B[log]3

Meglio pazzo che stupido!

Gaia, lo YIN e lo YANG

Sono molti, troppi forse, quelli che credono che il pianeta Terra sia un enorme sasso sferico che galleggia nel cosmo e credono che in quanto oggetto inanimato e privo di vita – intesa come vita relazionale e sentimentale – serva unicamente da supporto all’esistenza della specie umana e di quella delle altre forme di vita. Questo ragionamento, invero tanto limitato da non poter essere chiamato “ragionamento”, ha determinato il considerare questo enorme sasso come una gigantesca miniera da sfruttare e depredare, senza riservare ad esso quel debito di conoscenza e rispetto che deriva da una totale ignoranza sulla sua vera natura e funzione.

Mi preme sottolineare il fatto che la ricerca scientifica ha stabilito misure, contorni, fenomenologia di questa enorme pietra cosmica, ma non è riuscita a far luce sul ruolo che ha il pianeta Terra nel contesto del Sistema Solare, dimenticando perciò anche di stabilire il ruolo e i rapporti che hanno gli esseri viventi, e apparentemente non viventi, con il medesimo pianeta.

La dimenticanza, o il disinteresse, o l’impossibilità di far luce su questi aspetti molto importanti e cruciali, ha inopinatamente concesso alla nostra specie di negarli dando avvio ad un processo di degrado e devastazione che si sono accaniti non soltanto verso le altre forme di vita ospitate sul pianeta Terra, ma anche verso il pianeta stesso.

L’autore di questo studio è convinto sostenitore della teoria che considera il pianeta Azzurro un organismo vero e proprio al pari di ogni essere vivente posto sulla sua superficie.

Alcuni dei frequentatori di questo sito avranno di certo sentito parlare di YIN e YANG, dei vari aspetti che li contraddistinguono e la capacità di coglierne la presenza in ogni aspetto della vita su questa terra. Questo studio potrebbe interessare tutti coloro che credono che la Terra sia un pianeta che vive e che sia legato anch’esso alle leggi che governano Yin e Yang. Per coloro che non hanno mai approfondito lo studio dei due contrari (Yin e Yang) verranno esposti dapprima questi concetti per poi passare all’analisi della relazione che c’è tra Gaia, Yin e Yang

Il concetto immediato che la teoria dello YIN/YANG vuole diffondere è che ogni evento o struttura o concetto è la risultanza dell’equilibrio e della vicendevolezza di due entità imprescindibili che ne determinano l’unicità e questi sono gli opposti, YIN e YANG per l’esattezza.

Non può esservi la luce senza il buio, non può esservi il giorno senza la notte, non può esservi l’alto senza il basso.

Analizziamo questi concetti più approfonditamente.

Lo YIN e lo YANG

Nonostante le interpretazioni, a volte erronee, date a queste due polarità, il concetto-binomio di YIN/YANG si può comprendere considerando gli opposti di un tutto. Questi sono proprio YIN e YANG che possono essere visti come “le due facce della stessa medaglia”. Proprio raffigurandosi una medaglia si può comprendere facilmente il binomio YIN/YANG.

La medaglia in se stessa, presa come oggetto singolare, è TAO o tutto o singolo fenomeno-oggetto. Però la medaglia non può essere considerata tale senza prendere in analisi le sue due facce. Una è YIN e l’altra YANG, una sta sotto e l’altra sta sopra, una è visibile e l’altra no, una è illuminata e l’altra è in ombra. Le due facce insieme, comunque, formano la medaglia.

L’indivisibilità delle due facce è un concetto fondamentale! Non si può fare una medaglia con una faccia sola altrimenti non si starebbe parlando di una medaglia. Occorre però non confondere il disegno sulle due facce con le facce stesse. Anche se stiamo parlando di un disco di metallo dalle superfici perfettamente lisce, esso è tale perché ha due facce , non importa se una è magnificamente disegnata e l’altra è orrendamente deturpata.

Trasferiamoci su piani più astratti e analizziamo il concetto di “livello”.

Livello significa esattamente Quota di un piano orizzontale rispetto ad un altro, ma anche Grado, Valore. In queste due citazioni si evidenzia il fatto che ci sono paragoni. Un piano ha un livello diverso da un altro e questo racchiude il concetto che per considerare un livello occorre avere presente i concetti di alto e di basso.

Non può concettualmente esservi l’alto, senza che concettualmente si sia raffigurato il basso. Se avessimo solo il basso, o solo l’alto, non avremmo più livelli e scomparirebbe il concetto di livello, di piano, di dimensione, ecc. ecc.

Ne deriva che analizzando qualsiasi cosa dell’Universo, persino l’Universo stesso, avremo analizzato preliminarmente sia l’aspetto YIN che quello YANG e se di questa cosa ci appare solo una parte di essa, dovremo cercare di considerare l’altra parte che, per il fatto di essere l’altra faccia, è opposta e contraria.

L’atteggiamento ed il pensiero della filosofia taoista, depositaria dei concetti esposti , potranno apparire rigidi ed immutabili ma, al contrario, sono estremamente dinamici ed in costante evoluzione.

La dinamicità e l’evolutività sono altri due concetti fondamentali del binomio-concetto YIN/YANG.

Se anziché la medaglia descritta in precedenza consideriamo il simbolo classico del TAO, il Tai Ji mostrato a fianco, in movimento rotatorio avremo che in un momento sarà visibile la faccia bianca YANG e il momento successivo la faccia nera YIN. Noteremo che in nessuno momento ci sarà solo lo YANG o solo lo YIN, ma in ogni momento alla prevalenza di una polarità, corrisponderà un seppur piccola presenza della polarità opposta. Questo alternarsi è costante e presuppone che se stiamo osservando la faccia YIN, dovremo prepararci a osservare quella YANG.

Se a questa figura primaria sostituiamo l’Universo o la Terra o l’Uomo, dovremo accettare e vedere, di essi, la dinamicità che li contraddistingue. Quindi l’Universo, nel suo enorme ciclo dinamico mostrerà la sua faccia YIN e dopo quella YANG, non importa quanto tempo impiegherà a farlo, ma lo farà.

Anche la Terra e l’uomo sono asserviti a questo ciclo dinamico poiché fanno parte dell’Universo. Possiamo avere prova del dinamismo YIN/YANG, osservando il ritmico alternarsi delle stagioni per cui all’Autunno-Inverno, fa seguito la Primavera-Estate che, a loro volta, saranno nuovamente seguite dall’Autunno-Inverno.

Nell’Uomo, alla fase della gioventù, segue quella della vecchiaia giungendo alla fine con la dissoluzione e la Morte che, nei concetti taoisti, rappresenta la separazione dello YIN dallo YANG.

Dal punto di vista pratico, possiamo raffigurarci lo YANG nelle seguenti corrispondenze:

YANG YIN
Giorno Notte
Calore Freddo
Mezzogiorno Mezzanotte
Maschio Femmina
Alto Basso
Esterno Interno
Rapidità Lentezza
Bianco Nero
Sud Nord
Apertura Chiusura
Secco Umido
Vuoto Pieno
Elettrone Protone
Energia Materia
Dinamicità Fissità
Superficie Profondità
Sinistra Destra

Applicati ad ogni aspetto dell’Universo e di ogni sua più infinitesimale parte , YIN e YANG, permettono di capire molte cose.

Allo Yang appartengono le funzioni di produzione di energia, di movimento, mentre allo YIN appartengono le funzioni di crescita e produzione di materia, di riposo e di accumulo.

YIN e YANG possono squilibrarsi tra loro e venire ad essere disarmonici per cui vi può essere la prevalenza dell’uno o il soccombere dell’altro. In virtù di queste due evenienze si possono avere le condizioni per cui lo YANG può essere eccessivo o essere deficitario. Allo stesso modo lo YIN può essere eccessivo o essere deficitario. In caso in cui lo YANG sia eccessivo, lo YIN è apparentemente deficitario. Diversamente se lo YANG è deficitario, lo YIN appare eccessivo, ma non lo è.

Se lo YANG è deficitario lo YIN può apparire eccessivo, mentre se lo YIN è deficitario lo YANG appare eccessivo.

E’ molto importante comprendere quale sia la ragione primaria dello stato di disequilibrio. Nel primo caso lo YANG eccessivo è la ragione primaria a determinare la patologia. Nel caso di YANG deficitario con YIN apparentemente eccessivo, è la condizione deficitaria dello YANG la ragione primaria della patologia.

Allo stesso modo se lo YIN è eccessivo e lo YANG appare deficitario, è la condizione di eccesso dello YIN la ragione primaria della patologia. Se lo YIN invece è deficitario, con YANG apparentemente eccessivo, la ragione primaria della patologia è il deficit dello YIN. In terapia gli eccessi vanno dispersi e i deficit vanno riempiti ed è quindi un errore disperdere lo YANG in caso di deficit di YIN in quanto lo YANG è solo apparentemente in eccesso, mentre la ragione vera della patologia è il deficit dello YIN.

I Cinque Movimenti WU XING

L’analisi di YIN e YANG, le leggi che li avvolgono e li regolano, sono si leggi fondamentali, ma sono di tale rigore e semplicità che si distolgono totalmente dalla praticità universale. In questo modo la filosofia taoista avrebbe esaurito i suoi argomenti al paragrafo precedente.

Ben più ricco è il ragionamento, articolato attorno a YIN e YANG e alla loro infinita ciclicità. YIN e YANG nel girare attorno ad un asse espongono, di loro stessi, varie fasi e su questa affermazione si fonda tutta la teoria dei WU XING o dei Cinque Movimenti.

Supponiamo di avere la figura del TaiJi vista in precedenza e di girarla come esposto partendo dalla faccia YIN ( nera ). Mentre gira comincerà ad apparire la faccia YANG ( bianca ) per cui potremo dire che lo YANG inizia nello YIN , quindi avremo lo YANG di YIN.

Continuando nella sua rotazione, la figura mostrerà completamente la faccia YANG (YANG di YANG) e, nel prosieguo della rotazione, apparirà nuovamente la faccia YIN per cui avremo lo YIN di YANG fino a che, completata la rotazione, tornerà alla pienezza la faccia YIN (YIN di YIN).

