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani. Impiccati e bruciati vivi. 5 settembre 1554.

Paolo IV (1555-1559) – Giovanni Pietro Carafa, Capriglia Irpina (Avellino)
Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia.

  • Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia. 14 giugno 1555
  • Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie. 20 giugno 1555.
  • Golla Elia e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino. 22 giugno 1555.
  • Vernon Giovanni e Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi. 28 agosto 1555.
  • Stefano di Girolamo, giustiziato per eresia. 11 gennaio 1556.
  • Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia. 6 marzo 1556.
  • Ambrogio de Cavoli, impiccato e bruciato per eresia. 15 giugno 1556.
  • Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia. 4 luglio 1556.
  • Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia. 19 agosto 1556.
  • Nicola Sartonio, luterano, bruciato vivo. 13 maggio 1557.
  • Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e Madonna Caterina, impiccati e bruciati per omosessualità. 22 dicembre 1557.
  • Fra Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia. 25 marzo 1558.
  • Gisberto di Milanuccio, eretico, bruciato vivo. 15 giugno 1558.
  • Francesco Cartone, eretico, bruciato vivo. 3 agosto 1558.
  • 14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna. 1559.
  • 15 protestanti bruciati vivi a Valadolid in Spagna. 1559.
  • Gabriello di Thomaien, bruciato vivo per omosessualità. 8 febbraio 1559.
  • Antonio di Colella arso vivo per eresia. 8 febbraio 1559.
  • Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per eresia. 8 febbraio 1559.
  • 13 eretici più un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi vivi. 17 febbraio 1559.
  • Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia. 16 marzo 1559.
  • Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo. 24 agosto 1559.
  • Scipione Retio, eretico, ucciso nelle carceri della Santa Inquisizione. 1559.

Papa Pio IV (1559-1565) – Giovanni Angelo Medici, MilanoI monaci dell’Abazia di Perosa (Pinerolo) si divertirono a bruciare vivi a fuoco lento un prete evangelico insieme ai suoi fedeli. Dicembre 1559.
Carneficina di Valdesi in Calabria per opera di bande di delinquenti assoldate da Santa Madre Chiesa (uomini, donne, vecchi e bambini atrocemente torturati prima di essere uccisi su diretto ordine del Papa). Dicembre 1559.
“A Santo-Xisto, alla Guardia, a Montalto e a Sant’Agata si fecero cose inaudite: gente sgozzata, squartata, bruciata e orrendamente mutilata. Pezzi di resti umani furono appesi alle porte delle case come esempio alle genti. Quelli che fuggirono sulle montagne furono assediati fino a che morirono di fame. Molte donne e fanciulli furono ridotti in schiavitù”. I559. (Da “La Santa Inquisizione di Maurizio Marchetti. Ed. La Fiaccola).

  • 4000 valdesi massacrati su ordine di Santa Madre Chiesa. 1560.
  • Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola, Nicola Bucello, Antonio Rietto, Francesco Sega, condannati a morte perchè sorpresi a svolgere una funzione religiosa in una casa privata officiante la messa uno spretato. 1560.
  • Giacomo Bonello, bruciato vivo perchè evangelista. 18 febbraio 1560.
  • Mermetto Savoiardo, eretico, arso vivo. 13 agosto 1560.
  • Dionigi di Cola, eretico, bruciato vivo. 13 agosto 1560.
  • Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e bruciato. 8 settembre 1560.
  • Gian Pascali di Cuneo, bruciato vivo per eresia. 15 settembre 1560.
  • Stefano Negrone, eretico, lasciato morire di fame nelle prigioni della Santa Inquisizione.15 settembre 1560.
  • Stefano Morello, eretico, impiccato e bruciato. 25 settembre 1560.
  • Bernardino Conte, bruciato vivo per eresia. 1560.
  • 300 persone a Oppenau, 63 donne a Wiesensteig e 54 a Obermachtal in Gemania, bruciate vive per stregoneria.1562.
  • Macario, vescovo di Macedonia, eretico, bruciato vivo. 10 giugno 1562.
  • Cornelio di Olanda, eretico, impiccato e bruciato. 23 g3nnaio 1563.
  • Franceso Cipriotto, impiccato e bruciato per eresia. 4 settembre 1564.
  • Giulio Cesare Vanini, panteista, bruciato vivo dopo avergli strappato la lingua.
  • Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.

Pio V santo (1566-1572) – Antonio Michele Ghislieri, Bosco Marengo (Alessandria) (elevato dalla Chiesa agli onori degli altari). Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe.

  • Muzio della Torella, eretico, giustiziato. 1 marzo 1566.
  • Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo. 6 marzo 1566.
  • Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia. 3 luglio 1566.
  • Curzio di Cave, francescano, decapitato per eresia. 9 luglio 1566.
  • 17.000 (diciassettemila) protestanti massacrati nelle Fiandre da cattolici spagnoli.
  • Giorgio Olivetto arso vivo perchè luterano. 27 gennaio 1567.
  • Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma. 1 febbraio 1567.
  • Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia.. 25 febbraio 1567.
  • Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia. 30 settembre 1567.
  • Giulio Maresco, decapitato e arso per eresia. 30 settembre 1567.
  • Paolo e Matteo murato vivo per eresia. 30 settembre 1567.
  • Ottaviano Fioravanti, murato vivo per eresia. 30 sett. 1567.
  • Giovannino Guastavillani, eretico, murato vivo. 30 settembre 1567.
  • Geronimo del Puzo, murato vivo per eresia. 30 settembre 1567.
  • Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell’Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su ordine di Carlo Borromeo (santo), vescovo di Milano, dopo lunghe ore di torture, per eresia. 2 agosto 1570.
  • Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia. 1 ottobre 1567.
  • Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1668.
  • Matteo d’Ippolito, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
  • Francesco Stanga, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
  • Donato Matteo Minoli, lasciato morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi. 27 maggio 1568.
  • Francesco Castellani, eretico, impiccato. 6 dicembre 1568.
  • Pietro Gelosi, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568
  • Marcantonio Verotti, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568.
  • Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo. 28 febbraio 1568.
  • Borghesi Filippo, decapitato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
  • Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
  • Camillo Ragnolo, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
  • Fra Cellario Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
  • Bartolomeo Bartoccio, bruciato vivo per eresia. 25 maggio 1569.
  • Guido Zanetti, murato vivo per eresia. 27 maggio 1569.
  • Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato. 11 febbraio 1570.
  • Gian Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia. 25 febbraio 1570.
  • Nicolò Franco, impiccato per aver deriso il papa con degli scritti. Impiccato. 11 marzo 1570.
  • Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato. 13 maggio 1570.
  • Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espreso desiderio di Papa Pio V (santo).3 luglio1570.
  • Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo. 4 novembre 1570.
  • Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pitro Paolo di Maranzano, giustiziati per eresia. 6 ottobre 1571.
  • Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari pontifi perchè eretico. 5 gennaio 1572.
  • Madonna Dianora di Montpelier, eretica, impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572.
  • Madonna Pellegrina di Valenza, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1972.
  • Madonna Girolama Guanziana, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572
  • Madonna Isabella di Montpelier, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572.
  • Domenico della Xenia, eretico impiccato e bruciato. 9 febbraio 1572.
  • Teofilo Penarelli, eretico impiccato e bruciato. 22 febbraio 1572.
  • Alessandro di Giulio, eretico impiccato e bruciato.

