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Meglio pazzo che stupido!

La Crisi e il Debito

Io non mi occupo di economia.
Il mio unico interesse nei suoi riguardi è quello di percepire uno stipendio e spenderlo nel modo più oculato possibile per non sprecarlo.
La seconda parte del mio interesse riguardante l’economia, è il cercare di aumentare l’introito di denaro e di farlo legalmente, perché non sono un ladro.
Credo che il 90% dei miei lettori faccia più o meno le stesse cose senza preoccuparsi di altro. Insomma siamo disinteressati a ciò che riguarda l’economia, siamo quindi ignoranti in merito a: denaro, economia, sistema bancario e debito pubblico. Questa ignoranza ci lascia costernati e inermi al cospetto di questa crisi economico-sociale.
Ricordatevi di queste due parole: ignoranza e disinteresse. Vi torneranno in mente, spero, alla fine di questo lungo post.

Anche io, come la maggior parte di voi, vivo con apprensione e un pochino di angoscia l’attuale stretta finanziaria, ma devo ammettere che non ho capito bene o non ricordo precisamente quando sia cominciata. Sono, come voi, intristito dalle storie di miseria umana e materiale, dai mesti suicidi di chi ritiene la morte come unica soluzione e sono, come voi, incazzato con i politici passati, presenti e futuri, perché accetto il luogo comune – e comodo – secondo il quale se le cose vanno male, è colpa loro, unicamente loro. Non riesco, e mi fa comodo non riuscire, a pensare al fatto che anche io possa essere coinvolto in questa megatruffa, ma non come vittima, come complice truffatore. Mi ripugna il dover credere di essere un disonesto, eppure lo sono, come voi.

Questo mio piccolissimo contributo al risveglio di coscienze e persone, deriva da una lezione online che ho visto su YouTube e tenuta dal Prof. Cesare Padovani ricercatore di Struttura della Materia del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila.

1. Cosa sta’ accadendo?

Quello che appare agli occhi della maggior parte dei comuni cittadini e che viene sbandierato dai normali e pilotati canali di informazione è che:

  • il denaro circola meno e costa sempre di più
  • le imprese chiudono e il lavoro viene a mancare
  • il costo della vita aumenta nonostante i proclami di tagli alle tasse e sgravi fiscali
  • la politica fa finta di risolvere il problema
  • molta gente si suicida, o si da’ all’accattonaggio
  • per molte famiglie si paventa il cataclisma della miseria

Questi fenomeni sono strettamente connessi tra loro, ma pochi vedono questi collegamenti e pochissimi sanno capirne le ragioni.
Ecco quindi il primo concetto da immagazzinare e da tenere sempre in mente:
L’attuale situazione economico-sociale non è un caso. È un fenomeno con precisi scopi ed è stato voluto.
Sembra pazzesco, immorale, criminale, ma è la pura, semplice, banale verità.

2. I personaggi

Comincio questo capitolo con altri concetti da tenere bene a mente e non dimenticare mai:

a) Lo Stato italiano non può creare denaro in modo autonomo

b) Il denaro circolante non è dello stato e tantomeno dei privati cittadini

c) La Banca d’Italia non è una istituzione dello Stato, ma un ente privato

Nella nostra società ci sono due soggetti principali:

  • Il Sistema Bancario (SB)
  • La Comunità (COM)

2.1 Il Sistema Bancario

Cos’è il SB?

In linea di principio è l’insieme delle banche. Questo insieme è composto da Banca Centrale e Banche Commerciali. Le prime creano denaro nelle sue varie forme (banconote, monete, titoli, ecc.). Le seconde prestano e muovono denaro nei confronti di Stato e privati cittadini (imprese, privati, enti).

Cosa fa il SB?

Crea denaro e, a diversità del passato dove il valore del denaro era legato a ricchezze e valori reali e tangibili (oro), lo fa dal nulla, senza controlli e ad un costo legato unicamente ai processi di stampa e conio. Ma più importante di tutto è che…il SB è l’unico che possa creare denaro sul pianeta Terra!!!

A cosa punta il SB?

Il SB è stato creato da singole persone ricche che puntano ad arricchirsi ancora di più. Il SB punta alle ricchezze della COM.

Chi c’è dietro al SB?

I ricchi, i potenti, le lobbies, i gruppi industriali, enti e Gruppi dalle intenzioni più o meno buone (Vedi Gruppo Bilderberg)

2.2 La Comunità

Cos’è la Comunità?

La comunità è l’insieme dello Stato, dei privati cittadini, delle imprese, degli enti, delle scuole e dei gruppi industriali

Cosa fa la COM?

Principalmente la COM produce ricchezza attraverso il lavoro. La ricchezza è rappresentata da beni (case, strade, parchi, quartieri, strumenti) e servizi (scuola, sanità, previdenza, trasporti, ecc.).
Certamente la COM non può creare denaro in modo autonomo.

A cosa punta la COM?

Al benessere pubblico (compito dello Stato e dei singoli cittadini) e privato (compito del privato cittadino e che deriva anche dallo stesso benessere pubblico) attraverso la ricchezza.

Chi c’è nella COM?

Nella COM ci sono tutti i cittadini, gli enti, i gruppi, ricchi e poveri…e ci sono anche coloro che stanno ai comandi del SB.

2.3 I rapporti tra SB e COM

Il SB e la COM interagiscono in modo molto semplice:
il SB presta denaro alla COM affinché possa produrre ricchezza e benessere. Il SB presta questo denaro applicando un interesse in varia percentuale. Quanta debba essere questa percentuale è deciso unicamente dal SB.
Cosa comporta questo?
Supponiamo che lo Stato chieda in prestito denaro al SB per costruire un nuovo tratto ferroviario (vi giuro che non volevo riferirmi alla TAV, al Ponte sullo Stretto, all’Alta Velocità!). Diciamo che ha bisogno di 10 miliardi di euro.
Il SB è subito pronto ed eccitato a fornire questo denaro (non fatevi ingannare dalla cifra enorme del prestito, ricordate? Il SB può creare denaro quando e quanto ne vuole, senza controlli, dal nulla e a costo risibile) e applica un interesse, supponiamo dello 0.25%.
Il fenomeno diabolico è che lo Stato non potrà mai garantire quello 0.25% al SB perché lo Stato non può creare quello 0.25%. Il debito diventa quindi inestinguibile.
È come se io prestassi un libro di 100 pagine ad un tizio e pretendessi che fra un mese me lo restituisca con 5 pagine in più; pagine che però lui non è autorizzato a stampare e non può farlo.

Ma i rapporti tra SB e COM sono molto più intimi e perversi.
Come detto il SB è gestito da persone, di solito ricchi e potenti (ma non famosi o conosciuti anzi, pochi sanno che faccia abbiano), ma da anni anche da politici o persone che l’informazione pilotata spaccia come politici. Essi in realtà sono solo degli affaristi, dei pedoni che il SB dispone sulla scacchiera della enorme, globale partita a scacchi tra SB e COM.
Questi politici, opportunamente addestrati e ben pagati, vengono piazzati al posto giusto ed iniziano a fare il gioco del SB. Creano un clima di disperazione e di livore, oppure creano un clima di spensieratezza, di giocosità, di lustrini e feste per sviare l’attenzione su ciò che viene pianificato e messo in atto. [12]
Questi politici sponsorizzati dal SB creano l’ambiente giusto affinché tutta la COM creda che meglio di così non possa andare, che questo è l’unico modo per andare avanti. Non solo, ma questi personaggi fanno si che la stessa popolazione sofferente diventi complice del SB e sia portata a svendere la propria ricchezza e felicità al SB stesso.
Il SB ed i suoi scagnozzi messi nel palazzo, apprezzano più un popolo ignorante e svogliato che un popolo coinvolto e libero. L’ignoranza diventa quindi una cella carceraria dove cercare di vivere credendo che di meglio non si possa avere.