Può apparire semplice affermare che quando la faccia YIN è piena, lo YANG scompaia, tuttavia occorre tenere presente il piccolo puntino dello YANG presente all’interno dello YIN. Questo indica che il pieno YIN conserva in se il seme dello YANG e, allo stesso modo, nel pieno YANG è annidato il seme dello YIN.Il ciclo di YIN e YANG, come abbiamo visto, si compone di quattro fasi:

YIN –> YANG di YIN –> YANG –> YIN di YANG

Perchè avvenga una rotazione, però, occorre che vi sia un centro sul quale gravitino le fasi in argomento. Questo centro è fondamentale perchè, oltre ad essere in contatto con le quattro fasi, permette a queste di essere in contatto tra loro.

Dal punto di vista metaforico, metafore che i cinesi inserivano ovunque, allo YANG corrisponde il Fuoco, allo YIN di YANG corrisponde il Metallo, allo YIN corrisponde l’Acqua ed allo YANG di YIN corrisponde il Legno. Al centro venne abbinata la Terra.Il motivo per il quale proprio al Centro venisse data la corrispondenza con la Terra , si comprende facendo caso al fatto che la Terra è la struttura alla quale si rifanno tutte le altre configurazioni. Infatti :

– il Fuoco giunge alla Terra (fulmine) ed erutta da essa ( lava );

– il Metallo cade in Terra e nasce in essa;

– l’Acqua giunge in Terra (Pioggia ) e sgorga da essa;

– il Legno si approfondisce in Terra ( Radici ) e sboccia da essa.

Ogni fase viene chiamata Movimento perchè all’interno di ognuno di essi si contemplano raffigurazioni e cose pratiche che possono spiegare gran parte dei fenomeni universali.

Movimento Fuoco Movimento Metallo Movimento Acqua Movimento Legno Movimento Terra
Calore Secchezza Freddo Vento Umidità
Mezzogiorno Rallentamento Inverno Espansione Stomaco
Rosso Piccante Nero Verde Centro
Estate Polmone Salato Le ore 6 Milza
Sud Intestino crasso Nord Accelerazione Maturazione
Velocità Rallentamento Rene Fegato Dolce
Dinamismo Le ore 18 Stasi Primavera Dolce
Amaro / Vescica Acido Giallo
Cuore / Mezzanotte Est /
Intestino tenue / / Vescica biliare /

I rapporti che intercorrono tra i vari Movimenti si fondano su due finalità:

Generazione;

Inibizione:

Nel ciclo di Generazione un Movimento da origine e supporta il successivo nell’ordine seguente:

Fuoco –> Terra –> Metallo –> Acqua –> Legno –> Fuoco

Si può comprendere quanto affermato, mettendo in chiave poetica i rapporti per cui abbiamo che il Fuoco ardendo genera la cenere che nutre la Terra, la quale genera i Metalli che, condensando l’umiditò, danno origine all’Acqua la quale, a sua volta, determina la nutrizione delle radici generando il Legno che, bruciando, generano il Fuoco. Questa legge si chiama anche di Madre-Figlio

Nel ciclo di Inibizione un Movimento determina il controllo e l’inibizione di quello seguente a quello da lui generato, per cui abbiamo che:

Fuoco –> Metallo –> Legno –> Terra –> Acqua –> Fuoco

Anche in questo caso si dice che il Fuoco fonde il Metallo che, a sua volta, taglia il Legno che controlla la Terra che assorbe l’Acqua che spegne il Fuoco.

E’ importante metabolizzare i concetti esposti nelle righe precedenti al fine di proseguire con la lettura di questo studio e comprenderne i contenuti. Sarebbe infatti importante riflettere sul dualismo degli opposti paragonati agli avvenimenti, alle persone ed alle cose di tutti i giorni. Talora si riesce a prevedere cosa accadrà o si riescono a trovare quelle ragioni, ad accadimenti della propria vita, che erano sempre sfuggiti al proprio discernimento.

 

Dice il saggio :
Anche le torri più alte hanno le loro fondamenta nella terra

Gli aspetti che possono portarci alla convinzione che Gaia non è una sterile roccia immutabile sono :

Alcuni vocaboli per riflettere:

Vita
1. Stato di attività naturale di un organismo il quale può spontaneamente conservarsi, accrescersi (mutarsi) e riprodursi

2. Il vivere particolare di ciascun individuo

Organismo
Insieme dei tessuti e degli organi di un corpo vivente
Individuo
Essere distinto da ogni altro della stessa specie e formante un tutto che non può venire scomposto o modificato nella sua organizzazione interna senza perdere le sue qualità distintive
Vivente
che vive
Vitalità
l’essere vitale
Vitale
che è in grado di vivere

Movimento rotatorio

La terra gira su se stessa, è un dato incontrovertibile e la rotazione determina il ritmico alternarsi di giorno e notte, di luce e di buio. La rotazione terrestre fa si che le varie aree della sua superficie non siano costantemente soggette all’azione del sole o delle tenebre e questo determina lo spargimento globale della vita, dell’aria, del calore e del freddo. Le acque si muovono e l’asse terrestre mantiene i suoi parametri di oscillazione.

Chi fa girare un sasso, se di sasso si tratta?

E’ difficile immaginare che si tratti dell’opera di un essere supremo che si diverte o si impegna a far si che tutto ciò accada, ne deriva che una ragione ci debba essere a questa incessante, millenaria rotazione. Gli scienziati producono teorie sulle ragioni di simile movimento, ma rimane incontrovertibile il fatto che la rotazione terrestre serve al pianeta per vivere o per continuare a far si che la vita risieda in equilibrio sulla sua superficie. E’ suggestivo pensare che la Terra ruoti su di se per vivere in salute garantendo alle sue varie strutture di essere in equilibrio ed altrettanto suggestivo è pensare che, tra queste strutture che garantiscono salute al pianeta, ci sia anche l’essere umano che parimenti sente il bisogno di muoversi per star bene.

Non sapremo mai, forse, se questo corrisponda al vero, ma proprio per questo non possiamo nemmeno negarlo recisamente.

Difficili da immaginare sono le conseguenze di un arresto nella rotazione del pianeta, ma è più che probabile che la vita si estinguerebbe, almeno quella che noi consideriamo vita.

Nel movimento rotatorio della Terra si contempla l’alternanza dello YIN e dello YANG e l’equilibrio tra i due opposti.

Ciclicità delle Stagioni

Malgrado le forti differenze che intervengono tra una fase stagionale e l’altra e le diversità delle manifestazioni atmosferiche di una stessa stagione in diversi anni, si deve ammettere l’esistenza della ciclicità climatica che è tanto variabile da non poter essere soggetta a prevedibilità. Questa mancata prevedibilità è tipica anche degli esseri viventi che manifestano atteggiamenti quanto mai diversi anche in base a ragioni apparentemente inesistenti.

Attenzione!

Il fatto che all’apparenza non ci siano ragioni che giustifichino certi comportamenti non autorizza alcuno a stabilire l’effettiva assenza di precise ragioni di fondo.

In ogni caso l’avvicendarsi delle stagioni determina sul pianeta Terra degli sconvolgimenti climatici, talora drammatici e talora bellissimi e ideali, che consentono il rinnovarsi della vita e lo spegnimento della medesima in un turbinio che determina equilibrio globale pur nella sua diversità.

Lo stesso essere umano non è immutabile e va incontro a cambiamenti, repentini talvolta graduali talaltra, che rappresentano, innegabilmente, una normale parabola vitale.

Se riconosciamo nell’uomo, negli animali e nelle piante tale rivoluzione ciclica, come possiamo negare la vitalità del pianeta sul quale viviamo?

L’osservazione della fisiologia femminile può essere maggiormente esplicativa in relazione al ciclo ovulatorio-mestruale che causa nel corpo e nella mente della donna rivoluzioni e alternanze incontestabili.

E’ necessario quindi affermare che i cambiamenti climatici, gli sconvolgimenti ambientali determinati dall’avvento delle stagioni, la loro diversità manifestata con il passare degli anni, l’estrema variabilità e imprevedibilità non sono altro che l’espressione di un gigantesco organismo in costante evoluzione e cambiamento, un organismo insomma che vive.

Anche nel ritmo ciclico delle stagioni si contempla il dualismo YIN/YANG osservando il primo nelle stagioni invernali e fredde ed il secondo nelle stagioni estive e calde.

Mutazioni Territoriali

Terremoti, bradisismi, eruzioni, frane, smottamenti, tempeste, uragani e maremoti sono, nella loro tragicità, manifestazioni di un essere che cambia, che evolve, che vive.

L’assoluta imprevedibilità, l’enorme coinvolgimento energetico e territoriale fanno, di queste manifestazioni, degli eventi unici in grado di mutare indelebilmente l’aspetto dell’intero pianeta e quale ragione potrebbe mai avere una immutabile pietra se non fosse in realtà un organismo vivente?

La drammaticità che accompagna queste manifestazioni non deve portarci a credere che siano eventi negativi o azioni deliberatamente attuate ai danni degli esseri umani, ma occorrerebbe invece accettare semplicemente il fatto che sono eventi inarrestabili e inesorabili a cui non possiamo ribellarci.

Proviamo ad immedesimarci nei batteri che vivono sulla nostra pelle. Nel momento in cui l’umano che ci ospita fosse colto da un accesso febbrile, molti dei nostri simili morrebbero vinti dalle temperature e dalle eruzioni cutanee e dalla profusa sudorazione. saremmo dispiaciuti, ma se il nostro umano morisse, nemmeno noi, che viviamo della sua vita, potremmo sopravvivere!

Compartecipazione cosmica

Nell’appressarmi all’analisi di questo tema, devo ammettere che si tratti di un aspetto del nostro pianeta quanto meno vasto. Accettando come vero che l’Universo è in costante divenire è almeno necessario ammettere che tutti i componenti sono in divenire.

Anche il nostro pianeta, quindi, è un elemento in divenire ed i suoi equilibri interni comportano il mantenimento di equilibri esterni ad esso.

Il pianeta Terra gira intorno a se stesso con le conseguenze che abbiamo brevemente descritto, ma è anche vero che il nostro pianeta gira intorno al Sole partecipando quindi ad un meccanismo che regola le funzioni del nostro Sistema Solare, meccanismi che conosciamo in minima parte.