Gregorio XIII (1572-1585) – Ugo Boncompagni, Bologna

  • Alessandro di Giulio, impiccato e bruciato per eresia. 15 marzo 1572.
  • Giovanni di Giovan Battista, impiccato e bruciato perchè eretico. 15 marzo 1572.
  • Girolamo Pellegrino, impiccato e bruciato per eresia. 19 luglio 1572.
  • 10.000 (diecimila) eretici massacrati in Francia per ordine del Papa (strage degli Ugonotti- Notte di S. Bartolomeo). 24 agosto 1572.
  • 500 eretici massacrati in Croazia per ordine del vescovo cattolico Juraj Draskovic. 1573.
  • Nicolò Colonici eretico impiccato e bruciato.
  • Giovanni Francesco Ghisleri, strangolato nelle carceri dell’Inquisizione. 25 ottobre del 1574.
  • Alessandro di Giacomo, arso vivo. 19 novembre 1574.
  • Benedetto Thomaria, eretico bruciato vivo. 12 Maggio 1574.
  • Don Antonio Nolfo, eretico giustiziato. 29 luglio 1578.
  • Giovanni Battista di Tigoni, eretico giustiziato. 29 luglio 1578.
  • Baldassarre di Nicolò, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
  • Antonio Valies de la Malta, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
  • Francesco di Giovanni Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
  • Bernardino di Alfar, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
  • Alfonso di Poglis, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
  • Marco di Giovanni Pinto, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
  • Girolamo di Giovanni da Toledo, eretico impiccato e bruciato 13 agosto 1578.
  • Gasparre di Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
  • Fra Clemente Sapone, eretico impiccato e bruciato. 29 novembre 1578.
  • Pompeo Loiani, eretico impiccato e bruciato. 12 giugno 1579.
  • Cosimo Tranconi, eretico impiccato e bruciato. 12 giugno 1579.
  • 222 (duecentoventidue) ebrei bruciati al rogo per ordine della Santa Inquisizione. 1558.
  • Salomone, ebreo impiccato per aver rifiutato il battesimo. 13 marzo 1580.
  • Un inglese bruciato vivo per aver offeso un prete. 2 agosto 1581.
  • Diego Lopez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
  • Domenico Danzarelli, impiccato e bruciato per eresia. 18 febbraio 1583.
  • Prospero di Barberia, eretico impiccato e bruciato. 18 febbraio 1583.
  • Gabriello Henriquez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
  • Borro d’Arezzo, bruciato vivo per eresia. 7 febbraio 1583.
  • Ludovico Moro, eretico arso vivo. 10 luglio 1583.
  • Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo di Andrea strangolati nel carcere di Tor Nona per eresia. 23 luglio 1583.
  • Lorenzo Perna, arrestato per ordine del cardinale Savelli per eresia, si ignora la sua fine. 16 giugno1584.
  • «La Signora di Bellegard», arrestata per eresia, si ignora la sua fine. ottobre 1584.Giacomo Paleologo, decapitato e bruciato. 22 marzo 1585.
  • I fratelli Missori decapitati per aver espresso il diritto alla libertà di stampa. Le loro teste furono lasciate in esposizione al pubblico. 22 marzo 1585

(Il corpo di Gregorio XIII, di questo carnefice, viene onorato e riverito dai cattolici nella sua monumentale tomba in S. Pietro a Roma).

Papa Sisto V (1585-1590) – Felice Peretti, Grottammare (Ascoli Piceno)
Questo Papa fece impiccare uno spagnolo per aver ucciso con una bastonata un soldato svizzero che lo aveva ferito con l’alabarda.
Respinta la richiesta di sostituire la forca con la mannaia, Sisto V assisteva giosamente alle esecuzioni facendosi portare da mangiare perchè “questi atti di giustizia gli accrescevano l’appetito”. Dopo l’esecuzione di una sentenza disse: Dio sia benedetto per il grande appetito con cui ho mangiato.
Pietro Benato, arso vivo per eresia. 26 aprile 85.
Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò, Fra Giovanni Bellinelli, impiccati e bruciati vivi per eresia. 5 agosto 1587.
Vittorio, conte di Saluzzo, giustiziato per eresia. 9 dicembre 1589.
Valerio Marliano, eretico impiccato e bruciato. 16 febbraio 1590.
Don Domenico Bravo, decapitato per eresia. 30 marzo 159
Fra Lorenzo dell’Aglio, impiccato e bruciato. 13 aprile 1590.

Gregorio XIV (1590-1591) – Niccolò Sfondrati, Cremona

  • Fra Andrea Forzati, Fra Flaminio Fabrizi, Fra Francesco Serafini, impiccati e bruciati. 6 febbraio 1591.
  • Giovanni Battista Corobinacci, Giovanni Antonio de Manno Rosario, Alexandro d’Arcangelo, Fulvio Luparino, Francesco de Alexandro, giustiziati. Giugno 1590
  • Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brailo, Antonio Costa, Fra Giovanni Battista Grosso, l’Abate Volpino, insieme ad altri seguaci di Fra Girolamo da Milano, arrestati dalla Santa Inquisizione, si ignora la loro fine.1590.