3. Il meccanismo perverso

Come descritto al capitolo precedente, il SB presta denaro alla COM applicando un interesse, sapendo che la COM non potrà pagare l’interesse. Perchè non può pagarlo?
Semplice, quel denaro non esiste!
Quando il SB bussa alla porta della COM a ritirare il malloppo – più l’interesse – cosa succede?
Succede che il SB preleva la ricchezza vera della COM (ricordate, i beni e i servizi) e lo fa in diversi modi. Prelevando le risorse naturali (petrolio principalmente e fonti energetiche), ad esempio. Non solo ma avendo piazzato i suoi pedoni nel palazzo dei singoli stati, avvia un programma di privatizzazione dei servizi, di svendita dei beni dello stato, intensificando l’azione mediatica con falsi proclami di modernizzazione, miglioramento delle condizioni di vita ed altre fesserie di vario genere, ma molto credute dalla popolazione ubriacata da una TV spazzatura che annienta il suo cervello.

Un altro fenomeno curioso e criminale si verifica nello stesso momento in cui avviene la svendita dei beni della COM.
Come detto in precedenza, lo Stato ha chiesto al SB una cifra M di denaro e sa che deve pagare un interesse che non potrà mai essere onorato. Infatti se lo Stato pagasse l’interesse, la stessa cifra M chiesta in prestito si ridurrebbe. Per mantenere la cifra M e pagare l’interesse lo Stato può fare due cose sole:

  1. pretendere nuove tasse
  2. effettuare tagli alla spesa

Questo ha un effetto ancora più terribile a carico della COM. Vediamolo.
I servizi pubblici tagliati per tentare di ripianare il debito, vengono offerti da privati ad un costo elevato che il cittadino paga con grandi sacrifici (doppio lavoro, risparmi e rinunce). Chi sono questi privati che offrono quei servizi tagliati dallo Stato? Provate ad indovinare!
A questo prelievo forzoso/volontario, si aggiunge il prelievo forzato sotto forma di nuove tasse o di tasse vecchie e camuffate (vi giuro che il riferimento alla TARES, alla TARSU ed all’IMU non è da me voluto!).
Camuffate si, ma non certo di costo inferiore, anzi.

Si comprende come i tagli e le nuove tasse abbiano un effetto facilmente prevedibile: il costo della vita diventa presto insostenibile.
Le fasce meno abbienti della COM possono percorrere due vie:

  • il taglio drastico al proprio tenore di vita (vi giuro che il riferimento al calo dei consumi è del tutto casuale!)
  • svendere i propri beni, come l’oro di famiglia (vi giuro che il riferimento ai vari COMPRO ORO è del tutto fortuito!)

Il calo dei consumi ha questa scaletta di effetti:

  1. calo della produzione da parte di imprese che, per offrire i propri prodotti, aveva chiesto prestiti al SB
  2. il calo della produzione crea licenziamenti
  3. i licenziamenti creano persone senza lavoro
  4. le persone senza lavoro non possono pagare i servizi di cui hanno necessità, ma soprattutto non possono pagare le tasse
  5. per adempiere agli obblighi di cittadinanza le persone senza lavoro svendono quello che hanno
  6. la svendita non solo non aumenta il loro benessere, ma crea peggioramento della loro povertà
  7. la svendita dei beni dei meno abbienti consente al ricco di acquistarli a poco prezzo
  8. questo commercio conveniente aumenta la ricchezza dei già ricchi

Provate ad indovinare chi sono questi ricchi.

L’altro meccanismo adottato dallo Stato per ripianare il debito (a favore del SB e dei suoi uomini messi al governo dello Stato stesso) è quello di invogliare i ricchi cittadini privati ad investire il proprio denaro in Cambiali, detti anche Titoli di Stato (i BOT, ad esempio). Va da se che si tratti di una truffa nella truffa. Questi aguzzini che investono nelle Cambiali Statali acquistano un debito e credono di guadagnarci ed in effetti il guadagno l’avranno a loro tempo, ma ottenendo un solo effetto, indebitare ulteriormente lo Stato che non farà altro che accanirsi nuovamente sulla popolazione più debole.

4. Come si fa a provocare una crisi?

Il SB punta alla ricchezza della COM. I ricchi che sono al vertice del SB vogliono arricchirsi ancora di più. Quindi devono creare i presupposti e le condizioni per cui la ricchezza della COM venga drenata nel loro portafogli. Come hanno fatto a scatenare l’inferno economico in cui ci stiamo bruciando?
La spiegazione è molto ben illustrata da David Icke, autore del libro “The Biggest Secret“, riassumiamolo:

  1. Prima fase:
    • il SB getta la lenza, ovvero mette in circolazione molto denaro e per farlo abbassa molto i tassi di interesse e concede molti prestiti. È la parte del ciclo che si chiama Boom
    • vista l’abbondante quota di denaro in circolazione, questo fa molti passaggi, generando grande attività economica
    • si crea lavoro e venendo speso sempre più denaro, la domanda aumenta
    • le aziende quindi contraggono altri prestiti per avere denaro fresco e aumentare la produzione
    • la gente ha fiducia e spende, comprando immobili, auto, facendo vacanze, ecc., accendendo mutui
  2. Seconda fase:
    • ritira la lenza alzando i tassi di interesse
    • meno persone contraggono mutui e i criteri per concedere prestiti sono più rigorosi
    • poiché i tassi di interesse sono più elevati, la percentuale più ampia dei redditi individuali è destinata a pagare gli interessi e non rientra in circolo per l’acquisto di beni
    • all’improvviso c’è meno denaro in circolazione e vengono acquistati meno prodotti
    • le aziende vedono diminuire i profitti, a tagliare posti di lavoro ed a chiudere i battenti
    • la gente perde il lavoro e non riesce più a pagare il mutuo
  3. Terza fase:
    • l’amo viene tirato fuori dall’acqua
    • aziende e cittadini finiscono sul lastrico
    • il SB entra in possesso della vera ricchezza (immobili, terreni e beni portati a garanzia)

5. Perché tutto questo?

Questo perverso gioco al rialzo, che vede soccombere la parte veramente ricca dei due giocatori, perché è stato creato e portato avanti? Perché volere la sofferenza e la morte di milioni di uomini?
È una domanda interessante, ma dalla risposta tremendamente difficile. Proverò a dare le mie risposte e vi prego di non darle per scontate o per vere, sebbene io creda siano alquanto verosimili.
A mio modo di vedere il gioco è stato creato, perfezionato e portato avanti per tre ragioni principali:

  1. Potere
  2. Divertimento
  3. Cattiveria

e un concetto non esclude gli altri due. Non è così difficile che un potente usi la sua cattiveria per divertirsi.
Sembra poco? A me sembra che basti.

Avere il potere di decidere se un popolo possa sopravvivere o debba essere sterminato, può essere divertente e certamente cattivo. Usare il potere economico per pilotare un intero pianeta di schiavi, può rimuovere dalla noia chi ha troppo e non trova altri scopi nella vita se non quello di vedere soffrire gli altri.
Essere il burattinaio è certamente più affascinante che essere il burattino. Fare il pastore è forse una condizione più altolocata di quella delle pecore.
Come dicono i mafiosi: “Comandare è meglio che fottere!”