E’ impossibile prevedere con esattezza cosa accadrebbe se il pianeta Terra smettesse di girare intorno alla nostra stella. Verosimilmente il pianeta stesso subirebbe conseguenze devastanti, ma l’intero meccanismo sistemico subirebbe conseguenze probabilmente negative, di portata cosmica. Ergo la nostra Terra vive all’interno di un complesso sistema che necessita proprio, e anche, della sua vitalità.

Come ogni singolo individuo (e non solo umano) che fa parte di questo pianeta, anche la Terra, in quanto individuo cosmico, fa parte del Sistema Solare con la sua vitalità, le sue variazioni, i suoi cicli e le sue caratteristiche.

In una fabbrica i vari operai producono singolarmente diversi pezzi che concorrono a produrre un meccanismo complesso. Ognuno di loro ha vissuti differenti, modi di vivere differenti, caratteristiche fisiche e reazioni diversificate, alcuni hanno figli, altri non ne hanno, alcuni sono piccoli, altri sono alti, ecc. ecc.. Tuttavia il loro insieme determina l’ottenimento di un risultato finale che consente loro di vivere e di continuare a vivere.

I batteri sulla superficie della loro pelle non sono a conoscenza del risultato finale del loro lavoro!

Noi uomini siamo depositari di un sapere immenso, ma non completo, riguardo al pianeta che ci ospita. Sappiamo ben poco dei sottili meccanismi che regolano i terremoti, i fenomeni atmosferici, ecc. ecc.. Presumiamo di sapere l’evoluzione di un organismo così grande, argomentiamo con tesi probabilistiche al limite della stregoneria su quale sarà l’evoluzione di Gaia, ma in realtà non sappiamo quasi nulla di quello che ci riserverà il futuro.

Ancora di meno sappiamo su come l’individuo Terra si rapporti con gli altri individui del Sistema Solare e fantastichiamo riguardo ai meccanismi regolatori che giustificano l’esistenza del nostro Sistema Solare all’interno della nostra galassia.

Per queste ragioni, per il fatto di essere profondamente ignoranti, abbiamo il dovere cosciente di non negare la vitalità e il diritto all’esistenza di questo pianeta.

Spunti di riflessione

Punto 1. Noi esseri umani consideriamo le capacità di comunicare e di interagire con i propri simili molto importanti e identificatrici di una vita normale, non riusciamo a concepire una vita priva di interazione. Leghiamo questi concetti anche alla capacità di muoversi, di parlare e di ascoltare.

Ci arroghiamo però il diritto di considerare non intelligenti le forme di vita biologica non in grado di adempiere a queste funzioni o che noi riteniamo non esserne capaci. Il fatto di possedere capacità intellettive ci ha un po’ limitati e non ci aiuta a pensare che quello che sappiamo non è tutto.

Neghiamo, ad esempio, la possibilità che il pianeta possa avere dei sistemi di comunicazione sia verso le proprie strutture interne che verso gli altri componenti del sistema solare. Io sono invece disposto ad ammettere che Gaia abbia sofisticati sistemi di interazione e comunicazione che noi non conosciamo. I campi magnetici terrestri, ad esempio, potrebbero avere un più che verosimile impiego comunicativo e potrebbero essere sfruttati dagli animali per i loro movimenti migratori o locali e di cui non sappiamo nulla. Gli influssi solari sulla Terra potrebbero avere sofisticate intenzioni comunicative interplanetarie. L’avvicinamento vicendevole dei pianeti a ritmi secolari, potrebbero essere sfruttati per reciproci scambi comunicativi.

L’aura magnetico-energetica presente attorno al nostro pianeta potrebbe essere una forma di comunicazione e di legame con gli altri esseri del sistema solare e non sappiamo attualmente cosa Gaia stia comunicando.

Punto 2. Noi consideriamo la nostra presenza su questo pianeta come il frutto di una evoluzione millenaria di altre e primitive forme di vita.

La logica di questa affermazione e il ritrovamento di fossili che sembrano legarci a questa evoluzione, ci ha tolto dai pensieri l’ipotesi che noi potessimo essere un errore evolutivo, un deterioramento di un più limpido e corretto processo selettivo. Questo errore potrebbe essere stato generato da un processo patologico proprio di Gaia avvenuto molte centinaia di migliaia di anni or sono e in grado di interferire sulla nostra completezza e perfezione.

Se assumiamo come possibile che il pianeta sia un essere vivente anche in grado di ammalarsi, possiamo accettare che, a seguito di eventi cosmici o interni, avvenuti centinaia di migliaia di anni or sono, sia avvenuto un forte turbamento a carico di Gaia che ha riflesso tale turbamento sulla nostra specie, ingenerando alterazioni che ci hanno portato ad essere imperfetti e dannosi come stiamo mostrando di essere.

In patologia e microbiologia ci sono tante dimostrazioni di ciò ed appare logico ipotizzare che il genere umano sia il prodotto deteriore di una patologia planetaria in grado di generare nuova malattia.

Non sappiamo se e quando il pianeta abbia intenzione di disfarsi dei suoi errori.

La analisi pur breve, incompleta e opinabile affrontata in questa pagina porta a concludere che Gaia, il pianeta Terra, se non lo si vuole considerare un essere vivente, non lo si può nemmeno considerare un oggetto. In fondo i concetti di vita, di individuo e di organismo sono prodotti dall’uomo in base a conoscenze e convenzioni e per questo prone al dubbio ed alla costante integrazione.

In ragione della sua costante rotazione su se stessa e intorno al Sole in ordine ad un disegno cosmico ben preciso, considerata la sua inarrestabile mutazione strutturale, in ragione della sua struttura alquanto complessa e articolata, vista la sua precisa collocazione spaziale e osservando la ricchezza di vita simbiontica sulla propria superficie, ritengo che considerare Gaia come un essere vivente a tutti gli effetti sia se non giusto, almeno logico.

Capire come sia il nostro pianeta, cosa regoli i suoi ritmi, come vengano regolati, come avvengano le trasformazioni territoriali, come si giustifichino i fenomeni atmosferici, quali siano le singole caratteristiche territoriali e quali siano i motivi che le hanno determinate, è materia di studio della Geologia, della Sismologia e della Meteorologia.

Capire l’evoluzione di Gaia, la sua storia e le sue origini nel contesto dell’Universo è invece affare della PaleoGeologia.

Mia intenzione invece è di trasferire e riconoscere nel pianeta Terra i principi fondamentali della Fisiologia Energetica patrimonio della Medicina Tradizionale Cinese. Non è un compito facile e può essere addirittura poco credibile, ma appare talmente ricco di similitudini e di contatti con la millenaria Medicina Cinese applicata all’Uomo da essere plausibile e suggestiva.

Introduciamo quindi i concetti principali :

  1. Il QI di Gaia
  2. Il Sangue di Gaia
  3. I Liquidi di Gaia
  4. Il Jing di Gaia
  5. Organi e Visceri di Gaia
  6. I Canali energetici di Gaia

1. Il QI di Gaia

Al pari di ogni organismo, struttura o elemento dell’Universo anche Gaia è un enorme contenitore e dispensatore di energia (QI), ne fa uso, ne è pervasa, ne produce, ne trasmette e ne consuma. L’andamento della condizione energetica planetaria presuppone la conoscenza di:

1.1 Come riceve e produce il QI

E’ possibile ammettere che una consistente parte dell’energia terrestre derivi direttamente dal Sole e che una parte minoritaria derivi dal flusso termico del nucleo.

L’irradiazione solare determina riscaldamento e accumulo energetico sia in superficie che in profondità e la rotazione assiale permette a tutta la superficie di Gaia di essere soggetta all’irradiazione solare.

Mentre il QI solare colpisce e abbraccia la superficie riuscendo a energizzare un consistente strato di superficie, l’energia proveniente dalle profondità contribuisce a mantenere attiva la parte interna dell’organismo Terra.

Non possiamo trascurare anche l’energia proveniente dal cosmo (radiazioni cosmiche) che pervadono la Terra per via del suo galleggiamento nel QI spaziale. La Terra ne riceve in abbondanza durante le ore notturne, quando il QI solare si approfondisce.

Mentre il QI solare ha maggiori connotazioni YANG, l’energia cosmica e stellare, ha maggiori connotazioni YIN e penetra le profondità.

1.2 Come distribuisce il QI

Durante il giorno il QI solare riscalda la superficie, mentre il QI nucleare rimane nelle profondità. Durante le ore notturne il QI accumulato sulla superficie scende in profondità a energizzare e riscaldare il mantello sotterraneo mantenendo il livello vitale del pianeta in condizioni adeguate, mentre il QI nucleare tende a risalire a vitalizzare il mantello.

E’ suggestivo osservare come durante il giorno lo YANG (QI) rimanga in superficie a garantire attività e funzioni di tutte le strutture mentre lo YIN di superficie scende in profondità a nutrire queste aree del pianeta.

Durante la notte lo YANG scende in profondità a riscaldare l’interno, accolto dallo YIN che invece si superficializza a nutrire l’esterno del pianeta.

1.3 Come usa il QI

Gaia usa il QI per ridistribuire le strutture superficiali e i fluidi nucleari, usa il QI per continuare a mantenere il suo moto rotatorio attorno al proprio asse e attorno alla sorgente solare. Gaia impiega il QI per mantenere attivi i propri organi e i propri visceri, per garantire le funzioni vitali di superficie e per armonizzare i flussi energetici e fluidi. Insomma Gaia usa i QI (solare, cosmico, nucleare) per vivere e partecipare alla vita del sistema solare e cosmica.

1.4 Come distribuisce il QI

Una volta prodotto il QI Gaia provvede a distribuirlo con il ritmo giorno/notte descritto dianzi, ma provvede a distribuirlo su tutta la superficie attraverso le correnti oceaniche, attraverso venti e tempeste, attraverso i flussi idrici sotterranei e attraverso il movimento rotatorio assiale terrestre. Distribuisce il QI anche attraverso i canali suoi propri (dorsali oceaniche ed attraverso organismi di superficie come piante, animali, fiumi, laghi).

Il Sangue di Gaia

Se il QI di Gaia ha un aspetto impalpabile e invisibile, come caratteristica propria del QI, il Sangue di Gaia è il Mare.