(Tutto questo in un solo anno di Santo Pontificato!). Clemente VIII (1592-1605) – Ippolito Aldobrandini, Fano (Pesaro)

  • Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia il 17 febbraio 1600.
  • Quattro donne e un vecchio bruciate vive per eresia. 16 febbraio 1600.
  • Francesco Gambonelli, eretico arso vivo. 17 febbraio 1594.
  • Marcantonio Valena e un altro luterano, arsi vivi. agosto 1594.
  • Graziani Agostini, eretico impiccato e bruciato. 1596.
  • Prestini Menandro, eretico impiccato e bruciato. 1596.
  • Achille della Regina, se ne ignora la fine. Giugno 1597.
  • Cesare di Giuliano, eretico impiccato e bruciato. 1597.
  • Damiano di Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1597.
  • Baldo di Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 1597.
  • De Magistri Giovanni Angelo, eretico impiccato e bruciato. 1597.
  • Don Ottavio Scipione, eretico, decapitato e bruciato. 1597.
  • Giovanni Antonio da Verona e Fra Celestino, eretici bruciati vivi. 16 settembre 1599.
  • Fra Cierrente Mancini e Don Galeazzo Porta decapitati per eresia. 9 novembre 1599.
  • Maurizio Rinaldi, eretico bruciato vivo. 23 febbraio 1600.
  • Francesco Moreno, eretico impiccato e bruciato. 9 giugno 1600.
  • Nunzio Servandio, ebreo impiccato. 25 giugno 1600.
  • Bartolomeo Coppino, luterano arso vivo. 7 aprile 1601.
  • Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo eretici decapitati e bruciati. 10 maggio 1601.

Papa Paolo V (1605-1621) – Camillo Borghese, Roma

  • Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato. 1607.
  • Giuseppe Teodoro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
  • Felice d’Ottavio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
  • Rossi Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1609.
  • Antonio di Jacopo, eretico impiccato e bruciato. 1609.
  • Fortunato Aniello, eretico impiccato e bruciato. 1609.
  • Vincenti Pietro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
  • Umberto Marcantonio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
  • Fra Manfredi Fulgenzio, eretico impiccato e bruciato. 1610.
  • Lucarelli Battista, eretico impiccato e bruciato. 1610.
  • Emilio di Valerio, ebreo, impiccato e bruciato. 1610.
  • Don Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all’ebraismo, impiccato. 1611.
  • Giovanni Milo, luterano impiccato. marzo 1611.
  • Giovanni Mancini, per aver celebrato la messa da spretato impiccato e bruciato. 22 ottobre 1611
  • Jacopo de Elia, ebreo impiccato e bruciato. 22 gennaio 1616.
  • Francesco Maria Sagni, eretico impiccato e bruciato. 1 luglio 1616.
  • Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria. 1617.
  • Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l’esistenza di Dio. 17 febbraio 1618.
  • Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina. 1620.

(La Chiesa, rimasta nella convinzione che in Valtellina ci siano ancora tendenze religiose eretico-pagane, mantiene tutt’oggi la regione sotto controllo tramite la “Missione Rezia”, affidata ai cappuccini, dipendenti direttamente da “Propaganda Fidei”). Urbano VIII (1623-1644) – Maffeo Barberini, Firenze

  • Galileo Galilei, torturato e condannato al carcere perpetuo quale eretico per aver affermato che la Terra gira intorno al Sole. 1633.
  • Ferrari Ambrogio, eretico impiccato. 1624.
  • Donna Anna Sobrero, morta di peste in carcere dove era stata condannata a vita. 1627. (nei mesi che seguirono, tutti coloro che passarono per quel carcere, morirono di peste).
  • Frate Serafino, eretico, impiccato e bruciato. 1634.
  • Giacinto Centini, decapitato per aver offeso la sovranità papale. 1635.
  • Fra Diego Giavaloni, eretico impiccato e bruciato. 1635.
  • Alverez Ferdinando, bruciato vivo per essersi convertito all’ebraismo. 19 marzo 1640.
  • Policarpo Angelo, impiccato e bruciato per aver celebrato la messa da spretato. 19 maggio 1642.
  • Ferrante Pallavicino, eretico impiccato e bruciato. 1644.
  • Fra Camillo d’Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio, Domenico da Sterlignano, giustiziati per eresia. 1644.

Papa Innocenzo X (1644-1655) – Giovanni Battista Pamphili, Roma
Brugnarello Giuseppe e Claudio Borgegnone, impiccati e bruciati per aver falsificato alcune lettere apostoliche. 1652.
( Se questo Papa applicò in prevalenza condanne di carceri a vita ciò dipese dal fatto che in quegli anni ricorreva l’anno Santo).

Papa Alessandro VII (1655-1667) – Fabio Chigi, Siena
Fello Giovanni, sacerdote, decapitato per eresia. 1657.
1.712 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine. 1655.

Papa Innocenzo XI (santificato) (1676-1689) – Benedetto Odescalchi, Como
20 ebrei condannati al rogo. 1680.
Vincenzo Scatolari, per aver esercitato la professione di giornalista senza autorizzazione di Santa Madre Chiesa. Decapitato. 2 agosto 1685.
2.000 (duemila) Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine per ordine diretto del Papa. Maggio 1686.
24 protestanti uccisi dai cattolici a Pressov in Slovacchia. 1687.

Papa Innocenzo XII (1691-1700) – Antonio Pignatelli, Spinazzola (Bari)
Martino Alessandro, morto in carcere per tortura. 3 maggio 1690.
37 ebrei bruciati vivi. 1691.
Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, cappuccini, decapitati perchè seguaci del Quietismo di Molinos. 26 marzo 1695.

Clemente XI (1700-1721) – Giovanni Francesco Albani, Urbino
Filippo Rivarola, portato al patibolo in barella per le torture ricevute, decapitato. 4 agosto 1708.
Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per aver bestemmiato a causa di un colpo di alabarda ricevuta da una guardia papalina. 28 luglio 1711.
Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il Papa. 3 febbraio 1720.

Clemente XII (1730-1740) – Lorenzo Corsini, Firenze
Questo Papa, ripristinando la “mazzolatura” (rottura delle ossa a colpi di bastone), si dimostrò uno dei più cinici sostenitori dell’arte della tortura.
Pietro Giarinone, filosofo e storico, morì sotto tortura per aver sostenuto la supremazia del re sulla curia romana. 24 marzo 1736.
Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di rivolta contro il Papa. 23 febbraio 1737.
Le numerose vittime di questo Papa sono rimaste sconosciute perchè egli preferiva più uccidere sotto tortura nelle carceri dell’Inquisizione che giustiziarle nelle pubbliche piazze.
L’EUROPA COMINCIA A RISENTIRE DEL BENFICO EFFETTO DELL’ILLUMINISMO CHE SI MANIFESTA LIMITANDO L’ALTERIGIA DELLA CHIESA CHE RIDUCE LE SUE PERSECUZIONI RELIGIOSE ORINTANDOSI VERSO DELITTI POLITICI, CRIMINI COMUNI OPPURE REATI RIGUARDANTI GLI ORDINAMENTI INTERNI ECCLESIASTI. QUELLO CHE PER LEI CONTA SOPRA OGNI COSA È L’IMPORRE IL SUO POTERE ATRAVERSO IL TERRORE.