Nel cercare di capire chi vuole comandare il mondo, mi sono imbattuto in tanti argomenti, fantastici, realistici, veri e comprovati, come gli Illuminati, il Nuovo Ordine Mondiale, il Gruppo Bilderberg, BigPharma, il Signoraggio bancario ed altri. Non sto’ qui a tediarvi con tutti questi argomenti, Wikipedia potrà rispondere a questa necessità, ma non consultate la versione italiana della Grande Enciclopedia, essa offre informazioni parziali e filtrate; impiegate piuttosto quella inglese, molto più vasta e completa.
Non sapete leggere l’inglese? Imparatelo, oggi non è più una scelta, è un dovere!

In ogni caso vorrei sottoporre alla vostra attenzione un documento, trovato nel web, che analizza il secondo dopoguerra. Sembra una analisi inutile ed un po’ vecchia, ma le radici della situazione attuale risalgono proprio ad allora ed è bene quindi non dimenticarle. Se c’è una cosa che i “Signori del Denaro” sperano più di ogni altra cosa è che la gente dimentichi presto tutto quello che ha subito e visto e noi, finora, abbiamo esaudito il loro desiderio in modo del tutto inatteso persino a loro stessi!
Cercherò di riallacciarmi ai concetti dei capitoli precedenti per farvi capire come le cose non sono state provocate a caso, ma che per ogni catastrofe non naturale c’è sempre dietro il criminale SB e che per ogni disastro naturale, il SB ha pronta la sua “cura” che, badate bene, non allevia le sofferenze dei colpiti, ma la sete di ricchezza e potere di chi è già ricco.
Cercate di leggere tra le righe di questa analisi storica e mettetevi nei panni di chi ha cercato di sfruttare il momento, per cercare di arricchirsi e impadronirsi non solo di cose materiali, ma dell’intera umanità.

Buona lettura 🙂

IL SECONDO DOPOGUERRA
La Seconda guerra mondiale:

  1. Causò un CROLLO DEMOGRAFICO senza precedenti; [1]
  2. Provocò enormi SOFFERENZE alle popolazioni occupate;
  3. Generò SPOSTAMENTI di popolazione (per fuggire alla guerra o forzatamente);
  4. Ebbe COSTI ECONOMICI enormemente superiori rispetto alla prima; [2]
  5. Gli eserciti avevano combattuto per veder trionfare la propria IDEOLOGIA: la democrazia per gli Alleati [3], il totalitarismo per le potenze dell’Asse (Germania e Italia). Questo aveva reso la Seconda guerra mondiale una guerra TOTALE (che aveva portato anche ai campi di sterminio) [4].

Il dopoguerra in Italia

Dopo cinque anni di guerra, combattuti per ventidue mesi sul territorio nazionale, l’Italia era in rovina. L’invasione di eserciti stranieri, le deportazioni, i bombardamenti, avevano provocato lacerazioni disastrose e lutti senza fine. I morti erano stati oltre 400.000 e gli italiani gettati dalle varie vicende belliche fuori dai confini nazionali (ad esempio prigionieri di guerra) più di un milione e mezzo. I danni materiali erano ingenti: città in rovina, ferrovie dissestate, la rete viaria rischiosa, la produzione industriale ridotta a un terzo di quella d’anteguerra. Mancavano energia elettrica, carburante e materie prime. L’agricoltura e il patrimonio zootecnico erano stati colpiti duramente. Una delle prime conseguenze fu che tra il 1939 e il 1945 il costo della vita aumentò di 25 volte.

Tra i danni lasciati dalla guerra vanno calcolati anche quelli territoriali: il Trattato di pace, firmato il 10 febbraio 1947, causò il passaggio dell’Istria alla Iugoslavia (per alcuni anni anche di Trieste). Il 5 giugno del 1944, mentre le divisioni alleate entravano in Roma liberata, Vittorio Emanuele II aveva affidato al principe ereditario Umberto la luogotenenza generale del Regno. Allo stesso tempo il maresciallo Badoglio aveva presentato le dimissioni dal governo da lui presieduto mentre, d’intesa con i CNL e gli alleati, si era formato un ministero guidato dal socialista riformista Ivanoe Bonomi. L’atto più importante di questo governo fu il decreto (25 giugno 1944) che stabilì che a guerra conclusa sarebbe stato indetto un referendum per la scelta della forma istituzionale dello Stato.
A guerra finita, nel ’45, la scena politica italiana era dominata da tre grandi partiti di massa:

  • AL CENTRO la Democrazia cristiana (DC), il cui segretario politico era Alcide De Gasperi; i suoi principi erano: il rispetto della tradizione e della morale cattolica, l’opposizione al marxismo [11] e un moderato riformismo sociale;
  • A SINISTRA il Partito Comunista Italiano (PCI), il cui leader era Palmiro Togliatti; raccoglieva i membri di quei gruppi che durante la guerra avevano resistito al fascismo. Era finanziato dall’Unione Sovietica e in breve tempo diventò il più grande partito comunista de mondo occidentale;
  • A SINISTRA il Partito Socialista Italiano (PSI), i cui leader erano Pietro Nenni (rappresentava la corrente rivoluzionaria filosovietica) e Giuseppe Saragat (che rappresentava i riformisti filoamericani).

La DESTRA era occupata da piccole formazioni come il Movimento sociale italiano (MSI), fondato da ex-fascisti, e il Partito monarchico, destinato a una vita breve e litigiosa.
Alla fine del 1945 De Gasperi fu eletto presidente del Consiglio e mantenne questo incarico fino al 1953. Egli adottò una linea moderata e accentuò una politica economica liberista. Le sue scelte politiche piacquero molto agli Stati Uniti, che concessero all’Italia una maggiore autonomia politica e immediati aiuti economici [5].
Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale, con il quale il popolo italiano dovette scegliere se vivere in una Monarchia o in una Repubblica. Si recarono alle urne per la prima volta nella storia italiana anche le donne, che avevano finalmente ottenuto il diritto di voto. Il referendum fu favorevole alla repubblica, che venne scelta dal 54,3% dei votanti. Dopo questo fatto, il re Umberto II lasciò l’Italia.
Contemporaneamente si svolsero le prime votazioni politiche per eleggere l’Assemblea costituente, cioè i deputati che avrebbero dovuto redigere la nuova Costituzione. Vinse la Democrazia Cristiana e, oltre a comporre la maggioranza in parlamento, scelse il nuovo capo dello Stato: Enrico De Nicola. I lavori dell’Assemblea costituente si svolsero in un clima di concordia e si conclusero nel dicembre del 1947; la nuova costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
Nasceva, cosi, la repubblica italiana: democratica e parlamentare, incentrata sulla separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario).

  • Il potere legislativo è affidato a un Parlamento, diviso in Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.
  • Il potere esecutivo è esercitato dal Governo, guidato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che deve basarsi sul voto di fiducia della maggioranza parlamentare.
  • Il potere giudiziario è attribuito a giudici ordinari, nominati per concorso ed inamovibili.