Il Mare copre gran parte della superficie terrestre e la vita nei suoi paraggi è particolarmente rigogliosa, ricca e prospera. Il Mare attraverso gli oceani, i mari, gli stretti, le lagune, nutre l’intero pianeta e riesce a farlo in due modi principali, con l’azione delle onde e il vapore marino che sale a condensarsi in forma di pioggia.

Attraverso il primo meccanismo il Mare nutre direttamente le aree da esso bagnate, mentre con il secondo meccanismo il Mare riesce a nutrire le aree lontane da esso.

Nel secondo meccanismo il Mare, raccolto in enormi oceani, emana se stesso verso il cielo per poi venir condensato in vapore a formare le nuvole. Il QI di superficie attraverso il movimento dei venti e delle tempeste, trasporta questo Mare vaporizzato in tutte le aree del pianeta anche a quelle non a diretto contatto con il Mare, ricevendo quindi nutrimento e vita.

Il Mare fluisce su Gaia con un movimento incessante di correnti, movimento impostato grazie alla presenza del QI solare ed endogeno e che porta a mobilizzare ogni struttura terrestre e ad influenzare temperatura e attività terrestri.

Il Mare viene mobilizzato in diversi punti cruciali dell’oceano atlantico e dell’oceano pacifico e nel corso di questa mobilizzazione si determina il suo arricchimento e la sua energizzazione.

La spinta iniziale porta il mare ad avere il suo massimo carico energetico e dinamico in superficie (dinamismo = YANG = superficie). Giunto a destinazione la corrente dinamica tende a rallentare e ad approfondirsi (rallentamento = YIN = profondità) ed il Mare si appesantisce raggiungendo le profondità.In profondità il Mare si arricchisce di nutrienti e viene veicolato nuovamente verso i motori circolatori collocati nelle grandi distese oceaniche dando nuovamente inizio al ciclo di correnti nutrizionali.

Il Mare si rapporta con il QI a livello superficiale e profondo.

In superficie il Mare incontra il QI solare e si riscalda favorendo le correnti e la dinamizzazione marina.

Il Mare incontra quindi il QI nucleare (endogeno) nelle profondità marine specialmente durante le fasi notturne, ne riceve calore e nutrimento, mantenendo quella spinta dinamica che garantisce il perpetuarsi delle correnti.

Il Mare si rapporta anche con il QI cosmico che determina in esso fenomeni ciclici e importanti chiamati maree.

Il Mare ha una polarità YIN rispetto ai Liquidi ed al QI, ma ha una polarità maggiormente YANG rispetto al Jing.

I Liquidi di Gaia

Come per la medicina Cinese che stabilisce per l’uomo la presenza della triade QI/Sangue/Liquidi Organici, anche per Gaia si evidenzia questa triade. I Liquidi di Gaia sono rappresentati dai fiumi, dai laghi, dai corsi d’acqua sotterranei.

Essi umidificano, arricchiscono e rassettano territorio e attività di superficie. Hanno una stretta correlazione con il mare sia perché traggono origine dalle precipitazioni piovose, sia perché, effettuata la loro funzione, ritornano alle origini rientrando a far parte del patrimonio marino.

I Liquidi hanno un andamento ed un comportamento ciclici in relazione ai movimenti della Terra, alle stagioni ed alle azioni del mare.

Dopo aver trascorso il loro periodo sulla terra, i fiumi e i corsi d’acqua si arricchiscono di scorie che poi si riversano in Mare dove vengono filtrate e trasformate nuovamente in sostanze nutrienti e nuovo QI da distribuire nuovamente al pianeta.

Il Jing di Gaia

Il Jing fa parte delle sostanze e dei fluidi più ricchi di un organismo. Il Jing ha intimi rapporti con il patrimonio genetico dell’organismo e per quanto riguarda il pianeta Terra, il Jing è rappresentato dal petrolio, dai minerali e dal fluido magmatico del nucleo.

Sono fluidi vitali per l’organismo Gaia e ne caratterizzano l’individualità. In quanto elementi sotterranei hanno una polarità maggiormente YIN, ma la loro estrema potenzialità energetica li colloca anche nella sfera YANG.

Sono un patrimonio non rinnovabile e tendono a consumarsi.

Organi e Visceri di Gaia

Mentre per l’organismo umano la Medicina Cinese ha assegnato precisi nomi per ognuna delle sfere organiche (Cuore, Milza, Polmone, Rene, Fegato), non è altrettanto facile stabilire nomi precisi alle sfere organiche di Gaia.

Oceani – Il Cuore di Gaia
E’ possibile supporre che il Cuore di Gaia – con le funzioni di produrre il Sangue, di custodire lo Shen e di sospingere il Sangue – sia rappresentato dagli oceani. In essi il Mare si anima, si dinamizza, si arricchisce di nuova forza e influenza tutto l’ecosistema terrestre. Il Cuore di Gaia incamera il QI solare e nucleare, lo trasferisce agli oceani e determina la vaporizzazione che andrà poi a nutrire e vitalizzare ogni parte di tutta l’estensione terrestre.
Terra, Rocce e Sabbia – La Milza di Gaia
E’ possibile ipotizzare che il terriccio, le rocce e la sabbia rappresentino quello che nell’uomo va sotto il nome di Milza. In essa, come sappiamo, si configura la funzione di produzione di energia attraverso la trasformazione degli alimenti in energia, la funzione di veicolamento di tale energia verso il Polmone, di mantenere il Sangue nei vasi, di gestire l’Umidità e i Liquidi e di consentire la nutrizione dei muscoli.

Queste funzioni si possono confermare anche per quanto riguarda il pianeta Terra pensando che l’acqua dei fiumi, dei pozzi e dei torrenti sotterranei fertilizzano proprio il terreno che diventa fonte di energia per le piante, che rappresentano il Polmone di Gaia e verso il quale la terra invia il suo carico energetico. Il terreno pone confini precisi al Sangue di Gaia (il Mare) e ne garantisce il suo confinamento.

Il terreno ha intimi rapporti con l’Umidità di Gaia e ne determina la metabolizzazione (assorbimento e condensazione), così come intimi sono i rapporti tra terreno e liquidi per cui Gaia cerca un costante equilibrio tra portata dei fiumi e idratazione del terreno (alluvioni naturali, insenature, laghi, straripamenti). Il terreno di Gaia non è immobile e il suo costante movimento determina anche l’andamento e la deriva dei continenti.

Foreste e Giungle – Il Polmone di Gaia
Nella Medicina Cinese applicata all’Uomo si attribuiscono al Polmone le funzioni di distribuzione del QI, di produzione del QI, di distribuzione dei Liquidi.

Per quanto riguarda Gaia le foreste, le giungle e l’intera vegetazione terrestre sono il Polmone di Gaia. Esse provvedono ad assimilare il QI cosmico e solare ed a trasformarlo in QI utile per l’intero pianeta. Questo QI adattato viene poi unito al prodotto della vaporizzazione dei mari e quindi questo prodotto di fusione viene poi distribuito in tutte le aree planetarie a garantire energia, vitalità e forza anche in virtù dell’azione dei venti e delle tempeste che, come vedremo, rappresentano il Fegato di Gaia.

Abissi Marini e Cavità magmatiche – Il Rene di Gaia
Per l’essere umano il Rene è la radice della vita e la radice di YIN e YANG. Per Gaia il Rene è rappresentato dagli abissi marini e dalle cavità magmatiche. Nei primi si configura la radice YIN, mentre nelle seconde si configura la radice YANG. In ognuno di essi si intravvede la radice della forza vitale del pianeta Gaia, l’incontro dei due opposti, la loro coesistenza che, come abbiamo visto, sono il fondamento primario per l’esistenza di ogni cosa o concetto o entità.

I due opposti di Gaia vengono ad essere vicendevolmente in contatto durante le eruzioni vulcaniche sottomarine o di superficie e tendono a seminare nuova forza all’organismo Gaia.

Si capisce immediatamente la loro appartenenza alle due polarità considerando le loro caratteristiche. I fondali marini per il fatto di essere patria del freddo e dell’oscurità incarnano i concetti YIN di profondità, freddo, buio, pesante, compressione. Le cavità magmatiche incarnano i concetti YANG di calore, espansione, tendenza alla superficializzazione, forza esplosiva, mobilità.

Sia i fondali marini che le cavità magmatiche sono custodi del messaggio vitale primordiale terrestre e i custodi del Jing di Gaia e sono un patrimonio da conservare gelosamente.

Venti e Aria – Il Fegato di Gaia
Il ruolo del Fegato nella fisiologia umana è determinante ai fini della giusta e armoniosa ripartizione dell’energia globale. E’ responsabile del corretto fluire dell’energia, presiede alla contrattilità muscolare, immagazzina il Sangue e benefica la vista.

Per quanto riguarda Gaia i responsabili della distribuzione armoniosa dell’energia sono i venti in forma di tempeste, uragani, venti ciclici (Monsoni, Bora, Alisei ed altri). Con la loro forza e la loro superiorità agli ostacoli di superficie, riescono a raggiungere ogni zona dell’intero organismo terrestre ed a dispensare le energie veicolate e consegnate loro da mari e foreste. La presenza di ostacoli od impedimenti determina rafforzamento e l’instaurarsi di condizioni climatiche particolarmente violente. I venti interagiscono con il terreno modificandone vistosamente aspetto e condizioni partecipando al cambiamento ed al rinnovo della vitalità, come avviene da oltre 4 miliardi di anni.

I Rapporti tra sfere organiche terrestri
Le sfere organiche terrestri finora analizzate contraggono tra loro rapporti più o meno stretti e questi rapporti consentono di mantenere la vitalità e la forza energetica dell’intero pianeta. Queste vicendevoli interazioni determinano mutamento territoriale, mutamenti del clima, prevalenze climatiche, fenomeni biologici predominanti e tutto quello che caratterizza questo pianeta. Analizziamoli.