Clemente XIII (1758-1769) – Carlo Rezzonico, Venezia
Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria. 2 agosto 1740.
Giuseppe Morelli, impiccato per aver celebrato l’Eucaristia da spretato. 22 agosto 1761.
Carlo Sala, eretico, giustiziato. 25 settembre. 1765. (Carlo Sala è l’ultimo martire ucciso dalla Chiesa per eresia).
I massacri, non più di carattere religioso, continuarono contro i cospiratori politici, i giornalisti e tutti quei progressisti che intendevano rovesciare l’immoralità dell’oscurantismo religioso attraverso una rivoluzione armata. Le atrocità furono come nel passato. Tagli di teste, torture con mazzolature, impiccagioni e sevizie che spesso portavano allo squartamento degli accusati.
Pur di mantenere il terrore venivano puniti di morte anche i delitti meno gravi come i semplici furti.

Pio VI (1775-1799) – Giovanni Angelo Braschi, Cesena
Nei suoi quattro anni di pontificato ci furono soltanto cinque esecuzioni capitali per reati comuni, anche se la sua lotta si intensificò aspramente contro gli ebrei che furono costretti, tra le tante umiliazioni e minacce che subirono, a indossare vestiti di colore giallo perchè fossero pubblicamente oltraggiati.

Pio VII (1800-1823) – Barnaba Chiaramonti, Cesena

  • Gregorio Silvestri, impiccato per cospirazione politica. 18 gennaio 1800.
  • Ottavio Cappello, impiccato perchè patriota rivoluzionario. 29 gennaio 1800.
  • Giovanni Battista Genovesi, patriota squartato e bruciato. La sua testa fu esposta al pubblico. 7 febbraio 1800.
  • Teodoro Cacciona, impiccato e squartato per furto di un abito ecclesiastico. 9 febbraio 1801.
  • Paolo Salvati, impiccato e squartato per aver derubato un corriere del Papa. 11 dicembre 1805.
  • Bernardo Fortuna, impiccato e squartato per furto ai danni di un corriere francese. 22 aprile 1806.
  • Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese.

161 furono le esecuzioni capitali per reati comuni nei 15 anni del pontificato di questo vicario di Dio in terra che prese il mite e devoto nome di Pio.Leone XII (1823-1829) – Annibale Sermattei della Genga, Genga (Ancona)

  • Leonida Montanari, decapitato per aver offeso pubblicamente il Papa. 23 novembre 1825.
  • Angelo Targhini, decapitato per aver ferito una spia papalina. 23 novembre 1825.
  • Luigi Zanoli, decapitato per aver ucciso uno sbirro papalino. 13 maggio 1828.
  • Angelo Ortolani, impiccato per aver ucciso guardia papalina. 13 maggio 1828.
  • Gaetano Montanari, squartato per tentato omicidio dell’emissario papalino Rivolta. 1828
  • Gaetano Rambelli, impiccato per aver ferito emissario papalino. 1828.

Le esecuzioni capitali, oltre queste sopra elencate, furono 29 e sempre per reati comuni.

Pio VIII (1829-1830) – Francesco Saverio Castiglioni, Cingoli (Macerata)
In un anno di Pontificato eseguì 13 condanne capitali per reati comuni.

Gregorio XVI (1831-1846) – Bartolomeo Mauro Cappellari, Belluno
Impose divieto assoluto ad ogni libertà di parola o di espressione scritta che non seguisse i dettami di Santa Madre Chiesa. Dietro le minacce più gravi obbligò gli ebrei di non esercitare nessuna attività fuori del Ghetto.

  • Giuseppe Balzani, decapitato per offese la Papa. 14 maggio 1833.
  • Luigi Scopigno, decapitato per furto di oggetti sacri. 21 luglio 1840.
  • Pietro Rossi, decapitato per piccolo furto. 9 gennaio 1844.
  • Luigi Muzi, decapitato per piccolo furto. 19 gennaio 1844.
  • Giovanni Battista Rossi, decapitato per piccolo furto. 3 agosto 1844.

Oltre a queste ci furono sotto il pontificato di questo Santo Padre altre 110 condanne a morte per reati comuni.

Pio IX (santificato da Gian Paolo II, chiamato metro cubo di merda da Garibaldi) (1846-1878) – Giovanni Maria Mastai Ferretti, Senigallia (Ancona)
Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai Garibaldini l’Arciprete di Anagni. 10 settembre 1851.
Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni, Ignazio Mancini, decapitati per aver ucciso tre preti.24 gennaio 1854.
Antonio de Felici,decapitato per aver attentato al Cardinale Antonelli.
Per comprendere la criminalità di questo Papa (santo), basta dire che quando i patrioti dell’unificazione italiana entrarono nelle carceri pontificie per liberare alcune decine di prigionieri che vi vivevano incatenati da così lungo tempo da aver perso la vista e l’uso delle gambe, trovarono in quei sotterranei mucchi di scheletri e di cadaveri in decomposizione in un misto di tonache di frati e di monache, di vestiti civili di uomini e di donne, divise militari e scarpe come quando furono liberati i campi di sterminio nazisti. Vi furono trovati anche giocattoli di bambini morti insieme ai loro genitori.

Cambiato il nome alla Santa Inquisizione con quello della Santa Penitenzieria in seguito all’occupazione di Roma da parte dell’esercito italiano, per tutto il XIX secolo, anche se in forma non cruenta, Santa madre Chiesa, facendosi politicamente forte per l’autorità spirituale che gli veniva dalla massa credula e ottusa che gli era rimasta fedele (cosa che purtroppo ancora esiste tutt’oggi) continuò comunque a imporre la sua autorità religiosa su quella politica ricorrendo ancora all’abiura e alla scomunica con conseguenti rivalse e castighi temporali che usa tuttora e che noi ben conosciamo (la chiusura dei cinque siti internet ne è un esempio).
[…]Come si vede, la S. Penitenzieria, seguendo le stesse leggi dell’Inquisizione, costringeva l’eretico a una seconda abiura confermante la prima per accertarsi che non fosse relapso, cioè ricaduto nell’errore.
La differenza nella punizione che c’era tra relapso e pentito consisteva nel fatto che il primo veniva bruciato vivo mentre il secondo dopo essere stato giustiziato.
[…]La Chiesa, che ha sempre negato le esecuzioni dell’Inquisizione, non potendo più tenerle nascoste dopo che alcuni laici riuscirono a consultare gli archivi segreti del Vaticano, ha cercato di scaricare ogni responsabilità ai tribunali civili. Portando come giustificazione il fatto che la morale cristiana non avrebbe mai potuto compiere ciò di cui era accusata perchè è stata sempre contro le condanne a morte, la Chiesa di Cristo non ha fatto che dimostrare ancora una volta quanto le sia congenita la spudoratezza di sostenere il falso.
[…]