Limitati sono i poteri del Presidente della Repubblica, che viene eletto ogni sette anni dal Parlamento.
In questi anni, il Paese rafforzò l’appartenenza al blocco occidentale, aderendo alla NATO e impostando la propria economia sul liberismo e sull’iniziativa privata.
Durante un lungo periodo di pungenti scontri sociali con i sindacati, ci fu un attentato ai danni del segretario comunista Togliatti: nel luglio del 1948 fu ferito da un giovane di estrema destra, scatenando una violenza reazione popolare che portò il Paese sull’orlo della guerra civile. Anche il centrismo di De Gasperi cominciò ad entrare in crisi, perché scontentava tutti gli schieramenti politici.

Il miracolo economico
Gli anni ’50 e ’60 furono contraddistinti in Italia dal progresso del sistema produttivo e da un’intensa estensione industriale che raggiunse l’apice con il cosiddetto boom economico, tra il 1958 e il 1962. Questo grande aumento fu reso possibile soprattutto dal basso costo del lavoro, che consentì all’Italia di essere competitiva sui mercati esteri, in particolar modo quelli integrati nel Mercato Comune Europeo [6]. Il miracolo economico causò cambiamenti radicali nella società italiana, grazie all’espansione dell’occupazione, soprattutto nei settori industriale e nel terziario: crebbe infatti il reddito pro-capite e milioni di famiglie italiane si fornirono, per la prima volta, di elettrodomestici e di automobili.
Il vertiginoso sviluppo industriale era alimentato anche dai contadini del Sud e del Nord-Est, che abbandonavano le campagne per trasformarsi in operai. Tuttavia, questa grande migrazione interna verso le città causò la loro crescita tumultuosa e incontrollata: il cosiddetto boom edilizio. Così furono procurati danni seri e permanenti all’ambiente italiano, che furono aggravati dalla scelta di investire solo nelle autostrade, trascurando le ferrovie, e di non spendere i soldi per la difesa del suolo. [7]
Alla prosperità economica, alla quale contribuì notevolmente anche l’industria del turismo, si accompagnò una profonda trasformazione dello stile di vita. In particolare le donne, grazie alla meccanizzazione dei lavori domestici, cominciarono a disporre di tempo libero e lo impiegarono per accrescere la loro presenza nel mondo della cultura, della politica e del lavoro.

Il ’68, “l’autunno caldo” e la politica italiana negli anni ’70

Il quadro politico rimase piuttosto instabile nel corso della seconda e della terza legislatura repubblicana (1953-63) e fu dominato dalla DC, che governò da sola o in coalizioni comprendenti altri partiti centristi. Dopo il tramonto di De Gasperi, l’uomo di governo fu il democristiano Amintore Fanfani, più volte Presidente del Consiglio. Fanfani si assunse il compito di preparare una svolta nella politica italiana, cercando di avvicinare i socialisti all’area di governo. I successivi governi Fanfani intrapresero quindi questa via e con le riforme scolastiche, come l’istituzione della scuola media unica, che innalzò l’obbligo scolastico a 14 anni, e nazionalizzando l’industria elettrica, che fu affidata nel 1962 all’ENEL (Ente nazionale per l’energia elettrica). Nel dicembre 1963 Aldo Moro varò la fase del “centro-sinistra organico”, formando il primo governo con la partecipazione diretta di ministri socialisti. Il rallentamento dello sviluppo economico costituì, però, un ostacolo ad un’azione di riforma da parte dei governi del centro sinistra, che si succedettero sotto la guida di Moro fino al 1968.
Con gli appoggi esterni del PSI, la Democrazia Cristiana continuò a caratterizzare la politica italiana, fino alla metà degli anni ’70, seguendo la via stabilita con i governi Andreotti e Moro.

Le principali innovazioni nella politica italiana vennero però dall’accresciuta partecipazione della società civile [8], che si aprì nel 1968 con l’esplosione della protesta studentesca, caratterizzata da una radicale contestazione dei rapporti politici sociali dominanti. Gli anni ’70 furono, quindi, un’epoca di acuti scontri politici tra le generazioni e tra i gruppi sociali, diffondendo una forte matrice di terrorismo ideologico.
Il momento più significativo fu vissuto nel corso del cosiddetto “autunno caldo” del 1969, che fu caratterizzato da un’ondata di scioperi operai, i cui protagonisti furono soprattutto gli strati meno qualificati, e più numerosi, della classe operaia del Nord. Quelle manifestazioni avevano come obiettivi quello di superare le tradizionali rivendicazioni sindacali su salari ed orari di lavoro e di puntare invece al problema di una trasformazione dei rapporti di lavoro in fabbrica: una evoluzione della democrazia politica, in senso partecipativo.
I lavoratori ottennero nel 1970 una nuova legge, lo Statuto dei lavoratori, che ridusse il potere decisionale dei datori di lavoro sui dipendenti. Il nuovo clima di partecipazione politica e di progressismo facilitò l’introduzione di numerose altre innovazioni sociali e nel campo dei diritti civili, quali la liberalizzazione degli accessi universitari e le riforme del sistema carcerario e manicomiale.

La stagione delle lotte operaie e della modernizzazione della vita sociale e politica del paese vissuta negli anni ’70, fu contrastata dall’attività ribelle della destra neofascista e dei servizi segreti deviati [9], che misero in atto un disegno, mirante a destabilizzare l’ordinamento democratico, denominato “strategia della tensione” o “terrorismo nero”.
Il primo atto di questa strategia fu la strage del 12 dicembre 1969 in Piazza Fontana a Milano, quando una bomba uccise 17 persone. Senza dimenticare altri attentati e stragi come Piazza della Loggia a Brescia (1974), ne quella della stazione di Bologna (1980). Negli stessi anni alcuni settori estremisti della sinistra extraparlamentare diedero vita al cosiddetto “terrorismo rosso”, finalizzato all’abbattimento rivoluzionario dello Stato borghese.
La più decisa ed organizzata formazione terrorista dell’estrema sinistra italiana fu quella delle Brigate rosse (BR) protagonista di una sequela di brutali ferimenti e omicidi. L’azione dei brigatisti fu imitata da numerose altre organizzazioni clandestine analoghe, e venne giustificata sul piano ideologico anche da alcuni gruppi studenteschi, che nel 1977 diedero vita ad una ripresa esasperata e violenta del movimento giovanile.
Il momento di massima tensione tra lo Stato e il terrorismo rosso si ebbe nel 1978, a seguito del rapimento del presidente della DC, Aldo Moro. In cambio della liberazione dello statista le BR chiesero di trattare direttamente con lo Stato, ma il governo e la maggioranza delle forze politiche sì opposero ad ogni apertura verso i terroristi: Moro venne allora barbaramente ucciso dai brigatisti.
Dopo l’omicidio Moro, crebbe l’isolamento politico dei terroristi e dei loro simpatizzanti, e assunse maggiore risolutezza l’azione repressiva dello Stato, coordinata efficacemente dal generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. Fu inoltre varata una legislazione speciale che consentì la riduzione delle pene ai terroristi che collaboravano alla giustizia e l’inasprimento del regime carcerario per gli intransigenti, che contribuì nel corso degli anni ’80 allo smantellamento delle principali organizzazioni eversive.