  • Mare e Terra –> Mare e Terra si incontrano ovunque e scambiano tra loro nutrimento, calore, vita. Il mare da ritmo alle cose della terra, modifica, aggiunge, sottrae, sposta. La terra argina, assorbe, contrasta e bilancia la forza del mare assorbendone e appropriandosi della sua forza.
  • Mare, Foreste e Vento –> Mare e Foreste scambiano reciproche energie proprio attraverso il Vento e le Tempeste. Il mare vaporizza il proprio quantitativo energetico verso il cielo ed i venti uniscono questo vapore al QI proveniente dalle foreste e dalla vegetazione per consegnarli alla terra e nutrire tutto il pianeta
  • Mare, Abissi e Magma –> Il rapporto tra mari e oceani, abissi marini e cavità magmatiche è molto, molto intenso. Gli abissi marini contattano le distese oceaniche attraverso un moto ascensionale e discensionale che determina uno scambio di QI (dal basso verso l’alto e viceversa). Il magma delle cavità magmatiche tende a salire in superficie ed a livello delle dorsali oceaniche il contatto tra Cuore e Rene di Gaia si concretizza. Anche a livello dei fondali oceanici dove avvengono eruzioni, il contatto tra le due sfere organiche planetarie si attua. per queste ragioni mare e abissi mantengono vita e salute di questo pianeta.
  • Terra, Foreste e Mari –> I rapporti che intervengono tra terreno, vegetazione e la loro importanza sono di rapida e ovvia comprensione. I nutrienti che vengono prodotti dalla terra, vengono veicolati verso la vegetazione – mediante l’importante apporto dei liquidi – che li unisce al QI cosmico e solare. Al rilascio di questo QI complessivo segue la fusione con il prodotto della vaporizzazione marina che determina la produzione del QI globale che andrà a nutrire ogni singola parte del pianeta. Alla terra ritornerà una quota di liquidi sotto forma di pioggia e umidità atmosferica che verrà rimessa nel ciclo energetico-nutrizionale successivo.
  • Terra, Abissi e Magma –> Di grande importanza sono i rapporti tra terreno, rocce e sabbia con le cavità magmatiche. Il magma che giunge in superficie e trabocca arricchisce sia terreno che rocce e porta energia vitale in superficie. Anche il magma che si trova appena sotto il terreno senza affiorare, riscalda da sotto la terra e determina energizzazione e movimento al manto terrestre anche se questo movimento può determinare gravi conseguenze di superficie come i terremoti.
  • Terra e Vento –> L’azione del Vento sul terreno è di grande evidenza. Le forze delle tempeste e dei forti venti sono in grado di plasmare la terra e le rocce con grande efficacia ed al contempo la terra determina nel vento grandi turbolenze sia attraverso la sua conformazione, sia attraverso la sua temperatura. E’ noto che l’aria fredda a contatto con il terreno caldo riceva una spinta a soffiare con maggior vigore. La terra influenza le correnti eoliche attraverso gole, montagne, colline.
  • Foreste, Abissi e Magma –> Questa è l’associazione meno facile da capire. Il rapporto è indiretto e si comprende pensando che il magma arricchisce il terreno e favorisce la rigenerazione vegetale.
  • Vento e Foreste –> Vento e Foreste sono strettamente in contatto tra loro. Il primo agita la vegetazione e ne dissemina QI e forza riproduttiva. Il Vento veicola il QI terreno e solare consegnatogli dalle foreste e dalla vegetazione e questa loro interazione è fondamentale per l’intero pianeta.
  • Vento, Abissi e magma –> I rapporti tra Vento e gli abissi sono indiretti e si concretizzano nella vaporizzazione marina che veicolata dal vento determina la formazione delle nuvole e la successiva condensazione in pioggia nutriente.

I Canali energetici di Gaia

Gaia, come l’organismo umano, possiede canali lungo i quali l’energia viene convogliata per giungere in ogni luogo del Grande Organismo.

Ci sono canali abbastanza lineari come il Canale Equatoriale, il Canale interpolare, il Canale Periartico e il Canale Periantartico, poi ci sono i canali terreni come le Dorsali Oceaniche e le fratture ad esse correlate.

Vanno poi considerati i Canali eolici entro i quali si sviluppano i venti e i Canali marini all’interno dei quali si espandono le correnti oceaniche e marine.

Questi canali sono estremamente importanti malgrado che lungo il loro percorso possano verificarsi eventi disastrosi e molto violenti. Il coinvolgimento delle energie del pianeta avviene, lungo questi canali, in modo travolgente e determina l’equilibrio e la salute dell’intero pianeta. Lungo questi canali si verificano delle prevalenze energetiche per cui lungo i canali periartici e periantartici prevale lo YIN (Freddo), lungo il canale equatoriale e periequatoriali prevale lo YANG. Lungo le dorsali oceaniche si diffonde l’energia endogena terrestre e lungo i canali eolici e marini si diffondono le energie esogene (solare) e l’energia endogena (marina).Le energie che scorrono nei canali appena analizzati determinano due fenomeni principali:- il bilanciamento tra l’effetto dell’energia peripolare e l’effetto dell’energia periequatorialie. In questo modo YIN e YANG vengono a incontrarsi determinando equilibrio globale sull’intero organismo terrestre;- il movimento rotatorio che si sviluppa a ridosso del canale interpolare che fa da centro all’intero organismo planetario, garantendo alla Terra di armonizzare le proprie energie e di prendere parte al complesso sistemico solare.

 

Assodato che la vita simbiontica sviluppatasi sulla superficie di Gaia è consentita proprio da Gaia stessa e dal suo equilibrio energetico, è altrettanto vero che questa vita di superficie è in armonia con Gaia, ne è dipendente e subordinata allo stesso modo in cui Gaia è dipendente dall’esistenza del Sole e dall’esistenza stessa dell’Universo, non c’è alternativa a ciò.

La vita di superficie si è sviluppata in base agli equilibri ed ai comportamenti di Gaia, quindi assolutamente sintonizzata con essi e viceversa. Dove la vita è stata resa possibile si è sviluppata con forme, funzioni e comportamenti adeguati alla sopravvivenza.

Tra le forme di vita sviluppatesi grazie alle condizioni strutturali ed energetiche del pianeta Terra vi è l’Uomo.

Questi è caratterizzato da capacità e da costituzione straordinariamente differenti da tutta la restante parte degli animali, ed una di queste capacità è quella di ideare, progettare e costruire strumenti e strutture che non sono direttamente collegati alla dotazione naturale. Mentre una scimmia usa uno stelo di pianta per catturare le formiche, l’uomo costruisce un arma fatta di legno e di pietra riuscendo ad affidare a questo strumento utilizzi diversificati; riesce quindi a produrre strumenti compositi e complessi.

Le capacità intellettive nell’uomo si sono applicate e unite a quelle morali e psicologiche generando la complessità stessa dell’essere umano in grado di avere comportamenti e determinare eventi che si ripercuotono inesorabilmente sul pianeta che lo ospita. Intendo riferirmi alle opere architettoniche, alle opere agrarie, alle scoperte ed alle invenzioni, ma intendo riferirmi anche alle mutazioni territoriali derivanti dalle opere dette dianzi, mutazioni che si applicano a fiumi, laghi, bacini, mari, montagne, sottosuolo, terreni; intendo riferirmi all’enorme, insopportabile stress inquinante determinato dalle metropoli, allo sfruttamento delle risorse agro-faunistiche ed altro.

Queste azioni che si dissociano apertamente dal rispetto di una vita “naturale”, hanno innegabilmente delle ripercussioni sia a carico dell’uomo stesso che a carico dell’intero organismo planetario. Occorre infatti considerare il fatto che l’uomo interagisce con la vita di superficie e con il pianeta attraverso due azioni principali : prelevare, immettere, vediamo cosa comportano.

Prelevare

Per la sua sopravvivenza l’uomo preleva dalla Terra enormi quantità di materiali sia in forma di minerali che di forme di vita più o meno complesse. Questo prelevamento fa parte dell’istinto naturale di sopravvivenza per cui l’uomo, per vivere, si vede costretto a prelevare dalla Natura forme di vita, vegetali e animali, che siano in grado di nutrirlo per l’assolvimento delle funzioni fondamentali ovvero crescita, riproduzione, autoprotezione.

Fin quando il prelevamento dall’ambito naturale è compatibile con il mantenimento dell’equilibrio con le altre forme di vita, l’uomo ha un atteggiamento assolutamente equilibrato e “naturale”; quando però lo sfruttamento delle risorse naturali va ben oltre il mero soddisfacimento dell’istinto di sopravvivenza, l’impatto sul pianeta e sulle altre forme di vita è del tutto innaturale.

Portato a concepire il proprio benessere come unico e solo valore raggiungibile, l’uomo ha travisato il concetto di sopravvivenza con quello di agiatezza e abbondanza. A questo si aggiunge che per l’uomo la vita umana va al di sopra di ogni altro valore quindi al di sopra del valore intrinseco alla vita animale e vegetale e persino del valore intrinseco alla vita del pianeta che lo ospita e senza il quale tale sopravvivenza non sarebbe stata resa possibile.

Il prelevamento protratto dall’uomo a carico del pianeta e degli altri ospiti del medesimo è giunto a un livello estremo tale per cui è presumibile che lo stesso pianeta intraprenda le azioni di autoprotezione che caratterizzano un essere vivente e che potrebbero dare avvio a fenomeni brutali a carico di ogni forma vitale presente sulla sua superficie. Non solo, ma nell’atto di difendere se stessa, Gaia potrebbe essere oggetto dei meccanismi di difesa propri di un organismo estremamente complesso come il Sistema Solare che potrebbe attuare, ad esempio, misure drastiche di ripristino primordiale.

Nell’ottica di quanto appena affermato e ricordando i concetti esposti nelle pagine precedenti, si potrebbe ipotizzare che all’origine dell’estinzione dei Dinosauri vi sia stata un azione difensiva intrapresa dal Sistema Solare ai fini di preservare il pianeta Terra dalla enorme e incontrollata crescita di simili rettili in grado di determinare un impatto ambientale non più sopportabile dal pianeta stesso.

L’invio di un asteroide a determinare la più che verosimile scomparsa dei dinosauri può essere interpretata come un meccanismo di riavvio dell’equilibrio superficiale ed il soddisfacimento di condizioni accettabili non solo dal pianeta fatto bersaglio del corpo celeste, ma dell’intero impianto cosmico chiamato Sistema Solare.

L’uomo preleva enormi quantità di strutture terrene sia sotto forma di minerali che di forme di vita vere e proprie. Questo prelevamento portato a livello estremo, si estende a strutture vitali per il pianeta determinando reazioni lente ma inesorabili. Il prelevamento petrolifero, ad esempio, porta via al pianeta quelle sostanze che possiamo ipotizzare appartenere al suo patrimonio YIN e che andrebbero invece preservati per non incorrere negli effetti di tale depredazione ovvero il deficit di YIN che determina la comparsa di sintomi insidiosi, ma devastanti che possono riassumersi in secchezza, surriscaldamento, agitazione.