Comunque il numero delle vittime di cui si conoscono i nomi non è che una minima parte di quanti furono realmente massacrati. Il numero poi di coloro che furono condannati al carcere con confisca dei beni è talmente alto da raggiungere, secondo gli storici, cifre a sette zeri.
Ma senza ricorrere alle documentazioni, basta calcolare la ricchezza accumulata dal Vaticano attraverso i beni confiscati alle sue vittime, per renderci conto del numero dei suoi omicidi, stragi e genocidi.
Soltanto le vittime generate da quella che fu chiamata l’Evangelizzazione dei popoli dell’America del sud, in seguito alle scoperte di Cristoforo Colombo, si calcola che tra giustiziati e resi schiavi superino i 50.000.000.
[…]


Applicazione della tortura

Metodi e applicazioni della “extrema ratio” (tortura)
L’Inquisizione nacque nel XII secolo come tribunale ecclesiastico adibito ai processi contro catari e valdesi. Con il passare del tempo, il suo compito si specificò sempre di più nel ricercare e giudicare tutti gli eretici. Il criterio con cui si attribuiva a una persona il reato di eresia era alquanto discutibile e molto spesso i capi d’accusa erano del tutto privi di fondamento, tuttavia gli accusati arrivavano ad attribuirsi i più fantasiosi reati pur di porre fine alle atroci torture cui erano sottoposti.
L’esecuzione non era possibile senza una confessione, che non poteva certo essere estorta con le buone maniere. Si ricordano 3 Inquisizioni:
quella medievale
quella spagnola
quella romana
Sebbene si collochino in luoghi ed epoche differenti, i loro metodi di procedura furono essenzialmente gli stessi. Vennero impiegati antichi sistemi di tortura e ne furono inventati di nuovi, grazie anche al contributo di presunti esperti di stregoneria e demonologia. Essi erano convinti che il diavolo lasciasse un “marchio” sulla pelle del suo servo: segno invisibile, ma che rendeva insensibile la pelle in quel punto. Per questo le carni degli accusati venivano penetrate da lunghi spilloni fino a identificare il punto in cui il “servo di Satana” non provava dolore ovvero non urlava (magari perchè sfinito dalla tortura). Questa era considerata una prova sufficiente. I supplizi più usati furono i seguenti:

ANNODAMENTO
era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Robusti uomini ruotavano l’attrezzo in modo veloce, provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto. Questa tortura fu usata in Germania anche contro gli zingari (1740-1750) e in Russia nel corso della Rivoluzione Bolscevica nel 1917-1918;
CREMAGLIERA
era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La vittima veniva legata su una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la tavola (e in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le articolazioni;
CULLA DELLA STREGA
questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura, ma il dondolio causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni;
CULLA DI GIUDA O TRIANGOLO
l’accusato veniva spogliato e issato su un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. Alla fine alla vittima venivano fissati dei pesi alle mani e ai piedi;
DISSANGUAMENTO
era una credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla purificazione, tramite fuoco, del suo sangue. Le streghe condannate erano “segnate sopra il soffio” (sfregiate sopra il naso e la bocca) e lasciate a dissanguare fino alla morte;
FANCIULLA DI FERRO O VERGINE DI NORIMBERGA
era una specie di contenitore di metallo con sembianze umane (di fanciulla appunto) con porte pieghevoli. Nella parte interna delle porte, erano inserite delle lame metalliche. I prigionieri venivano chiusi dentro in modo che il loro corpo fosse esposto a queste punte in tutta la sua lunghezza, ma senza ledere in modo mortale gli organi vitali. La morte sopraggiungeva lentamente fra atroci dolori;
FORNO
questa barbara sentenza era eseguita in Nord Europa e assomiglia ai forni crematori dei nazisti. La differenza era che nei campi di concentramento le vittime erano uccise prima di essere cremate. Nel XVII secolo più di duemila fra ragazze e donne subirono questa pena nel giro di nove anni. Questo conteggio include anche 2 bambini;
GARROTA
non è altro che un palo con un anello in ferro collegato alla vittima, seduta o in piedi; le veniva fissato e andava stretto poi per mezzo di viti o di una fune. Spesso si rompevano le ossa della colonna vertebrale;
IMMERSIONE DELLO SGABELLO
questa punizione era usata più spesso sulle donne. La vittima veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato dall’acqua gelida. L’immersione dello sgabello era usata per le streghe in America e in Gran Bretagna nonchè come punizione per crimini minori, prostituzione e ai danni dei recidivi;
IMPALAMENTO
è una delle più antiche forme di tortura. Veniva attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della persona, forzato a passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi invertito e piantato nel terreno, così, queste miserabili vittime, quando non avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di spirare. Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente;
MASTECTOMIA
alcune torture erano elaborate non solo per infliggere dolore fisico, ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La mastectomia era una di queste. La carne delle donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più orribili casi noti in cui fu usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata con lo “strappado”, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti. Questa vergogna era più di una tortura fisica; l’esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un’estrema umiliazione;
ORDALIA DELL’ACQUA
in questo tipo d’ordalia, l’acqua simboleggia il diluvio dell’Antico Testamento. Come il diluvio spazzò via i peccati così l’acqua “pulirà” l’anima della persona. Dopo 3 giorni di penitenze, l’accusato doveva immergere le mani in acqua bollente, a volte fino ai polsi, in altri casi fino ai gomiti. Si aspettavano poi 3 giorni per valutare le sue colpe.
Veniva messa in pratica anche un’ordalia dell’acqua fredda. Alla persona imputata venivano legate le mani e i piedi con una fune, in modo tale che la posizione non fosse certo propizia per rimanere a galla dopodichè veniva immersa in acqua: se galleggiava, era sicuramente colpevole, in quanto l’acqua “rifiutava” una creatura demoniaca; se andava a fondo, era innocente, ma difficilmente sarebbe stata salvata in tempo;
ACQUA INGURGITATA
l’accusato, incatenato mani e piedi ad anelli infissi nel muro e posato su un cavalletto, è costretto a ingurgitare più di NOVE litri d’acqua, e ancora altrettanti se il primo tentativo non risulta convincente, per un totale di DICIOTTO litri.
ORDALIA DEL FUOCO
prima di iniziare l’ordalia del fuoco, tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito poteva durare fino a 3 giorni nel corso dei quali gli accusati dovevano partecipare a preghiere, digiuni, sottostare ad esorcismi, ricevere vari tipi di benedizioni e prendere i sacramenti; dopodiché aveva inizio l’ordalia che poteva avvenire in diverso modo. Uno di questi consisteva nel trasportare per una certa distanza un pezzo di ferro incandescente, di peso variabile tra mezzo chilo e un chilo e mezzo.
Un altro tipo di ordalia del fuoco consisteva nel camminare a piedi nudi sopra carboni ardenti, a volte con gli occhi bendati. Dopo la prova, le ferite venivano coperte e, allo scadere di 3 giorni una giuria controllava lo stato delle ustioni. Se le ferite non erano rimarginate l’accusato era colpevole, altrimenti era considerato innocente;
PERA
era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. La pera era usata anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un minimo a un massimo dei suoi segmenti. L’interno della cavità ne risultava orrendamente mutilato, spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano per aumentare il danno fisico. Questa era una pena riservata alle donne accusate di avere avuto rapporti sessuali col Maligno;
PRESSA
anche conosciuta come “pena forte et dura”, era una sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria durante il XIV secolo, raggiunse il suo apice durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita nel 1772.
PULIZIA DELL’ANIMA
era opinione diffusa in molte zone che l’anima di una strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime erano forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase “sciacquare la bocca con il sapone”, che si usa oggi, risale proprio a questa tortura;
ROGO
una delle forme più antiche di punizione delle streghe era la morte per mezzo di roghi, un destino riservato anche agli eretici. Il rogo spesso era una grande manifestazione pubblica. L’esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall’emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega veniva strangolata, avendo cura di farla rimanere in uno stato di stordimento; il suo corpo, a volte, era immerso in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se poi, per qualche fortuita coincidenza la strega fosse riuscita a liberarsi dal palo e ad uscire dalle fiamme, la gente la rispingeva dentro;
RUOTA
in Francia e in Germania la ruota era popolare come pena capitale. Era simile alla crocifissione. Alle vittime venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L’agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni;
SEDIA INQUISITORIA
era una sedia provvista di punte e aculei alla quale il condannato era legato mediante strette fasciature. Il fondo poteva essere arroventato per produrre gravi ustioni;
SEGA
terribile metodo di esecuzione applicato, nella maggior parte delle volte, agli omosessuali. Il condannato veniva appeso a testa in giù con le gambe divaricate e con una sega veniva tagliato in 2 verticalmente. Veniva tenuto a testa in giù affinchè il dissanguamento fosse più lento e perchè il maggior afflusso di sangue al cervello acuisse la sensibilità al dolore. Pare anche che la vittima restasse cosciente finchè la sega arrivava al cranio;
SQUASSAMENTO
era una forma di tortura usata insieme alla “strappata”. L’accusato qui veniva sempre issato sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250 chili. Le conseguenze erano gravissime;
STIVALETTO SPAGNOLO
le gambe venivano legate insieme in una sorta di stivale di ferro, che il boia stringeva fino allo spappolamento delle ossa;
STRAPPATA
l’accusato veniva legato a una fune e issato su una sorta di carrucola. L’esecutore faceva il resto tirando e lasciando di colpo la corda e slogando, così, le articolazioni;
TORTURA DELL’ACQUA
veniva inflitta frequentemente a personaggi compromettenti, dal momento che i suoi risultati non erano visibili esteriormente. Veniva fatta ingurgitare all’accusato una quantità spropositata d’acqua, finchè il suo ventre non raggiungeva dimensioni abnormi, quindi veniva messo a testa in giù perchè la massa d’acqua pesasse sul diaframma e sui polmoni. Oltre al fortissimo dolore, ciò provocava gravi strappi e lesioni agli organi interni;
TORTURA DELL’ANIMALE
un insetto, per lo più un tafano, a volte anche una o più api, veniva messo nell’ombelico dell’imputato, chiuso da un bicchiere di vetro. Alternativamente si poteva inserire la testa del malcapitato in un sacco pieno di bestie inferocite, spesso gatti;
IL TOPO
Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell’ano con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l’apertura veniva cucita. La bestiola, cercando affannosamente una via d’uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati. Chissà come i disgraziati riuscissero a sopportare il terrore provocato alla sola vista del topo che da li a poco sarebbe entrato nel suo corpo
TURCAS
questo mezzo era usato per lacerare e strappare le unghie. Nel 1590-1591 John Fian è stato sottoposto a questa e altre torture in Scozia. Dopo che le sue unghie vennero strappate, degli aghi furono inseriti nelle sue estremità;
VEGLIA
consisteva nel privare del sonno gli accusati. Matthew Hopkins la usava in Essex. La vittima, legata, era costretta a immersioni nei fossati anche per tutta la notte per evitare che si addormentasse.

Santa Madre Chiesa
Per Gaetano Salvemini il cattolicesimo è stato un disastro morale per il nostro paese, generalmente la chiesa cattolica è stata la pervertitrice sistematica della dignità umana, per Nietzsche il cristianesimo rappresenta la più alta forma di corruzione che ha reso la menzogna una verità.
Oggi il Vaticano fa largo uso dei mass media, una vera operazione di marketing ha avuto per oggetto il lancio dell’immagine del vicario di Cristo, sovrano assoluto di stampo medioevale, eppure la chiesa ha appoggiato il regime fascista di Peron e Pinochet, come in precedenza quelli di Mussolini, Franco, Salazar ed Hitler, ha beatificato il cardinale jugoslavo Stepinac, che è stato un criminale di guerra, e delle sue azioni ritiene di non dover rendere conto a nessuno, limitandosi, a scopo preventivo, a falsificare la storia.
All’inizio la chiesa chiedeva all’impero libertà e tolleranza religiosa, vietò ai cristiani di fare il servizio militare e di prestare ad interesse, poi, una volta legalizzata, nella ricerca del potere si mise al servizio dei potenti, prima romani e poi germani, quindi, si emancipò dall’impero d’oriente e poi da quello d’occidente, la sua ascesa coincise con la caduta dell’impero romano.
Il patrimonio della chiesa è nato dalle donazioni, dai privilegi fiscali, dai lasciti, dalle decime, dalle estorsioni e dallo sfruttamento dei lavoratori. Nel medioevo la chiesa possedeva un terzo delle ricchezze d’Europa, anche oggi la chiesa cattolica è il più grande possidente del mondo.
I primi sovrani cattolici, delegavano l’amministrazione dello stato e la giustizia ai vescovi, così i peccati divennero reati per lo stato, i tribunali ecclesiastici, retti da vescovi, funzionarono con licenza statale e le prigioni erano annesse ai monasteri, colà la tortura fu largamente praticata.
I monasteri divennero anche delle banche e alla fine del XX secolo i gesuiti erano proprietari del 51% della banca d’America, in America la chiesa cattolica possiede terre, banche, imprese strategiche, immobili importanti, scuole, ospedali, ecc.
Sindona fu amico di Marcinkus e di Paolo VI, anche Calvi era uomo di fiducia delle curia, era il banchiere di Dio e con Sindona testimoniò come il Vaticano gestisse il cancro della criminalità economica, anche Gelli era legato al Vaticano ed a Calvi.
La cupidigia dei prelati è nota, essi hanno ceduto o si sono appropriati del patrimonio ecclesiastico, hanno praticato la simonia, la vendita delle cariche, il voto di scambio, l’usura, la vendita d’indulgenze, hanno fatto collette in grande stile e sollecitato lasciti alle vedove, hanno fatto traffico d’armi e di droga e lo sfruttamento della prostituzione, sfruttando sempre la credulità popolare.
Con il denaro, il vescovo Cirillo riuscì ad ottenere l’istituzione del dogma mariano, il culto della madonna era, infatti, fonte di grandi entrate, solo interessi economici si celano dietro i culti alle persone e ai luoghi di pellegrinaggio, al culto delle reliquie e dei miracoli. La chiesa si è arricchita con la credulità e lo sfruttamento delle masse, oggi è un immenso potere finanziario.
Nel secondo medioevo i falsari di documenti furono tutti membri del clero, tanto che i documenti falsi superavano in numero quelli autentici, ciò accadde quando i vescovi s’appropriarono della cultura e divennero consiglieri e cancellieri imperiali.
In un primo momento i primi vescovi erano stati ignoranti, infatti, al concilio di Calcedonia presero parte 40 vescovi analfabeti e fino al IX e X secolo la maggioranza dei papi era analfabeta, come del resto i sovrani, poi fu la chiesa a monopolizzare e filtrare la cultura.
Senza rimpianto, papa Leone I (109-115 d.c.) fece incendiare una ricca biblioteca sul Palatino, il suo esempio fu seguito a più riprese dalla chiesa nei secoli successivi, anche per spegnere le voci del dissenso, cioè degli eretici, quelle dei filosofi pagani e quelle dei concorrenti ebrei.
Nei primi monasteri, prima che si coltivasse la cultura, gli illetterati erano numerosi e Tommaso d’Aquino, filosofo ufficiale della chiesa, arrivò a dire che il desiderio di conoscenza era un peccato se non era finalizzato alla conoscenza di Dio, per gli uomini della chiesa, la conoscenza ricercata dagli gnostici non era apprezzata, come non era apprezzata la voglia di conoscenza dell’uomo nell’Eden, prima della cacciata di Adamo ed Eva.
Quando il clero divenne più colto, i principi e la nobiltà medioevale restarono analfabeti e divennero facilmente preda del clero, che nelle corte assunse la funzione ministeriale e amministrativa. Con l’adozione del pensiero di Aristotile da parte della chiesa, fu ostacolato lo sviluppo della conoscenza, chiesa e stato non avevano bisogno d’uomini pensanti, ma solo di buoi disposti a faticare.
Con la scienza fu sacrificata anche la storia, sempre falsificata o censurata, gli scienziati liberi e originali furono imprigionati, nel 1163 papa Alessandro III proibì ai chierici di studiare la fisica e nel 1380 papa Giovanni XXII bandì la chimica, ciò accadeva mentre nel mondo arabo fioriva il sapere.
In Europa la conoscenza fu ingessata dalla chiesa fino al XVI secolo, anche la medicina era considerata un’ingerenza nei disegni divini. Nel 1564 l’Inquisizione condannò Andrea Vasali, fondatore della moderna anatomia, perchè, sezionando un cadavere, aveva scoperto che all’uomo non mancava la costola da cui era nata Eva.
La chiesa praticè largamente la censura sulla stampa ed il rogo dei libri, così la storia fu trasformata in un mucchio di chiacchiere e di dicerie e divenne la vergogna del genere umano, per Max Weber essa appare come un immenso elenco caotico d’eventi, eppure Cicerone aveva detto che l’historia è magistra vitae.
L’umanità è sempre stata dominata da una minoranza di sfruttatori e di parassiti, di qualunque colore politico essi siano, teoricamente però sarebbe possibile raccontare la storia con la stessa perfezione delle scienze naturali, tenendo sempre conto che essa è sempre il risultato d’ambizioni di potere, avidità e fanatismo religioso, generalmente la religione è sempre il pretesto.
La storia di stato o ufficiale sembra consegnare un messaggio folle, eppure governare non significa altro che impedire la giustizia e operare per il privilegio di pochi, anche se il potere, con la propaganda, vuol far credere il contrario, sul palco si muore per le ideologie che dividono i sudditi, dietro il palco si ride di esse da parte dei burrattinai.
Purtroppo tanto materiale storico importante è andato perduto e quello arrivato fino a noi è stato spesso filtrato con lenti deformanti, poi, proprio quelli che, per la loro posizione, paiono più legati alla chiesa, sono in realtà e con discrezione più critici verso di essa, di fatto, solo il popolo sfruttato che è tenuto a credere ciò che la chiesa raccomanda.
Da sempre c’è chi, dietro compenso, propaganda idee, dottrine e manipola la storia, nella storiografia non può esistere nessuna verità oggettiva, così la storia è diventata anche un prodotto della fantasia e della poesia, una raccolta di racconti e di prodotti letterari che intrecciano realtà e finzione, è una nuova forma d’arte.
La storia statale esalta i regimi e i paesi trionfanti e condanna quelli sconfitti, è propaganda politica, la storiografia di stato, di regime o di partito non racconta la storia ma la crea, però la vera storia, anche se sconosciuta, si fonda su forza, violenza e crimine, gli storici ufficiali, per paura dei potenti, la presentano in maniera edulcorata, per conseguenza la storia, così falsificata, non aiuta a migliorare la politica e a riscattare i sudditi, ma aiuta lo sfruttamento delle masse.
Gli storici hanno lodato i crimini e si sono limitati a descrivere le battaglie, ignorando gli oppressori e presentando nella luce migliore i protagonisti vincenti della storia nazionale, la loro è stata interpretazione della storia in chiave nazionalistica.
[…]

Il 22 luglio del 1209 in Bèziers vennero scannate vive oltre centomila persone (cattolici, catari-albigesi, donne, bambini), dall’armata di Cristo (così si chiamava il più grosso esercito dell’epoca, oltre 500 mila uomini) che per capo militare aveva il legato papale Arnauld-Amaury… l’abate bianco, il quale comandava i signori feudali del nord della Francia che avevano aderito alla crociata promossa da papa Innocenzo III per sterminare l’eresia catara: cataro vuol dire «puro», erano puri cristiani che combattevano la Chiesa romana corrotta. Quel giorno avvenne il primo genocidio della storia dell’umanità: un esercito cristiano sterminò una popolazione cristiana inerme, per soffocare chi osava ribellarsi alla Chiesa di Roma.
Il legato papale capo dell’armata, Arnauld-Amaury, scrisse al papa Innocenzo III: “L’indomani, festa di Santa Maria Maddalena, noi cominciammo l’assedio di Bèziers, città che pareva dover per lungo tempo fermare la più numerosa delle armate. Ma non c’è forza ne prudenza contro Dio! I nostri non rispettarono ne rango, ne sesso, ne età: ventimila uomini circa furono passati al filo della spada e questa immensa carneficina fu seguita dal saccheggio e dall’incendio della città intera: giusto risultato della vendetta divina contro i colpevoli!”La lettera originale da cui è stato tratto questo documento si trova nella Biblioteca Vaticana.


L’Inquisizione in Wikipedia
Le prime misure inquisitoriali erano state approvate nel 1179 dal Concilio Laterano III. Fra esse, in particolare, il dettato del canone 27 legittimava la scomunica e l’avvio di crociate contro gli eretici.
Il procedimento inquisitorio fu formalizzato nella giurisdizione ecclesiastica da papa Lucio III nel 1184 con il decreto “Ad abolendam”, che stabilì il diritto della chiesa – sconosciuto nel diritto romano e “inventato” dalla chiesa barbarica – di trascinare in giudizio e formulare un’accusa di eresia contro qualcuno, anche in assenza di testimoni attendibili.
Pochi anni dopo venivano autorizzati l’uso della tortura, per far confessare all’eretico la propria colpa, la confisca dei suoi beni e la segretezza delle procedure.
La condanna di ogni devianza – teologica, morale o di costume – dal canone religioso dominante venne poi ribadita nel 1215 dal Concilio Laterano IV che dava vita all’istituzione di procedure d’ufficio per consentire di instaurare un processo sulla base di semplici sospetti o delazioni.

In Francia
Si trattava, fin qui, di un diritto che la chiesa si arrogava, per difendersi dalla critica aspra contro la corruzione e il temporalismo dilaganti. Ma ogni diritto ha bisogno di un soggetto che lo eserciti. Nacque così la prima Sacra inquisizione, sotto il papa Gregorio IX.
Attiva inizialmente nella Francia meridionale, tra il XIII e il XIV secolo le sue attenzioni furono dapprima rivolte contro Catari, Valdesi ed altri movimenti pauperisti come quello di Fra Dolcino, poi si estesero anche ai potentissimi e ricchissimi Cavalieri templari – su sollecitazione interessata di Filippo il Bello, che era un loro grande debitore – annientandoli.

In Spagna
Da li in poi, potere politico e Inquisizione lavorarono a lungo di conserva, ognuno dei due puntando a strumentalizzare l’altro: ne fu esempio sommo l’Inquisizione spagnola, concessa con qualche resistenza nel 1478 da papa Sisto IV alle pressanti richieste dell’Infanta di Spagna, Isabella la cattolica per completare l’assoggettamento e l’espropriazione dei musulmani sconfitti e degli ebrei troppo ricchi. Le ragioni della resistenza papale furono chiare quando si constatò che l’Inquisizione spagnola lasciava in fin dei conti al papa solo l’autorità dogmatica, ma rimetteva completamente nelle mani dell’inquisitore e della monarchia come suo braccio secolare tutto l’effettivo potere repressivo.
Nacque in questo contesto, autoritario, violento e repressivo, il fenomeno della cosiddetta “caccia alle streghe”, che erano nella stragrande maggioranza contadine colpevoli di non aver abbandonato la memoria e la frequentazione di cure e riti precristiani, di asserire poteri di cura, o semplicemente di sottrarsi al sistema di potere del tempo. Pur avendo abbandonato la chiesa cattolica i protestanti, che ne avevano profondamente introiettato questo aspetto misogino, esportarono in America questa barbarie.
L’Inquisizione spagnola celebrò 125.000 processi, e condannò al rogo 59 “streghe”, permeando profondamente del proprio spirito il cattolicesimo nazionale. In Italia le condanne al rogo di streghe sono state 36, e in Portogallo 4.

In Italia
Il successo dei movimenti luterani e calvinisti spinse nel XVI secolo la chiesa cattolica a rianimare l’Inquisizione: la “Sacra Congregazione della Romana e Universale Inquisizione”, quella che condannò al rogo Giordano Bruno e inquisì Galileo Galilei, fu istituita da papa Paolo III il 21 luglio 1542 e affidata ai Domenicani, il cui convento a santa Maria sopra Minerva era la sede del tribunale. Già dal XVIII secolo, tuttavia, la Congregazione perse mordente e vigore, riducendosi ad apparato banalmente censorio, soprattutto verso le espressioni culturali (vedi Indice dei libri proibiti).
La Sacra Congregazione della Romana e Universale Inquisizione fu rinominata in Sacra Congregazione del Sant’Uffizio il 29 giugno 1908 da Papa Pio X.
Il 7 dicembre 1965 Papa Paolo VI ne cambiò il nome in Congregazione per la dottrina della fede.
Papa Giovanni Paolo II (che in un discorso dell’8 marzo 2000, pur non nominandolo esplicitamente, chiese perdono a Dio a nome della chiesa per il passato comportamento della stessa riguardo inquisizioni, roghi e cacce alle streghe) ridefinì il compito attuale della congregazione – promuovere e tutelare la dottrina della fede e dei costumi cattolici, ponendovi a capo nel 1981 Joseph Alois Ratzinger, divenuto nel 2005 papa Benedetto XVI, con il titolo di prefetto.

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