Il dopoguerra nel mondo

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa dell’Unione Sovietica liberò il campo di concentramento di Auschwitz, sulla cui entrata vi era scritto “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi), facendo emergere in tutto il suo orrore l’Olocausto del popolo ebreo. Attraverso le terribili immagini immortalate dagli operatori sovietici, il mondo intero venne finalmente a conoscenza dell’agghiacciante sterminio di milioni di ebrei. Le immagini riprese al campo di Auschwitz e quelle degli altri campi liberati dai soldati americani e britannici (Mauthausen, Bergen-Belsen, Treblinka, Dachau, Buchenwald ed altri) vennero mostrate al Processo di Norimberga, rappresentando la più schiacciante e sconvolgente prova contro i crimini nazisti.
L’idea di processare i criminali nazisti venne ufficializzata quando i ministri degli Esteri di Gran Bretagna, USA e URSS si incontrarono a Mosca; qui venne emanata una dichiarazione importante, la quale prevedeva, tra l’altro, che i criminali di guerra tedeschi fossero puniti per una “decisione comune” degli Alleati. Questa decisione comune fu discussa a Londra, a partire dal giugno 1945. L’accordo firmato l’8 agosto (Accordo di Londra) istituiva il Tribunale Militare Internazionale che doveva processare i principali criminali del nazismo.
I processi di Norimberga furono in realtà tredici ma quello che più attrasse l’opinione pubblica mondiale fu il primo, quello fatto ai ventuno alti gerarchi nazisti superstiti: i comandanti militari, gli esponenti del partito ed i responsabili del lavoro forzato e del genocidio.
I capi nazisti, i “vinti”, erano sul banco degli accusati nelle vesti di imputati; i “vincitori” (USA, Francia, Gran Bretagna ed URSS) erano invece nelle vesti di giudici e della pubblica accusa. I capi di imputazione erano quattro:

  1. Cospirazione, e cioè la preparazione di un piano comune per commettere gli altri tre crimini;
  2. Crimini contro la pace, per aver diretto guerre d’aggressione contro altri Stati, scatenando la seconda guerra mondiale;
  3. Crimini di guerra, per aver compiuto una serie di violazioni del diritto internazionale bellico contenuto nella Convenzione dell’Aja, per esempio attraverso i trattamenti disumani nei confronti di popolazioni civili e prigionieri di guerra;
  4. Crimini contro l’umanità, per aver commesso atti di estrema atrocità nei confronti di interi gruppi etnici (il genocidio degli ebrei d’Europa).

Il 30 settembre si arrivò al giudizio ed il giorno dopo, il 1 ottobre 1946, ci fu la sentenza. Furono pronunciate undici condanne a morte; altri furono condannati all’ergastolo o a vent’anni di reclusione. La data delle esecuzioni era prevista per il 16 ottobre; il giorno prima Goring (ideatore della “soluzione finale”) si suicidò con una capsula di cianuro. I cadaveri degli alti gerarchi nazisti, compreso quello di Goring, furono cremati e le ceneri vennero sparse in un fiume imprecisato della Germania.

Nuove superpotenze

La conseguenza principale del conflitto fu il declino degli stati europei e l’emergere di due superpotenze: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. I primi erano l’unico Paese uscito indenne dalla guerra (pur considerando i 220 000 soldati caduti), con un apparato industriale intatto e cresciuto enormemente durante il conflitto [10]. Nel 1945 la produzione industriale americana costituiva i due terzi della produzione mondiale. Inoltre, gli USA disponevano di un’arma, la bomba atomica, che garantiva loro una netta supremazia militare.
L’Unione Sovietica uscì dalla guerra con un forte prestigio politico e militare, che le derivava dal ruolo decisivo nella sconfitta del nazifascismo, ma con un apparato produttivo semidistrutto: la produzione industriale, nel 1945, era inferiore del 40 rispetto a quella del 1940.
Ma tutti i paesi europei si trovavano nel 1945 in condizioni drammatiche: inflazione elevata, penuria di generi alimentari, necessità di ricostruire strade, ferrovie, fabbriche. Da una parte un’economia americana che sovrabbondava di beni, dall’altra un’Europa ridotta alla fame.
Il Piano Marshall (dal 1948 al 1952) fu lo strumento principale con cui gli Stati Uniti aiutarono l’Europa a sopravvivere e poi a ricostruire le proprie strutture produttive. Si tratta di un piano di 13 miliardi di dollari, che vennero destinati all’Europa, con un triplice fine:

  • rimettere in moto l’economia europea;
  • garantire anche lo sbocco alla enorme quantità di prodotti americani che rischiava di provocare un’altra crisi di sovrapproduzione, come nel 1929;
  • accrescere la potenza americana in Europa

Attraverso una politica di aiuti massicci, gli Stati Uniti legarono a sé i governi dei diversi stati, condizionandone le scelte e la collocazione a livello internazionale. Gli accordi monetari di Bretton Woods, nel 1944, sancirono il primato del dollaro, come mezzo di pagamento internazionale, al posto della sterlina (ancora oggi il petrolio si paga in dollari). La creazione del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca mondiale (istituzioni nelle quali il peso americano è preponderante) garantirono agli USA il controllo e la direzione del mercato mondiale.

La “guerra fredda”

Sul piano politico il fatto più rilevante del secondo dopoguerra fu la creazione di due blocchi politico-militari contrapposti, facenti riferimento agli USA ed all’Unione Sovietica. L’alleanza contro le potenze dell’Asse (Germania, Italia e Giappone) restò in piedi fino al 1945: ad essa seguì la rottura e l’inizio della
“guerra fredda” (l’espressione è di un giornalista americano), cioè lo scontro-confronto politico ed ideologico tra due sistemi di alleanze, che erano anche due diversi modelli politici, economici e culturali.
Russi comunisti ed occidentali democratici avevano perso il loro nemico comune, che era il loro vincolo comune.

  1. Da una parte il “mondo libero”, formato dagli Stati Uniti e da tutti i paesi che gravitavano nell’orbita americana, accomunati dalla stessa economia di mercato, da sistemi di governo democratico – liberali e dall’appartenenza al Patto Atlantico della NATO, l’alleanza militare siglata da 12 paesi nel 1949.
  2. Dall’altra il “mondo comunista”, formato dall’URSS e dai paesi dell’Europa liberati dall’Armata Rossa, nei quali vennero insediati governi comunisti “amici” dei sovietici, accomunati dallo stesso tipo di economia pianificata, da sistemi di governo a partito unico, e dall’appartenenza al Patto di Varsavia, l’alleanza militare creata nel 1955, in risposta all’entrata della Germania Federale nella NATO.

Le cosiddette “aree calde” del conflitto Est-Ovest furono:

  1. la Germania, divisa in quattro zone d’occupazione nel 1945 e poi organizzata in Repubblica Federale e Repubblica Democratica nel 1949.
  2. Berlino, che nel 1948 divenne occasione di uno scontro tra occidentali e sovietici a seguito del blocco operato da questi ultimi; nel 1961, per fermare l’emorragia di profughi verso la parte occidentale, il governo sovietico fece erigere il famigerato Muro (durato fino al 1989).
  3. La Corea, che era stata divisa in due stati (separati dal 38° parallelo), il Nord sotto un governo comunista filosovietico, il Sud sotto un governo filoamericano. Nel 1950, a seguito di un’invasione da parte dei nordcoreani, intervennero gli Stati Uniti (su mandato dell’ONU) e la Cina. La guerra durò sino al 1953 provocando un milione e mezzo di vittime e nessun cambiamento territoriale.

Il blocco di Berlino nel 1948 e la guerra di Corea tennero il mondo con il fiato sospeso, alimentando il timore di una terza guerra mondiale. Ma la prospettiva di una distruzione reciproca (nel 1953 anche l’URSS ebbe la bomba H ed i missili per trasportarla) scongiurò la guerra, creando una sorta di “equilibrio del terrore”.