Vedremo successivamente come si evidenziano sulla Terra questi segni.
Cosa preleva l’uomo esattamente?

tutte forme energetiche appartenenti allo YIN di Gaia.

Il petrolio con il suo colore nero, con la sua dimora in profondità nella terra, con il suo peso, con la sua forte potenzialità energetica è fortemente YIN ed è vitale per Gaia, equilibrando lo YANG che proviene dal Sole e dalle profondità del pianeta, una sorta di “melanina” in grado di proteggere l’interno dalle influenze energetiche esterne e di proteggere la superficie dalle influenze termiche interne.

Il suo incessante prelevamento non fa altro che peggiorare il conosciuto e insidioso riscaldamento planetario.

I minerali fanno parte della struttura terrena, incarnano lo YIN in modo deciso data la loro profonda dimora, la loro durezza, la loro pesantezza, la loro coesione, il loro potere legante (sia in termini relativi alla compattazione della crosta terrestre, sia in riferimento al fatto che i minerali sono pressoché sempre presenti in leghe di vario genere.)

I minerali sono estratti in varie forme e in quantità sempre più rilevanti contribuendo sempre più all’impoverimento dello YIN ed a determinare fenomeni di riscaldamento globale di sempre maggior rilevanza.

Le forme di vita, animale o vegetale, depredate dall’uomo all’equilibrio del pianeta sono così tante che nessuna di esse può seriamente considerarsi salva da tale devastazione e annientamento. Il sacrificio di tanti esseri viventi non è attuato per la sopravvivenza umana, ma odiernamente è spesso attuato per garantire quella opulenza e quel regime di spreco che non hanno alcuna giustificazione.

In ogni caso la depredazione e l’estirpazione di così tanta vita e di tanta essenza vitale determina un impoverimento generale del pianeta e un dilagare della popolazione umana giunta ormai oltre il limite sopportabile dagli altri esseri viventi, pianeta compreso.

Al pari della flora batterica cutanea di un qualsiasi individuo che trova un suo equilibrio tra i vari ceppi batterici, così l’uomo dovrebbe entrare a far parte di quella popolazione vitale del pianeta in grado di autocontrollarsi e mantenere l’equilibrio sistemico. Tuttavia l’uomo tende a prevalere a scapito di altre forme di vita, trasformandosi in un fattore patogeno per il pianeta ed un fattore annientativo per le altre forme di vita.

E’ tuttavia evidente che una grande parte della popolazione umana mondiale, adusa a condurre una vita innaturale, si sia indebolita e mostri una drammatica incapacità di adattamento a condizioni avverse o potenzialmente dannose. L’aggravarsi del fenomeno della infertilità avvertita soprattutto a carico delle popolazioni dei paesi ad alto tenore tecnologico e industriale, è un evidente sintomo di tale indebolimento.

Gli effetti della depredazione di forme di vita vegetali come gli alberi, con l’impoverimento delle foreste, non fa altro che alterare i rapporti che esistono tra correnti atmosferiche e correnti superificiali, causando una mancata dislocazione del QI atmosferico ed una alterazione nella distribuzione dei liquidi veicolati con le piogge. Gli effetti di trattenimento dell’Umidità attuato dalle superfici forestali viene a mancare, determinando un aumento dell’Umidità globale e l’eccesso di Umidità laddove le foreste sono state debellate (città, agglomerati urbani, metropoli).

Deforestare determina alterazione nei rapporti tra QI, Sangue e Liquidi di Gaia ed una alterazione delle forme di vita animale sulla sua superficie, uomo compreso.

Continuare a uccidere animali per usi non primari, causa una alterazione della fauna di superficie per cui si ha prevalenza di forme animali ritenute non importanti (e non nocive) a svantaggio di altre ritenute a vario titolo meritevoli di estinzione o di morte immotivata. E’ plausibile supporre che quando l’uomo avrà raggiunto un numero critico di individui, altre forme di vita animale incorreranno nell’autoestinzione per mancanza di risorse e spazi in cui potere vivere e sarà un fenomeno irreversibile. Non sarà poi sempre possibile supporre cosa quella estinzione determini sull’equilibrio planetario e sulla stessa esistenza dell’essere umano.

Il problema acqua.

L’uomo ha fondato sull’acqua una grandissima parte della sua sopravvivenza. Non solo l’uomo necessita di acqua per sopravvivere (bere), ma necessita di acqua per mantenere costumi sociali non sempre logici e sostenibili.

Milioni e milioni di metri cubi di acqua vengono sperperati per lavare autovetture, per realizzare piscine, acquari, fontane, parchi acquatici inutili (e dannosi anche se belli e divertenti) o per assolvere ad usanze igenico-estetiche di dubbia utilità e necessità (1 o 2 docce al giorno, capelli lavati quotidianamente, lavatrici accese e funzionanti incessantemente per lavare abiti sostanzialmente puliti, ecc.). Questo dimostra un sostanziale disprezzo per le altre forme di vita che pure abbisognano di acqua per vivere.

Devastanti sono poi le scelte, le pratiche e le conseguenze di deviare corsi fluviali, creare bacini idrici, innalzare dihe laddove artificiali laddove la Natura non li aveva previsti, innescando fenomeni atmosferici a lungo termine, difficili da prevedere e controllare.

Devastante è stato l’impatto della diga di Assuan sull’intero ecosistema del mediterraneo e di tutta l’area nordafricana. Cercare di contenere le alluvioni del Nilo, ritenute dannose in modo assolutamente deliberato, non ha fatto altro che alterare meccanismi previsti dalla Natura e attuati con finalità a noi ancora oggi sconosciute.

La costruzione della diga del Vajont avrebbe dovuto insegnare che modificare l’assetto del terreno e dei corsi d’acqua determina eventi non prevedibili o previsti ma sottaciuti per puro perseguimento del profitto economico. La costruzione della megadiga sul fiume YangTze in Cina, avrà ripercussioni climatiche e ambientali sull’intero continente asiatico e le cui conseguenze non sono facilmente prevedibili.

Queste assurde modificazioni della distribuzione idrica a livello continentale provoca deficiti di YIN locale e, a lungo termine, generale. Secchezza, intenso calore, desertificazione e impoverimento delle forme di vita locali, sono effetti ben visibili e conosciuti.

Giunto al culmine del bio-sfruttamento, l’uomo non avrà pù nulla da prelevare che possa soddisfare i suoi bisogni e i suoi capricci ed il pianeta potrebbe non essere più in grado di aiutarlo.

Immettere

Ogni forma di vita presente sulla crosta terrestre preleva materiali per la sua sopravvivenza, ma immette in natura altro materiale trasformato che viene adeguatamente sfruttato da altre forme di vita per continuare a sopravvivere, il tutto al fine di mantenere un delicato equilibrio in cui ogni forma vivente si ritaglia il suo spazio e garantisce quella biodiversità che è poi la ricchezza e il tratto distintivo di questo pianeta.

Se anche l’uomo si limitasse a condurre una vita naturale e rispettosa di questi meccanismi,non arrecherebbe e non riceverebbe danni e la sua esistenza sarebbe assolutamente in sintonia con la vita di questo bellissimo pianeta.

Ma le cose non stanno così.

Ad un prelevamento terribile delle risorse planetarie, consegue un immissione di materiali altrettanto terribile per l’intero ecosistema. Se si trattasse di materiali naturali e gestibili dalle forze del pianeta, si tratterebbe di un problema affrontabile anche a lungo termine, ma la produzione e l’immissione di materiali non naturali e frutto di meccanismi di produzione artificiali, pone il pianeta nella condizione di non essere in grado di rimediare a tante immissioni tossiche, generandosi un problema risolvibile solo a lunghissimo termine e in grado di coinvolgere generazioni umane future anche distanti centinaia di anni.

Cosa immette l’uomo nell’ambiente?

Assumendo che la popolazione umana mondiale sia di 6 miliardi di individui ed assumendo che in media ogni individuo produca 100gr. di feci al giorno e circa un litro di urina, è semplice calcolare che il solo impatto biologico dell’uomo sul pianeta ammonti a circa 6.500.000 tonnellate di escrementi (feci e urine) quotidiani e che il pianeta stesso si trova a dovere smaltire. Se pensiamo che gran parte degli escrementi liquidi umani viene poi smaltita e scaricata nei corsi fluviali che confluiscono al mare, ci rendiamo conto di quale impatto e carico sia la nostra presenza su questa terra. Naturalmente dal novero abbiamo escluso l’impatto biologico della restante vita animale presente sulla superficie terrestre.!

Ogni giorno vengono bruciati milioni e milioni di tonnellate di combustibili fossili e di altro genere per assolvere a funzioni di riscaldamento, mobilità e produzione industriale. Oltre alla produzione di una immensa, incalcolabile quantità di calore che si disperde nell’atmosfera e che prima dell’avvento dell’uso del petrolio non si verificava, occorre calcolare quanto fumo particolato viene riversato nell’atmosfera e che, volenti o nolenti, l’uomo respirerà. Si tratta di centinaia di migliaia di tonnellate che ogni anno vengono immesse nel grande circolo energetico atmosferico andando a coinvolgere ogni singolo posto del pianeta anche se molto distante. Questo fumo permane a lungo nell’atmosfera interferendo nei rapporti tra raggi solari e superficie terrestre.

L’aver privilegiato il consumismo incosciente, ha portato l’uomo a contornarsi e ad usare prodotti “usa e getta” che hanno finito per generare un gigantesco problema di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti.

Involucri, buste, contenitori, strumenti e accessori “usa e getta” sono oggi un problema insormontabile dato il loro non semplice smaltimento e riciclaggio. Falsi allarmi epidemiologici, insulse usanze di impacchettare ogni singolo utensile o accessorio o prodotto, sono alla base della produzione di milioni di tonnellate di rifiuti plastici, cartacei e metallici. Consumare senza preoccuparsi di che fine farà il contenitore di quello che si è consumato, è diventato un problema drammatico la cui soluzione non è più rinviabile.