Una delle conseguenze più importanti di questo confronto fu la corsa agli armamenti da parte di USA e USSS e la vendita di armi ai paesi interessati.
La “sfida” militare e tecnologica (pensiamo alla corsa allo spazio) che gli USA imposero all’URSS divenne a lungo andare insostenibile per il regime sovietico. Le enormi spese militari impedirono all’Unione Sovietica di destinare risorse al miglioramento delle condizioni di vita dei propri cittadini e condannarono le economie dei paesi “satelliti” ad un ruolo inferiore, quasi da “colonie”. Tra il 1964 e il 1984 le spese militari dell’URSS aumentarono ogni anno di circa il 5% e questa fu certamente una delle cause principali del tracollo sovietico. Si può poi quasi affermare che la “guerra fredda” fu una moderna guerra di religione.
Il confronto tra i due sistemi assunse i toni di una vera e propria “crociata”: nei paesi del blocco comunista (al di là della cortina di ferro, come la definì Churchill) ogni dissenso e ogni protesta vennero bollati come reazionari e “al servizio del’imperialismo”, ogni alternativa al modello sovietico divenne un “tradimento”.
Negli USA e nei paesi amici la “minaccia del comunismo” [11] assunse i toni di una vera e propria “caccia alle streghe”.
In America, dal 1950 al 1954, il senatore McCarthy scatenò una violenta campagna contro tutti i sospetti comunisti, creando liste di proscrizione di migliaia di cittadini. Diecimila funzionari furono esonerati; registi cinematografici, attori, scrittori, uomini politici vennero inquisiti e molti di loro, con l’infamante accusa di essere comunisti, “spie della Russia”, non poterono più lavorare.
A livello internazionale gli Stati Uniti fecero dell’anticomunismo il pretesto per costruire sistemi di alleanze che servissero da barriera contro le mire espansionistiche dell’URSS. In America Latina, in nome dell’anticomunismo sostennero persino veri regimi dittatoriali (come ad esempio quello di Pinochet in Cile nel 1973).

La decolonizzazione

Tra le conseguenze-eredità della seconda guerra mondiale va segnalata la decolonizzazione. L’indebolimento delle due maggiori potenze coloniali, Francia ed Inghilterra, mise in moto il processo di emancipazione di intere aree del globo, in Asia e in Africa: dall’India nel 1947, all’Algeria nel 1962, al Vietnam nel 1975, a gran parte dei paesi africani negli anni Sessanta.
Infine, anche i paesi dell’Europa occidentale, pur rimanendo nell’ambito dell’alleanza atlantica e dell’economia di mercato, cercarono una loro strada, per sviluppare le proprie potenzialità economiche e politiche, e per trovare una alternativa autonoma nei confronti delle grandi potenze. Fu così che nel 1949 si formò il Consiglio d’Europa e nel 1957, con il Trattato di Roma, nacque la CEE, Comunità economica europea.

La storia dei decenni successivi mostra un ulteriore rafforzamento di questo sistema di strozzinaggio e non sto’ a farla lunga. Leggete un po’ di storia degli ultimi 40 anni e vedrete che tutto sembra più chiaro e coerente.

6. L’uscita

Dopo le lunghe argomentazioni di cui sopra tiriamo le somme:

  1. Il denaro viene creato dal SB, dal nulla, senza controllo e a costo risibile. Il SB è l’unico autorizzato a farlo;
  2. Il denaro attuale non è legato a coperture come un tempo. L’attuale denaro è solo carta che ha un valore legato ai costi per la sua stampa/conio. Dietro ad una banconota da 50 euro non c’è nulla e non è convertibile in oro. Nel 1971 Nixon sospese la convertibilità del dollaro in oro;
  3. La Banca Centrale Europea non è una istituzione statale degli stati europei, ma presta soldi agli stati;
  4. Il denaro serve per produrre la ricchezza vera (beni e servizi);
  5. Il denaro viene concesso alla COM ad interesse ad una percentuale decisa ed applicata unicamente dal SB;
  6. Il debito dato dall’interesse non potrà mai essere estinto. Il debito pubblico è un debito eterno;
  7. La ricchezza vera prodotta con il denaro, viene risucchiata dal SB;
  8. La COM si impoverisce ed ha bisogno di altro denaro, aumentando il proprio debito e impoverendosi sempre più;
  9. Il SB è protetto dalla politica, che è esercitata dagli uomini che sostengono e creano il SB stesso;
  10. Il SB è attualmente al governo dei singoli stati, Italia compresa;
  11. Il SB ci ha ridotto a schiavi che lavoreranno per sempre, sempre più e sempre peggio, per alimentare la brama di ricchezza del SB;
  12. Il SB è attualmente ad un passo dal poter determinare le sorti dell’intera umanità e dal poter costituire un unico governo mondiale.

Lo scenario è attualmente apocalittico. Per alcune nazioni europee la situazione è così grave che i bambini vengono mandati a scuola anche per poter racimolare un pasto giornaliero, in alcune realtà nemmeno quello (vedi Grecia e Spagna). In alcune nazioni il SB sta’ per procedere al prelievo forzato di denaro dai C/C dei singoli cittadini (Portogallo). In Italia, la politica sta’ continuando a strozzare i singoli cittadini, senza però dare esempi di moralità e oculatezza economica.
Mediamente il cittadino italiano è intossicato da una TV ignobile e da una informazione parziale, insignificante, disinformativa e priva di contenuti attendibili e reali. Diciamo che le prossime mosse del SB sul governo e sulla popolazione italiana, possono passare nella pressoché assoluta condiscendenza e tolleranza e gli italiani si atteggeranno non solo a vittime, ma si renderanno persino complici e sostenitori della loro stessa schiavitù.

Quest’ultima mia affermazione è la chiave di quanto è accaduto, sta’ accadendo ed accadrà.
Il disinteresse e l’ignoranza non sono una scusa per potersi lagnare dell’attuale situazione e per ciò che ci aspetta.
Ignoranza, disinteresse, disonestà sono le tre qualità negative che contraddistinguono un intera popolazione, quella italiana. Sfruttandole, i politici attualmente al governo e quelli che li hanno preceduti, hanno potuto fare quello che è sotto gli occhi di tutti. Ho già scritto in merito a questo e lo ribadisco fino allo stremo.
Grazie alla triade comportamentale italiana la politica è diventata un postribolo di puttane, l’economia un gioco d’azzardo, la scuola un insulsa istituzione, la povertà un dato di fatto e l’apatia sociale un fiore all’occhiello. I “Signori del Denaro”, come li ha chiamati il professor Padovani, hanno trovato un terreno fertilissimo in questa nostra Italia in stracci.

Nessuno, tra gli italiani, si è chiesto il perché delle opere pubbliche inutili? Nessuno che si sia chiesto le ragioni delle nostre guerre sostenute bellamente, pur essendo l’Italia un paese che ripudia la guerra? Nessuno che si sia chiesto perché la scuola non serva più a nulla? Perché gli anziani lavorano e i giovani no?
Nessuno a cui venga in mente di chiedersi il perché tante lotterie, tanti gratta e vinci, tante vendite finanziate?
Evidentemente queste domande se le sono poste troppo poche persone e le cose stanno andando come si vuole che vadano.