In una città di un milione di persone in cui solo la metà consumi un caffè al bar al giorno, vengono buttate in discarica, o incenerite, 500.000 bustine di zucchero vuote (assumendo che ogni individuo ne abbia consumata una). Se non vengono incenerite che fine faranno? Quanto tempo ci vorrà perché vengano degradate? Se vengono incenerite, dove andranno i fumi derivati dal loro incenerimento?

Fino a 10 anni fa esistevano le zuccheriere in metallo o vetro che oltre ad essere belle da vedere, avevano un impatto ambientale nullo. Il falso, ingiustificato timore che lo zucchero in queste zuccheriere si potesse inquinare, ha causato il ricorso alle salutari bustine di zucchero. Quanta gente si è ammalata per lo zucchero delle zuccheriere? Quanta gente si ammala per i fumi dell’incenerimento delle bustine di zucchero? Quanti soldi vengono spesi per lo smaltimento delle bustine vuote dello zucchero?

In una società dove l’aspetto estetico risulta essere un valore primario persino nei confronti della propria salute e del proprio benessere, l’uso di additivi, detersivi, sostanze chimiche, farmaci e conservanti ha raggiunto livelli difficilmente valutabili e di dimensioni impressionanti. La chimica ha permeato ogni singolo posto di questo pianeta e tutto per ragioni che quasi mai hanno attinenza a necessità di sopravvivenza. L’importanza data a quello che si vede e non a quello che succede a seguito dell’uso di tali materiali ha finito per devastare fiumi, laghi, mari, interi appezzamenti di terreno, bacini acquatici naturali e non.

Le necessità produttive hanno coinvolto inesorabilmente l’agricoltura e tutta l’ industria al suo seguito per cui milioni di metri cubi di diserbanti, pesticidi, anticrittogamici e antiossidanti vengono riversati sul nostro pianeta per consentire di riempire gli scaffali degli ipermercati di prodotti velenosi!

La Natura, come tutti sanno, ha previsto che in precise stagioni solo alcuni frutti siano pronti per essere consumati. Sono pronti in quel periodo per finalità sconosciute, ma importanti. Eppure l’uomo pensa di essere superiore a queste usanze naturali e ritiene che siano delle limitazioni. Nascono perciò le colture fuori stagione, spinte a suon di concimi chimici, alterazioni genetiche e conservanti disastrosi, il tutto per permettere alla gente di mangiare le ciliege a novembre o le arance ad agosto. Soddisfare i propri gusti non corrisponde sempre a rispettare la propria salute e la Natura!

Il ritmo giorno-notte che scandisce l’andare dei giorni sul nostro pianeta regola le funzioni di moltissimi aspetti della vita e delle funzioni vitali. Dormire di notte ed essere attivi di giorno sono azioni normali, scandite per millenni e sostenute dalle necessità di ritemprare e attivare gli organismi. Come gli esseri viventi necessitano di luce per agire e muoversi, così necessitano di buio e oscurità per riposare.

La luce appartiene allo YANG come il buio appartiene allo YIN, entrambi influiscono sull’organismo umano, animale, vegetale e planetario in modo da consentire attività e riposo. Solo una parte degli esseri viventi è attivo durante le ore di buio e riposa durante le ore diurne, è la loro natura e sono stati concepiti per questi ritmi e questo comportamento. L’uomo per sua natura necessita del buio per riposare e al calare della notte sospende le sue attività biologiche tipicamente diurne, per attivare quelle tipicamente notturne. Tuttavia l’uomo, attraverso la tecnologia, cerca ostinatamente di variare questo corso di eventi giungendo a stravolgere questa natura.

Immensi agglomerati urbani si illuminano proprio quando il buio dovrebbe regnare e consentire la vita e le funzioni vitali che si svolgono in quelle condizioni di oscurità. Quando lo YANG naturale viene accolto dallo YIN, viene generato YANG artificiale innescando una alterazione delle normali funzioni vitali di tanti organismi, compreso quello umano.

Non si tratta solo di considerare il consumo energetico per far luce dove e quando dovrebbe esserci il buio, ma anche di considerare le alterazioni che si determinano a seguito dell’alterazione del normale ritmo luce-buio.

Oggi si fa un gran parlare della questione del surriscaldamento terrestre, è un tema importante, preoccupante. Ma quanta parte ha l’uomo nella genesi della febbre planetaria?

Ogni singolo giorno vengono accesi centinaia di milioni di motori a combustione che generano calore. Decine di milioni di impianti termici vengono attivati per climatizzare gli ambienti, centinaia di migliaia di fabbriche e industrie avviano motori per la produzione e miliardi di punti luce rimangono accesi giorno e notte per illuminare posti che altrimenti sarebbero oscuri e la luce si identifica con il calore, almeno quella prodotta artificialmente. Se ne deduce che la responsabilità umana nell’innalzamento della temperatura planetaria è decisiva e devastante. Non sappiamo come faccia il pianeta a disperdere il proprio calore, ma di certo sappiamo come aumentarlo.

Abbiamo quindi visto le immissioni umane le quali determinano sostanzialmente alterazione dell’equilibrio YIN/YANG del pianeta Terra con prevalenza dello YANG e recessione dello YIN. Non dobbiamo dimenticare che le sostanze tossiche rappresentate da rifiuti e sostanze chimiche, fanno parte del Fuoco Tossico DU, energia patogena molto grave in grado di consumare lo YIN.

Nelle pagine precedenti abbiamo visto la natura vivente di Gaia, i suoi ritmi, le sue connotazioni fisiologiche e quanto soffra per la presenza dell’uomo sulla sua superficie, non ci rimane altro che concludere il discorso relativo a quello che ci riserverà Gaia nel futuro stanti così le cose.

Dal momento che Gaia è un essere vivente immerso in un complesso vivente che si chiama Universo, dobbiamo aspettarci di tutto, anche cose che non conosciamo e che mai si sono verificate in passato e di cui non riusciamo nemmeno a valutarne portata e conseguenze.

Dal momento che Gaia fa parte di un complesso vivente di proporzioni cosmiche e che la sua presenza è necessaria al mantenimento dell’equilibrio dell’Universo intero, quest’ultimo potrebbe intraprendere delle azioni di difesa e preservazione – che non possiamo in alcun caso prevedere e contrastare – al fine di conservare l’equilibrio e la salute dell’intero complesso cosmico.

Quale essere vivente Gaia merita rispetto e finora l’uomo ne ha mostrato ben poco nei suoi confronti ed abbiamo visto come. Non possiamo escludere che Gaia tenti di difendersi dalla condizione di difficoltà in cui l’essere umano l’ha gettata. Non possiamo prevedere attualmente come abbia intenzione di difendere la propria esistenza e dobbiamo considerare, a questo punto, la nostra fragilità.

Non possiamo nemmeno escludere la morte di Gaia, accadimento che sarebbe lo stadio finale di un processo agonico che potrebbe riservarci sorprese amare e a sua volta terminali nei confronti del genere umano.

Non possiamo nemmeno escludere che Gaia abbia meccanismi di riparazione a noi sconosciuti e non sappiamo nemmeno come questi meccanismi intervengano e agiscano per la riparazione ed il ripristino dell’equilibrio. E’ possibile supporre la genesi di organismi in grado di agire da riequilibratori e che potrebbero avere, per il genere umano, effetti devastanti tali da generare miliardi di vittime al fine di riequilibrare i rapporti quali-quantitativi della vita di superficie.

Da quanto scritto dianzi scaturisce un concetto molto semplice e ineluttabile, l’uomo è solo una parte di questo pianeta, è profondamente ignorante nei riguardi della conoscenza di Gaia, è estremamente fragile relativamente ai fenomeni naturali conosciuti e sconosciuti ed ha fretta.

Come risaputo, la fretta è una cattiva consigliera e il volere raggiungere rapidamente traguardi spesso inutili a scapito di un essere di cui non conosciamo quasi nulla, ci espone agli effetti della fretta, della superbia e dell’ignoranza, effetti sempre negativi e disastrosi.

Purtroppo l’uomo è giunto ad un livello di disequilibrio difficilmente rimediabile, ma qualcosa si potrebbe ancora fare, vediamo.

  1. Smettere immediatamente di usare carburanti fossili a fini energetici e privilegiare in modo massiccio l’uso di energia solare, eolica, marina, geotermica. leggi
  2. Smettere immediatamente di consumare senza necessità leggi
  3. Ridurre drasticamente la produzione di rifiuti imponendo a tutta la popolazione il riciclaggio dei materiali leggi
  4. Escludere il denaro da ogni forma di produzione e coltivazione di generi di prima necessità e abolizione immediata del processo di globalizzazione leggi
  5. Proibire la modifica degli assetti territoriali leggi
  6. Ottimizzare lo sfruttamento delle risorse naturali leggi

Sono tutte soluzioni che imporrebbero, se attuate, drastici ed epocali cambi di costume e modus operandi, forti rivoluzioni sociali e inevitabili sacrifici in ogni settore della vita umana. Per queste ragioni e per la deteriore natura umana, ritengo siano inattuabili. Vale comunque la pena esporle ugualmente.

Cambiare fonti energetiche

Occorre stabilire in modo definitivo che fondare la società umana sul consumo di carburanti fossili è errato e da sospendere con la massima sollecitudine [ 1 ]. Si deve sospendere l’estrazione petrolifera immediatamente e, in attesa di quantitativi energetici alternativi adeguati, si deve procedere al consumo di carburanti a basso impatto ambientale e termico come l’alcool etilico, il metano almeno per l’autotrazione [ 2 ].

Si deve procedere immediatamente alla promozione ed alla realizzazione di impianti eolici, termo-fotovoltaici e per lo sfruttamento delle correnti marine, da collocare in ogni area disponibile con caratteristiche consone al massimo sfruttamento di tali fonti energetiche [ 3 ].

Vanno promosse e attuate tutte le iniziative di produzione energetica che utilizzino materiale biologico di scarto (legname) e tutte quelle che sfruttino energia rinnovabile e ad impatto ecologico nullo, spingendo la ricerca al massimo livello per almeno 50 anni.