Come se ne esce da questo inferno?
Prendo a prestito (senza interesse!) le parole del Prof. Padovani che dice: “Non a breve termine!”. Lui ha avanzato l’ipotesi che ci vorranno dai 50 ai 100 anni per riparare questo disastro.
Si tratta di un sistema di potere talmente ramificato e compenetrato nella società, da aver infestato la nostra mente, il nostro modo di vivere.
Si tratta di vedere quali siano le responsabilità e non è sufficiente addossare tutta la responsabilità sulle spalle dei politici, perché questi sono stati eletti e da chi?
Dal popolino, a cui è imputabile ignoranza, disinteresse e connivenza. Nella COM non ci sono solo santi e persone oneste, ma ci sono soprattutto persone disoneste e rapaci che sperano e tentano di lucrare, di trarre vantaggio economico da questo sistema. Coloro, non tutti spero, che hanno votato Berlusconi (che è stato spalleggiato da partiti legati al SB, ma che hanno fatto finta di essergli contro – come il PD) hanno probabilmente pensato che “siccome si è arricchito lui, lui farà ricchi anche noi!”. È stato un errore clamoroso, gigantesco.
Quelle persone hanno pensato solo per se, hanno abbandonato la COM – pur continuando a viverci dentro – per pensare solo ad accumulare più denaro o trovare un modo per farlo. Non si sono accorte che non hanno fatto altro che creare più debito, più povertà, più ricchezza per i già ricchi.

È necessaria una ristrutturazione mentale, una revisione profonda dei nostri valori, delle nostre paure e delle nostre conoscenze. Dobbiamo re-impadronirci del concetto vero di comunità, non di comunismo si badi bene, ma di comunità. Pensare di salvarsi da soli è impensabile e inattuabile perché anche tagliando le spese e cercando di aumentare gli introiti, non si fa altro che creare povertà che alla fine colpirà anche il singolo.
Il cercare di diventare ricchi in termini di denaro rafforza il sistema e così anche il cercare di lucrare sulle disgrazie altrui. Il sistema infatti si basa sulla ignoranza delle persone, ma anche sui sentimenti profondi di avidità.
Eleggere un avido, un ladro, un pappone, dimostra inequivocabilmente che nel proprio animo si hanno sentimenti identici ed il comportamento non sarà da meno.
Occorre cambiare il target da raggiungere e trasformarlo da “benessere mio” in “benessere nostro”.

Questo discorso farà storcere il naso ai molti ignoranti che vedono la parola comunismo laddove io non l’ho nemmeno accennata. Le persone pensano che lavorare per tutti equivalga a precipitare nell’oscurantismo sovietico, pensano di dover essere soggiogati da un nuovo Stalin, ma non è così.
Anzitutto occorre tornare ad una moneta sovrana, non stampata dal SB, ma dallo Stato stesso che, va ricordato, è l’insieme dei cittadini. Questa moneta sarà davvero la moneta di tutti i cittadini ed ognuno di essi, guardando il proprio biglietto potrà serenamente dire: “È mia!”, ora non lo può dire e di fatto non è. Con la stampa di stato del denaro, lo Stato stesso non si indebita, ma potrà investire in beni e servizi per i propri cittadini.
Per evitare di chiedere nuovo denaro al SB, in attesa di giungere alla moneta sovrana, i cittadini possono offrire gratuitamente il loro impegno per migliorare beni e servizi locali. Questo creerà coscienza, voglia di fare cose fatte per bene e soprattutto ogni cittadino vorrà bene a ciò che ha creato per tutti, in quanto tra i tutti c’è anche egli stesso.

Tuttavia è oltre le mie capacità pensare a soluzioni percorribili e credibili per invertire quanto ho avuto l’onore e il piacere di illustrare, grazie alla magnifica lezione del Prof. Padovani.
Quello che mi premeva era di portarvi a conoscenza di come stanno le cose in questa nazione di ignoranti (coloro che non sanno) e svogliati.
Spero di esserci riuscito 🙂

7. Links utili


  • [1]: Oggi ci sono degli studi e delle ipotesi in cui si annuncia che “i padroni del mondo” vogliano determinare la morte di almeno 3 miliardi di indivisui e che questo possa avvenire per fame e guerre. L’ipotesi è agghiacciante, ma lo stesso presidente Nixon, il criminale, avviò uno studio di fattibilità. Questo porterebbe ad un riequilibrio finanziario ed allo sterminio di individui economicamente inutili; Vedere:
  • [2]: Interessante un documento ritrovato nel web, che descrive quanto segue:
    • Molti uomini sono andati in guerra – le donne hanno preso il loro posto. Questo ha avuto un effetto a lungo termine sulle libertà femminili, sebbene ogni guadagno sembrò evaporare una volta che gli uomini tornarono a casa e le donne furono costrette a tornare in cucina. Eppure, molte leader delle libertà femminili del 1860 hanno iniziato la loro carriera lavorativa durante la guerra
    • C’è stata un crescita mostruosa dell’industria delle armi – altre industrie (ad esempio quella edile) è rimasta in sospensione
    • C’è stata una grande enfasi sulla produzione di cibo – Dig for Victory
    • Razionamento – principalmente di petrolio
    • Scarsità di lavoratori – in base alla Protected Occupations i lavoratori chiave dell’industria non vennero chiamati alle armi e l’Essential Works Order (1941) consentì al governo di coscrivere la popolazione a svolgere specifici lavori. Naturalmente dopo la fine della guerra, queste persone furono rispedite a casa creando disoccupazione
    • Il governo prese il controllo dell’economia
    • I massicci debiti contratti dal governo con il SB si accumularono
    • Molti uomini furono mandati a lavorare nelle miniere
    • Distruzione delle industrie – nel 1945 l’Inghilterra ha perso il 12% della capacità produttiva
    • Le distruzioni causate dai bombardamenti creò il bisogno massiccio di case dopo la fine della guerra
    • Interruzione del reclutamento e formazione dei lavoratori – il che ha avuto un effetto negativo per lungo tempo sulla qualità dei prodotti e dei manager
    • Ci sono stati molti progressi tecnico-scientifici, che hanno avuto forti effetti negli anni a venire (computer, antibiotici, DDT, motori a reazione)
    • Crescita del potere sindacale dei lavoratori
    • La Conferenza di Bretton Woods (1944) ha messo a punto il Fondo Monetario Internazionale che cerca di evitare una nuova depressione economica mondiale.
  • [3]: Il concetto di democrazia effettivamente apparso ed esercitato nel dopoguerra, fino ai giorni nostri, è che gli USA dispongono dell’ultima parola su ogni tema politico-economico-militare e le organizzazioni di governance internazionale sono di fatto in mano al governo degli Stati Uniti e per estensione al sistema SB, nella fattispecie la Federal Reserve. Non sono necessarie prove documentali per capire che le cose stanno in questo modo;
  • [4]: Vedi questa pagina di Wikipedia Inglese. Tutti i paesi coinvolti hanno, a vario titolo, avuto a che fare con il SB sia prima che dopo la guerra
  • [5]: Il Piano Marshall ha effettivamente aiutato l’Italia a riemergere economicamente da un baratro molto profondo e buio. Ma gli interessi sono stati molto alti. Anzitutto l’appoggio americano alla DC, ha condannato questo paese alla dipendenza dalla Chiesa e all’impiego di una filosofia politica garantista e assistenziale, che ha causato una costante arretratezza scientifica, tecnologica, politica e sociale. Il debito contratto con gli americani ha permesso a questi ultimi di includere sul territorio italiano svariate basi militari e numerosissimi funzionari militari e non solo, influenzando direttamente le scelte politico-economiche che ci comprimono ancora adesso e che fanno degli americani i veri padroni della penisola. La sudditanza agli USA si è poi mostrata palese in diversi frangenti (Ustica, Cermis, partecipazione a due guerre di occupazione in Afghanistan ed Iran, supporto logistico agli attacchi USA alla ex-Jugoslavia, partecipazione “consigliata” alla prima guerra del golfo, attacco alla Libia, liberazione della Sgrena);
  • [6]: Nel MEC l’Italia partecipò con la propria moneta che, all’epoca, aveva un valore forte, valore determinato dal SB. In Italia il denaro venne infuso in grandi quantità e le condizioni migliorarono. Nacque e si diffuse il pernicioso fenomeno della cambiale che favori il commercio ed il benessere dei cittadini, ma ne causò pure l’indebitamento. I prestiti ad interesse, contratti dallo Stato con la Banca d’Italia, fecero presto innescare il fenomeno del prestito inestinguibile e le condizioni di benessere economico cedettero il passo ad una forte stagnazione che ebbe il suo culmine negli anni settanta.
  • [7]: L’abuso edilizio è stata ed è una piaga infettiva che ha travolto l’Italia. La cementificazione selvaggia, l’appropriazione indebita, le concessioni immorali, i privilegi e gli appalti hanno mosso e muovono una quantità di denaro di difficile quantificazione, ma che porta vantaggi solo ed esclusivamente ad un soggetto, il SB. L’edilizia creativa muove denaro, incentiva l’indebitamento e crea il falso convincimento di possesso. Ogni mattone che viene usato per creare un edificio (pubblico o privato) è in realtà mancante di una percentuale di materia, è più debole e meno resistente. Sono state costruite case e immobili già destinati a crollare (con o senza gente dentro) sotto il peso del SB.
  • [8]: Le caratteristiche economico-sociali degli anni settanta sono state: la riduzione del tasso di crescita, le difficoltà nel mantenere l’equilibrio della bilancia dei pagamenti, lo squilibrio nei conti pubblici e l’inflazione. L’economia italiana risentì di due shock: i conflitti sindacali degli anni sessanta e l’esplosione dei prezzi del petrolio nel 1973-74.
    Con le tensioni e gli scioperi dell’autunno caldo del 1969 ebbe termine il lungo periodo di stabilità delle relazioni industriali. Il conflitto sociale del 1969 fu una risposta alla rapidità e alla complessità dello sviluppo economico italiano. In poco tempo si era passati da condizioni prevalentemente agricole a un’industrializzazione diffusa con flussi migratori dal Mezzogiorno verso il triangolo industriale del Nord-Ovest del paese, ma anche verso altre nazioni europee, e con un aumento del tasso di urbanizzazione.
    L’Italia era caratterizzata dal basso costo e dall’ampia disponibilità di manodopera poco qualificata; la tecnologia dei manufatti industriali non era avanzata. Parte della produzione di beni e servizi era opera di imprese pubbliche (azione di salvataggio di imprese private in crisi).
    I primi anni sessanta videro tentativi di sviluppo: nazionalizzazione dell’energia elettrica del 1962, azione dello Stato nell’economia sotto forma di interventi diretti e di programmazione delle attività private (falliti).
    L’apertura internazionale dell’economia mise in luce come condizioni di lavoro molto disagiate si associassero a retribuzioni basse. Le lotte sindacali che chiusero gli anni sessanta, particolarmente aspre nell’industria manifatturiera, cambiarono quest’ultimo aspetto: crescita delle retribuzioni del lavoro dipendente, riduzione dell’orario di lavoro contrattuale, introduzione con lo Statuto dei lavoratori di limitazioni per le imprese in materia di licenziamenti e di organizzazione interna del lavoro. La politica sindacale era volta a ridurre i differenziali salariali tra le diverse qualifiche: il punto unico di contingenza comportava aumenti uguali per tutti e inferiori per i redditi più alti.
    Agli aumenti salariali non corrispose però un uguale incremento della produttività e ciò determinò, insieme alla crisi del sistema monetario e all’esplosione del prezzo del petrolio, una spinta inflazionistica elevata.
  • [9]: I servizi segreti deviati italiani sono stati tutti notoriamente finanziati dalla CIA e quindi dal governo americano, in funzione di destabilizzare le strutture democratiche che, con l’imminente alleanza tra DC e PCI, avrebbe potuto creare problemi agli stessi USA ed alla NATO. Di quali danni si parla? Ovviamente di danni economici per il SB che di certo non vede di buon occhio comunismo, socialismo e democrazia diretta dal popolo. Il SB si nutre del concetto di privato, di possesso, di denaro e di credito/debito.
  • [10]: Gli USA non venendo toccati dalle distruzioni, che invece devastarono l’intera Europa e la vicina Unione Sovietica, si trovarono nella condizione di maggior favore economico e militare. Furono in grado di finanziare qualsiasi progetto e ricerca e poterono prestare soldi a chi ne aveva bisogno, riuscendo quindi a mettere piede in qualsiasi nazione colpita dalle distruzioni. Una posizione che poté garantire l’impunità finanziaria e l’aggressività economica per il tempo a venire, fino al sorgere delle attuali economie cinese e indiana.
  • [11]: Il comunismo, nella sua filosofia non contempla l’economia di mercato, ma una economia sociale dove il ruolo delle banche e della proprietà privata tocca il minimo possibile. I “Signori del denaro” del SB hanno spaventato intere generazioni sul pericolo comunista e ottenuto l’effetto unico possibile, il giogo economico per miliardi di individui e l’attuale situazione planetaria, le numerose guerre e le interminabili devastazioni. Il SB bancario ha potuto sfruttare uno dei sentimenti più deteriori dell’essere umano, l’avidità;
  • [12]: Le 10 regole per il controllo Sociale
    L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

    1. La strategia della distrazione – L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
      La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza”. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
    2. Creare il problema e poi offrire la soluzione – Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
    3. La strategia della gradualità – Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ’80 e ’90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
    4. La strategia del differire – Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.
    5. Rivolgersi alla gente come a dei bambini – La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).
    6. Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione – Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…
    7. Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità – Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).
    8. Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità – Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.
    9. Rafforzare il senso di colpa – Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!
    10. Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca – Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

    Noam Chomsky

Scarica il PDF: crisi-e-debito-pubblico

2 thoughts on “La Crisi e il Debito

  1. Caro Giorgio l ‘ analisi è impeccabile. La domanda che mi pongo spesso è : da cosa scaturisce la voglia sfrenata e insaziabile di potere? Uno volta che hai ” il tutto” e che governi ” il tutto” , cosa altro potrai pensare di possedere. Mi viene in mente Willy il coyote che una volta catturato il pennuto Beep Beep si chiese : e ora ? Cosa faccio?

  2. Ciao Giorgio, bravo, articolo bellissimo; Sull’analisi storica ci sarebbero da fare dei ritocchini (BR, Aldo Moro), forse lasciate così volutamente, ma la tua analisi è perfetta.Se si esaminasse la storia nei suoi cicli e ricicli, scopriremmo che la musica e la stessa. Penso sia necessario aggiungere un’altra dimensione di lettura della realtà: in fondo, come già fatto notare, una volta ottenuto tutto il potere e tutte le ricchezze, cosa fai? Dove vai? Ricominci il gioco cattivo daccapo? C’è altro, c’è molto altro, ma è difficile da dire…. Come dicevo, la musica è la stessa…. e se anche i musicisti fossero gli stessi? In fondo, hai citato David Icke, per fare un nome. Alla prossima….. Vania

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