Cambiare modi e quantità dei consumi

In questo ambito occorre fare uno sforzo morale, intellettivo ed etico di proporzioni planetarie e senza precedenti. Occorre ridurre i consumi al minimo, annientando gli sprechi e privilegiando il risparmio con incentivi economici di rilievo per singole famiglie, comunità e popolazioni. Se non è possibile o attuabile in via propositiva, occorre attuarla in modo impositivo. Le popolazioni devono attuare comportamenti votati al risparmio energetico ed alla ottimizzazione dei consumi per cui vanno assolutamente privilegiati, premiati e incentivati tutti coloro che attuano il riciclaggio degli strumenti, degli accessori e dei prodotti, la differenziazione dei rifiuti, lo sfruttamento massimo delle dotazioni e degli strumenti, il risparmio energetico, la ideazione di sistemi di conservazione dei prodotti e delle risorse. Occorre disincentivare la politica dell’usa e getta con tassazioni e aumenti di prezzo di rilevanza assoluta.

Vanno premiate e incentivate tutte le attività imprenditoriali che fondano il proprio profitto sulla prestazione di servizio piuttosto che sulla vendita di materiali e strumenti (Servizi di refrigerazione, di riscaldamento, di telefonia, di trasporto, di stoccaggio, di multimedialità e di informazione).

Occorre procedere allo smantellamento dei grandi centri commerciali per ridare ai singoli la possibilità di avviare attività commerciali decentrate favorendo quindi il ricorso, da parte degli acquirenti, ai mezzi di trasporto pubblico e a mezzi di trasporto elettrici o non inquinanti (bicicletta). Occorre quindi tornare a fare shopping avendo il piacere di passeggiare senza dover ricorrere alle automobili per raggiungere il MegaStore.

Occorre assolutamente disincentivare la produzione e il consumo di ortaggi e frutta fuori stagione e deprimere la loro importazione in modo da calare il traffico delle merci deteriorabili, in modo da evitare l’uso di additivi chimici per la conservazione di tali alimenti e per portare la gente a riconsiderare i propri rapporti con la Natura

Imporre la conservazione e il riciclaggio

E’ imperativo tornare a conservare gli utensili e riutilizzare tutto quello che può servire a contenere, trasportare, coprire, proteggere e custodire, mortificando il deleterio uso di sacchetti e involucri usa e getta. Va incentivato l’uso di materiali biologici come carta e derivati. Va privilegiato il vetro che deve essere tutto riciclato e va incentivato il consumatore a restituire il contenitore di vetro con il pratico metodo del riscatto in denaro tale per cui la restituzione del contenitore determini la restituzione della cauzione pagata per il contenitore stesso. Gli involucri di metallo vanno tutti riciclati con l’obbligo e l’incentivazione alla restituzione con il metodo descritto dianzi.

Contenitori di legno e derivati vanno tutti restituiti o conservati per proseguire il loro impiego anche privatamente. Va incentivato con sgravi fiscali allettanti l’uso di strumenti e accessori propri adibiti al trasporto ed allo stoccaggio che rispondano, naturalmente, ai requisiti imposti dalla legge.

Cambiare economia

Lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, la produzione di milioni di tonnellate di rifiuti e la pressione inquinante esercitata sul pianeta sono attuati oggi ad un solo scopo, produrre denaro gestito da poche persone per le loro personali ricchezze. E’ fondamentale, vitale annientare questo procedimento per ridistribuire la ricchezza e consentire un rallentamento in certi procedimenti che ammalano il pianeta e l’uomo. Lo si deve fare a colpi di rivoluzioni, proteste globali, boicottaggio progressivo di merci e prodotti di singole industrie con una progressione via via in aumento in modo di indurre produttori e gestori a calare i prezzi o a sospendere la produzione di oggetti dannosi o innaturali o inutili. Si devono boicottare duramente ipermercati, centri commerciali, prodotti evidentemente dannosi, articoli scontati o a basso costo (in quanto risultato di una predazione selvaggia di forme di vita o di meccanismi di produzione insicuri e dannosi all’ambiente e alla Natura) [ 4 ].

Si deve dire subito “No Globalizzazione” e boicottarla con ogni mezzo disponibile. Chi produce dei beni deve offrirli non imporli. Ad ognuno deve essere garantita la gestione autonoma della propria economia in modo che possa gestire al meglio le risorse naturali che possiede, senza stravolgerle o stressarle.

Occorre evitare il concentramento commerciale. Oltre che determinare un impatto ambientale locale con l’innalzamento di megacentri commerciali inquinanti e assurdi, si determina il fenomeno per il quale le popolazioni usano le automobili per raggiungere questi colossi commerciali aumentando l’impatto inquinante su intere regioni. Le migrazioni commerciali danneggiano tutti, esercenti e clienti.

Occorre tornare ad avere orari di apertura dei negozi tali per cui l’acquisto delle merci sia regolamentato in modo rigoroso, con opportuni orari di apertura e chiusura che inducano l’utente a fare compere in modo conscio e ponderato, il tutto al fine di circoscrivere gli sprechi [ 5 ].

Conservare il territorio

Vanno attuati tutti i mezzi per reprimere l’inquinamento territoriale con incentivi a chi preserva il territorio e con pene severissime per chi ne causa un deturpamento ed una alterazione. Devono essere cestinati tutti i progetti che prevedano stravolgimenti territoriali importanti come deviazione dei corsi d’acqua, abbattimento di montagne, deforestazione, costruzione di megacentri commerciali o residenziali, traforo di montagne, costruzione di bacini idrici ecc.. Vanno invece favorite tutte quelle iniziative che mirano a valorizzare il territorio ed alla coabitazione biodiversificata.

Deve essere estirpata la malaerba della edilizia finanziaria tale per cui le abitazioni sfitte o disabitate per più di tre mesi all’anno, vanno abbattute, il terreno bonificato e devoluto al verde pubblico. Si devono studiare e attuare tutte quelle misure che consentano la coabitazione economicamente ed energeticamente conveniente con l’attuazione di soluzioni energetiche di grande efficacia e di minimo impatto ecologico (centrali foto-termo-voltaiche, sfruttamento idrico ottimizzato con ogni mezzo e soluzione). Si deve incentivare la vita all’aria aperta e la comunione umana.

Siamo consci che quanto ipotizzato è destinato a rimanere una ipotesi, ma riteniamo che siano i percorsi giusti per cercare di salvare un pianeta e la vita umana. Se anche non fosse questa la soluzione, potremmo almeno dire di averci provato.

Purtroppo l’uomo ha mutato i propri valori in funzione di ottenere una ricchezza personale che lo acceca nei riguardi delle sue effettive sorti che il pianeta morente gli riserverà.

Non nascondiamo il nostro pessimismo al riguardo di come andrà a finire, ma riteniamo che se ognuno facesse un piccolo sforzo per cercare di capire quanto illustrato nelle pagine precedenti, forse potrebbe capire anche quanto sia importante e bello potersi identificare in uno dei tanti fratelli di Gaia, il pianeta che vive!


Note esplicative

Nota [1] : In modo da conservare quel poco che è rimasto di una sostanza utile al pianeta e per impedire un ulteriore inquinamento atmosferico con i prodotti di scarto di questa sostanza. Si otterrebbe un immediato calo delle polveri sottili atmosferiche e si eviterebbero anche pericolosi effetti sul terreno ed un miglioramento dell’impatto termico.

Nota [2] : Questi carburanti, che impegnano meno risorse di quelle necessarie all’estrazione ed alla lavorazione del petrolio, determinano in ogni caso un inquinamento decisamente inferiore permettendo al contempo di non dover agire in modo drastico sulla tecnologia dei motori che oggi equipaggiano le autovetture. Si otterrebbero dei vantaggi anche dal punto di vista economico a livello planetario spingendo paesi poveri alla coltivazione delle canne da zucchero per la produzione di alcool etilico da trazione, incentivando lavoro e progresso. La ricchezza sarebbe quindi spalmata su tutte le popolazioni che sarebbero portate a desistere da migrazioni pericolose e potrebbero affrancarsi dal proprio status socio-economico. Questo naturalmente garantirebbe ad ogni singolo paese una propria autonomia o l’accesso al libero mercato che invece con il petrolio rimane a tutt’oggi in mano a pochissime persone.

Nota [3] : Questo per ottimizzare il rendimento di simili impianti. Paesi notoriamente sottoposti all’azione del sole sarebbero quindi incentivati alla produzione, alla gestione ed all’amministrazione di questa importante fonte energetica, stipulando accordi vantaggiosi per tutti. Ogni popolo potrebbe divenire indipendente dal punto di vista energetico ed essere portato a calare drasticamente i consumi di carburanti, favorendo ricerca e sviluppo nella direzione del maggior sfruttamento delle energie pulite.

I paesi sottoposti a incessanti correnti eoliche e marine potrebbero sfruttare adeguatamente queste energie ridistribuendole a bassissimo costo a regioni meno soggette a queste forme di energia. E’ plausibile prevedere che un adeguato sfruttamento di correnti marine, eoliche e dell’energia solare sia in grado di fornire energia a tutta la popolazione mondiale a costi irrisori e con un impatto ambientale prossimo allo zero.

Nota [4] : I prodotti a basso prezzo, specie se alimentari, sono per lo più ottenuti con il massacro e l’annientamento di animali e vegetali in quantitativi osceni, sottoposti poi a lavorazioni minime da parte di operai e personale sfruttato e sottopagato in nazioni e industrie senza scrupoli. Oltre all’ingiustizia di simili procedura, e va anche della salute del consumatore che potrebbe ricevere un danno da prodotti malconservati. Dato che si tratta di prodotti di importazione, il loro consumo determina aumento dl traffico internazionale, inquinamento e arricchimento altrui.

Per i prodotti non alimentari rimangono le considerazioni fatte dianzi, prodotti insicuri ottenuti sfruttando delle persone e il lavoro infantile, prodotti spesso inutili e fatti per soddisfare la sete di consumismo dei popoli ricchi.

Nota [5] : Avere gli ipermercati aperti fino a tardi è solo fonte di consumi energetici. Se fossero ben regolamentati e la chiusura coincidesse con il calare della sera, si risparmierebbe energia, si emetterebbe meno calore e si indurrebbe la popolazione a cercare nuovi ritmi al proprio lavoro ed una nuova distribuzione degli orari di lavoro che privilegino l’essere umano, non solo la produzione. Si eviterebbe anche il fenomeno della migrazione commerciale in ore in cui dovrebbe tornare la calma e offrire una notte serena a tutti.

One thought on “Gaia, lo YIN e lo YANG

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: