B[log]3

Meglio pazzo che stupido!

Undici Settembre

Premessa

Quello che pubblico in questa pagina è quanto pubblicai a fine 2003 nel mio sito, al riguardo di quella grande menzogna che si chiama 11 settembre 2001.
Sono passati undici anni e proprio ieri si è commemorata quella data, con un presidente Obama che dice che l’eredità di quel giorno, è un mondo più sicuro. Speriamo che lui ci creda, perché a me non sembra.
Quello che ho scritto non può essere dimostrato e comunque non potrebbe restituire alla vita le quasi tremila persone morte in quei due grattacieli. Non potrebbe restituire a questo mondo le centinaia di migliaia di vittime cadute in due guerre mai concluse. Non potrebbe far diventare questo mondo di barbari, un pianeta sul quale vivere con più piacere di quello che viviamo oggi.
Ma non importa, il mio pensiero, i miei dubbi non possono essere rubati da nessuno e spero che la verità, anche se in atroce ritardo, possa un giorno venir fuori.

Introduzione

Quello che leggerete nelle prossime righe è nettamente in controtendenza rispetto a tutte le altre correnti di pensiero che hanno trattato il dramma dell’11 settembre 2001, il giorno della grande bugia.

Questa analisi sull’11 settembre, giorno del mio compleanno, cerca di non lasciarsi coinvolgere dalle immagini del disastro, ne dalle opinioni guidate dei media, ma cerca di trovare una spiegazione dell’evento che non sia quella ufficiale e più comoda.
Certamente è una analisi confutabile, senza prove, basata su argomenti evidenti, ma dall’interpretazione non univoca, che potrebbe forse generare quel legittimo sospetto che potrebbe cambiare le coscienze di chi si sofferma a riflettere criticamente e con animo non oppresso.

In genere la storia pur essendo costituita di eventi passati, proietta il suo prezioso contenuto nel futuro e dovrebbe aprire gli occhi alle persone, ma oggi le persone, proiettate nel futuro in modo brutale, si sono dimenticate del loro passato e tendono a valutare i fatti dal momento in cui si verificano in avanti.
E’ un errore molto grave!

Il futuro nasce dal passato e solo chi sa valutare la storia è veramente proiettato nell’avvenire.
L’11 settembre, anche se rimane uno degli avvenimenti più disastrosi dell’ultimo secolo, ha le sue basi nel passato ed una sua proiezione nel futuro.
Nelle prossime pagine vedremo queste due fasi del tempo ed i loro clamorosi concatenamenti.

Ripeto.
Solo chi sa guardare al passato, è veramente proiettato nel futuro.

I fatti

Da due anni si commemorano i morti del disastro delle torri gemelle di New York ed è un dovere morale, civile e, se vogliamo proprio mettercelo, anche religioso.

Se accettassimo per vero il fatto che la strage dell’11 settembre è stata determinata dal fanatismo religioso di marcatura islamica, allora gli emissari del pensiero cattolico avrebbero il dovere, morale ed etico, di starsene zitti senza etichettare nessuno, senza seminare odio religioso e senza cercare di sfruttare questo evento per riavvicinare all’ovile le pecorelle altrimenti perdute.

Se accettassimo per vero il fatto che quella strage merita una ritorsione armata, allora dovremmo accettare il fatto che tra colpito ed aggressore non ci sarebbe alcuna differenza.
Una cosa è difendersi, rafforzare le proprie difese e aumentare i controlli, un altra cosa è andare in giro per il pianeta a picchiare più o meno casualmente.

E’ almeno strano che da quell’11 settembre nessun esponente del governo repubblicano degli Stati Uniti e dell’opposizione democratica, abbia sollevato il dubbio sul fatto che un simile attentato non sia stato nemmeno intercettato o fattivamente contrastato. Eppure gli Stati Uniti sono la patria del dubbio, del controllo, del sospetto, dello spionaggio e della xenofobia.
Impressiona il fatto che sistemi di controllo planetario, non siano riusciti nemmeno a sospettare che si stesse preparando qualcosa di così grosso e pericoloso, ma ancora più strani sono gli accadimenti che hanno scandito quel giorno maledetto. Analizziamoli per l’ennesima volta, ma con occhio più critico.

Ore 8.45 circa di New York.
Un aereo da trasporto civile si abbatte contro la torre sud del World Trade Center più o meno all’altezza dell’87° piano.
Perché proprio a quell’ora e a quell’altezza dell’edificio?

A quell’ora il WTC è più vuoto che pieno ed è cosa risaputa in tutto il mondo tranne che agli attentatori che, se fossero stati dei terroristi in piena regola, avrebbero attaccato il grattacielo con l’intenzione di fare veramente una strage e l’avrebbero ottenuta effettuando l’attacco una o due ore più tardi, quando l’edificio sarebbe traboccato di circa 10-12.000 persone.
Risulta poi strano l’attacco nei pressi dell’87° piano. Facendo così si è dato modo a tutti gli altri piani sottostanti di potere essere evacuati, ma ciò cozza contro il principio terroristico più logico, che è quello di fare più vittime possibile.

Se il grattacielo fosse stato colpito al 30° piano, l’edificio sarebbe divenuto inagibile per i soccorritori ed una trappola fatale per 6-8.000 persone.
Ad una prima valutazione manca quella componente stragista che ha sempre contraddistinto le vere azioni terroristiche.
Hernan Cortez, all’epoca della conquista del Messico, uccise 20.000 persone in una notte a colpi di spada, a New York sono morte poco meno di tremila persone, tirando giu i due più grandi grattacieli del mondo!

Ore 9.00 circa di New York.
Senza che in aria vi sia un solo velivolo da caccia accorso a vedere od a proteggere i cieli newyorchesi da un possibile nuovo attacco, un secondo velivolo si schianta sulla seconda torre, quella nord.
Diversi elementi concorrono a rendere ancora più strano l’avvenimento.

Innanzitutto in un quarto d’ora nessun velivolo dell’USAF della Air National Guard, riesce ad intercettare il secondo velivolo, eppure ogni esperto militare sa che in un quarto d’ora i caccia intercettori devono aver acquisito il bersaglio, averlo ridotto all’impotenza o ad averlo abbattuto.
Invece niente, nemmeno un caccia è visibile nei cieli fumosi della grande mela.
L’attacco avviene in totale assenza di copertura aerea in una nazione la cui forza aerea è la più potente del mondo.

Rimane poi una stranezza di fondo.
Perché attaccare le due torri una a distanza di 15 minuti dall’altra, con il rischio di farsi intercettare e di fallire, quando attaccando in forma combinata e contemporanea si sarebbe creato un caos di proporzioni bibliche?
Insomma è logico pensare che se si è riusciti a passare una volta tra le maglie di un filtro molto stretto, è assai improbabile riuscirci una seconda volta, specialmente in una nazione così fortemente difesa.
Anche la seconda torre viene attaccata ai piani alti dell’edificio, quando dai filmati è evidente che si sarebbero potute attaccare le parti più basse del colosso, rendendo la torre una gigantesca trappola per molte migliaia di persone. Eppure il Pentagono è stato attaccato a pochi metri dal suolo.
Strano vero? Ma di questo ne parliamo nelle righe sotto.

Ore 9.43 circa, 40 minuti dopo l’attacco alle torri.
In un cielo terso e libero da ogni velivolo amico e armato allertato per ciò che è avvenuto, un terzo aereo di linea, di cui non verrà trovato nemmeno un bullone, si schianta su una delle cinque facciate dell’edificio più grande del mondo, il Pentagono sede del Ministero della Difesa (e della guerra ) degli Stati Uniti.
Lo schianto avviene ad una altezza di circa 5 metri dal suolo, su una fiancata dell’edificio alto almeno 20 metri.
Lo schianto provoca una breccia di circa dieci metri di larghezza.
Diversi sono i punti di scandalosa illogicità.

Il Pentagono che occupa una superficie di svariati ettari, che offre una superficie piana impattabile gigantesca, viene colpito sul fianco.
Perché colpire sul fianco un edificio alto 20 metri rischiando di fallire, anziché cadergli sopra con l’assoluta certezza di colpire?

Ma quello che lascia sconcertati e diffidenti sulla matrice dell’attacco, è il fatto che di un aereo di almeno 50 metri di apertura alare e altri 40 metri di lunghezza, del peso di centinaia di tonnellate, della complessità di un velivolo da trasporto moderno, non venga ritrovato nemmeno un frammento!
Sarà forse che non è stato un velivolo, ma un missile, a colpire il Pentagono?
Sarà mica che il terrorismo islamico fosse completamente assente?

Ore 10.00 circa
Nei pressi di Pitsburg, in Pennsylvania, precipita un velivolo passeggeri con a bordo dei terroristi.
Dalle versioni ufficiali e da alcune telefonate si evince che i passeggeri, a rischio della propria pelle, hanno assalito gli assalitori e sventato un più pericoloso botto nella sede dove era ospitato il presidente in persona.
Viene da chiedersi perchè non ci siano riusciti almeno nei due precedenti impatti (escludendo il primo che era una assoluta sorpresa) ed in tutti gli altri dirottamenti aerei della storia.
Ragioniamoci su.

A meno che i terroristi non avessero voluto informare i passeggeri delle vere intenzioni di quel dirottamento, era assai difficile per questi sospettare che sarebbero andati a morire e quindi perché andare sicuramente incontro alla morte con azioni inconsulte, quando è risaputo che la maggior parte dei dirottamenti finisce con la salvezza dei passeggeri ?
Se i terroristi (?) non hanno svelato i loro veri piani ai passeggeri, questi se ne sarebbero dovuti restare seduti in attesa di eventi e che qualcuno li salvasse e questo sarebbe stato logico sia dal punto di vista dei terroristi che dei passeggeri. I primi avrebbero mantenuto un rigoroso silenzio per garantirsi il successo, i secondi se ne sarebbero stati fermi e zitti per salvare la pelle.
In Pennsylvania succede qualcosa di diverso e di stupido. Facciamo delle supposizioni.

Supponiamo che i terroristi abbiano svelato ai passeggeri il piano. Sarebbe stata una mossa palesemente stupida poiché l’eventualità che qualche passeggero si potesse ribellare era più che concreta.
Supponiamo poi che i terroristi non abbiano svelato i piani per garantirsi il successo, mantenendo un assoluto silenzio. I passeggeri anziché restarsene zitti e buoni per salvare la pelle, si alzano, malmenano i terroristi, ammazzano il pilota terrorista e decretano la propria morte.
Ma supponiamo anche che i passeggeri abbiano saputo delle torri e del pentagono e che sospettino di essere le probabili vittime dei terroristi. Questi ultimi, si stanno dirigendo verso il piatto più ricco e cosa fanno? Lasciano ai passeggeri sistemi di comunicazione come telefonini e palmari con la matematica certezza che qualcuno si sarebbe immolato sull’altare dell’eroismo!

Insomma un gruppo di terroristi, sale su un aereo, aspetta il momento opportuno per impadronirsene, sta raggiungendo il luogo in cui è ospite il presidente Bush, deve completare la missione che estinguerà la vita di ogni componente, portando la gloria a se stessi e all’islam e poi è tanto stupido e sprovveduto da permettere ai passeggeri di fare le loro telefonate con i propri mezzi di comunicazione mandando all’aria tutto a pochi chilometri dall’obiettivo?
Hanno passato un anno e più negli Stati Uniti per imparare a pilotare un velivolo, sono arsi dal piacere di immolarsi per la giusta causa e falliscono così stupidamente?

Ad ogni modo, anche su Pitsburg manca completamente l’aviazione, ma soprattutto mancano i resti dell’aereo.
A poca distanza c’è la residenza del presidente e un ora prima è stata effettuata l’azione terroristica più audace e devastante della storia dell’umanità, ma non c’è un aereo in volo!

Qualche giorno dopo
In diversi punti del paese, vengono recapitate delle buste lettera all’antrace o carbonchio, malattia rara, talora mortale, dal contagio difficile e curabile.
Si diffonde una paura e una preoccupazione fuori di ogni immaginazione.

Anche in questo caso è evidente l’illogico relativo al tipo di malattia usata per seminare la morte e il terrore, alla modalità di diffusione, alla possibilità di trattamento, alla relativa morbilità e letalità.
Il carbonchio è una malattia scarsamente diffusa, scarsamente contagiosa, curabile.
Se i terroristi volevano creare un emergenza sanitaria mondiale, avrebbero usato il vaiolo, Ebola, gas nervini, agenti vescicanti, iprite, cianuro ed altro.
Il carbonchio è stato scarsamente diffuso sotto forma di polverina bianca, quindi visibile, sospettabile, rintracciabile, isolabile, mediatica.
Invece di diffondere il vaiolo o altri virus attraverso la rete idrica o attraverso gli impianti di aria condizionata, insospettabili, difficilmente e non rapidamente neutralizzabili e capillarmente inseriti nella comunità americana, i terroristi hanno usato il carbonchio spacciato come una polverina bianca simile alla cocaina, altro contagio ben più pericoloso del carbonchio.
Sono morte complessivamente pochissime persone.

Poi si è saputo che il carbonchio proveniva da zone all’interno del territorio americano.
Un effetto comunque l’ha ottenuto, quello di terrorizzare gli americani, di ridurli a nutrire un odio cieco, di coltivare una sete di vendetta, di spingerli a guardare fuori dai propri confini piuttosto che all’interno di essi, a chiedersi chi è stato piuttosto del perchè.
Viene da chiedersi se tutto quanto puzzi di macchinazione.

A undici anni di distanza da quegli avvenimenti, sono state combattute due guerre, il cui esito è ancora incerto, milioni di persone vivono nel terrore e nella miseria più devastante, centinaia di migliaia sono passate a miglior vita, mentre milioni di americani ed europei (accecati dalla televisione e dai media pilotati) sono stati convinti a credere che il loro futuro sarà costellato di terrore e morte perchè c’è qulcuno che ce l’ha con loro.

La trama

Per la maggior parte delle persone che sono state testimoni di quell’immane disastro, quell’avvenimento aveva i connotati di un film dell’orrore, tanto era lo sconcerto e la disperazione e come ogni avvenimento che nasconde un aspetto non evidente, ma presente, il "film" dell’11 settembre ha una trama.
Una trama molto più complessa di quella a cui i media ci hanno soggiogati. Analizziamola basandoci sulla trama di un altro film.

Chi ha visto il film ‘Malice’, buon thriller a trama complessa, ricorderà che la storia del film inizia con alcuni omicidi di studentesse, omicidi che impostano una trama diversiva del racconto, poi la trama si complica.
Arriva un nuovo personaggio in città che polarizza l’attenzione del pubblico, che cerca ancora di capire cosa c’entri con gli avvenimenti iniziali, ma ne rimane affascinato.
Fa il chirurgo, quindi potenzialmente pericoloso, è bello, è sfacciato e si trova ad operare la protagonista che rimane danneggiata dall’intervento.
Scatta la denuncia, la guerra di avvocati, il risarcimento assicurativo gigantesco.
Il marito della protagonista, colpito da simile avvenimento, viene anche abbandonato dalla moglie. E’ sul punto di rassegnarsi all’abbandono quando scopre tutto il piano ordito dalla moglie e dal chirurgo.

Scopre che era tutto accuratamente preparato. Scopre che il chirurgo l’avrebbe dovuta operare, che avrebbe dovuto danneggiarla, che lei avrebbe dovuto denunciare il chirurgo, che lei avrebbe dovuto intascare il faraonico risarcimento e che avrebbe poi dovuto goderselo con il chirurgo.
Il marito quindi diviene pericoloso. Ricatta la protagonista.

Lei annaspa al sapere che il piano sta scricchiolando ed il chirurgo è visibilmente in difficoltà. Egli è pervaso dai sensi di colpa e si rifiuta di uccidere il marito su ordine dell’amante.
Lei allora lo ammazza e pensa di fare la stessa cosa con il marito che le fa credere di potere dimostrare il complotto e la truffa, attraverso l’uso di un testimone.
Lei allora tenta di uccidere il testimone, ma cade nella trappola e viene definitivamente smascherata.

Il substrato sul quale si fonda l’intera faccenda dell’11 settembre è il medesimo.
E’ solamente una sporca, orribile e nauseante questione economica.
Quali sono le consonanze tra il film ed il disastro newyorchese?
L’attacco all’ambasciata americana in terra d’Africa, addebitato a Bin Laden (il chirurgo nel film) cattura l’attenzione del popolo che comincia ad andare in tensione.

Poi la trama si sposta sui fatti dell’11 settembre (l’intervento chirurgico del film). L’america è offesa, lesionata nel suo apparato (ri)produttivo.
Il governo americano (la protagonista del film) si atteggia a vittima, il pubblico le crede, e chiede giustizia.
Il popolo americano e mondiale (il marito nel film) viene lasciato in balia del terrore (l’attacco in se e la minaccia antrace).
Lo stato americano dichiara guerra ad Afghanistan e Iraq e ottiene il risarcimento (in petrolio).
La parte finale del film sull’11 settembre, è ancora mancante. Il popolo americano e mondiale non ha ancora scoperto tutto, ma saprà trovare la verità.

Il piano

Ora analizziamo la situazione precedente all’11 settembre per chiarire i motivi che hanno portato alla farsa tragica di quel giorno maledetto.
Da sempre gli Stati Uniti rivestono la figura di motore economico mondiale e questo significa larghi consumi, larghi investimenti, movimenti di capitali e denaro di proporzioni cosmiche e ciò comporta l’accaparramento del maggior quantitativo possibile di energie con il massimo profitto possibile.
Per poter continuare a mantenere la leadership economica mondiale e per contrastare la nascita e la crescita di contendenti, gli USA non hanno risparmiato sofferenze e violenze a stati e staterelli sparsi sul pianeta, appoggiando sfacciatamente o meno i governi dispotici e corrotti di molti dittatori (come lo stesso Saddam Hussein all’epoca della guerra Iran-Iraq).

La leadership economica si conquista anche e soprattutto con la prevalenza militare e prevalenza militare significa dominio politico sulle masse.
La lotta al comunismo ed alla libertà dei diritti civili, la conquista delle fonti energetiche e il dominio commerciale mondiale, hanno dominato i progetti statunitensi dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.
In nome della ricchezza dei soliti ricchi e potenti, gli USA hanno appoggiato i governi più terrificanti del pianeta legittimando e sostenendo stragi e violenze di inenarrabili proporzioni, confidando nell’appoggio del fidato partner inglese.
Non bisogna infatti dimenticare la guerra del Vietnam, il sostegno al governo terroristico di Suharto, le devastazioni anticomuniste in Nicaragua, in El Salvador, la stessa guerra di Corea, la estenuante guerra fredda con l’Unione Sovietica, il sostegno al dittatore Pinochet all’epoca del Golpe e l’appoggio delirante alle questioni vergognose del governo israeliano.
Economicamente, gli USA hanno devastato, direttamente e indirettamente, l’economia di tutto il centro-sud america, dell’intero continente africano, di tutta l’asia non cinese e dell’intero blocco comunista. Gli USA hanno determinato e continuano a determinare le scelte economiche del continente europeo che non riesce a rendersi indipendente dal dollaro e dall’economia americana.
Finito il comunismo, la questione si è spostata drammaticamente sulle fonti energetiche, il petrolio tanto per intenderci.

I fatti più recenti servono a chiarirci le idee.
G.W. Bush viene eletto, per una manciata di voti di scarto, a 43° presidente americano. La sua candidatura e il suo supporto politico è stato fornito dagli industriali, dai magnati degli armamenti e della tecnologia (Bill Gates, l’uomo più ricco del pianeta, è un sostenitore munifico del presidente Bush).
Tutti sanno e riescono a immaginare quale sia la potenza e la devastante violenza che deriva dal connubio Armi/Tecnologia e occorre che vengano impiegati in qualche modo.

La precedente amministrazione democratica di Bill Clinton, aveva mantenuto un contegno di moderato impegno militare internazionale, di poca voglia di fare la guerra, di contenimento delle spese militari, di sospensione dei progetti militareschi, ecc., ecc.
Insomma la pistola, il cannone, i carri armati e gli aerei da guerra sembravano passati di moda e qualche progetto a fine sociale stava dando i suoi frutti.
I falchi, i guerrafondai, i potenti dell’industria bellica e i petrolieri avevano bisogno di una testa calda da far salire alla White House e che servisse da copertura formale per autorizzare gli sporchi affari dominati da armi e petrolio. Sull’onda di risacca dell’affare Lewinski e dell’attentato alle ambasciate americane in Africa, gli americani sono stati "convinti" a cambiare strada.
Chi, meglio di G.W. Bush Jr., poteva salire al governo?
Figlio di cotanto padre che aveva liberato il Kuwait, ma non reso impotente Saddam quando avrebbe potuto farlo, G. W. Bush viene spinto alla Casa Bianca a suon di miliardi di dollari. Il debito che deve saldare è con i suoi supporter ed è un debito con enormi interessi, interessi che sono destinati a gravare sull’intera umanità.
Quale può essere, per un presidente compromesso con il mondo bellico-economico, un modo per convincere i contribuenti e i cittadini a fare la guerra da qualche parte del pianeta, o a non indagare sulla vendita delle armi ed il sostegno a governi terroristici?
– Aspettare che da qualche parte scoppi una guerra per poter vendere le armi.
– Creare delle condizioni internazionali che generino la guerra e che richiedano il "provvidenziale" aiuto degli americani
– Subire dei danni interni per essere poi autorizzati a scatenare la vendetta e impadronirsi delle ricchezze dell’aggressore.

In passato ed a tutt’oggi, le prime due vie alla produzione e vendita di armi, sono state percorse in lungo e in largo e non ne fa mistero nemmeno la stessa amministrazione americana che ammette, o non smentisce, di vendere armi non solo fuori dai propri confini (ammesso che gli USA abbiano confini territoriali!), ma anche al suo interno.
Non rimaneva che percorrere la terza via, il danno interno ai propri confini che autorizzasse gli americani a scatenare ritorsioni più o meno giustificate.
Fino all’11 settembre 2001 nessuno aveva ipotizzato ne sperimentato dei modi per andare a creare caos in casa degli americani, tanto erano temute le reti protettrici del loro patrimonio.
Se fossimo stati in piena guerra fredda, un eventuale attentato in terra americana sarebbe stato tentato con delle armi ovviamente di fabbricazione sovietica o cinese, ma il loro passaggio alle frontiere sarebbe stato certo ostacolato con il massimo della sorveglianza, a meno di non volere un pretesto per scatenare una guerra nucleare.
Ma oggi le cose sono cambiate.
Per rendere maggiormente chiaro il mio pensiero, facciamo un esempio su scala più circoscritta.

Supponiamo che due famiglie abitino in due case adiacenti. Una è ricca e molto difesa con cancelli alti, antifurti aggiornatissimi e sensibilissimi, cane da guardia ferocissimo, ma afflitta da un grave bisogno di acqua. L’altra, molto meno ricca, sporca e sommariamente organizzata, ma direttamente adagiata su una ricca falda acquifera.
I proprietari della prima casa, stretti da una siccità inesorabile e dal vizio di sprecare l’acqua, vogliono appropriarsi della falda acquifera.
Non possono certo farlo aggredendo il vicino con il rischio di incorrere nelle proteste anche dell’altro vicinato. Bisogna allora trovare il pretesto per via del quale la casa povera divenga giustamente attaccabile e privabile della preziosa acqua.
Un metodo infallibile consiste nel simulare un furto con scasso nella casa dei ricchi sperperatori, organizzata e simulata dai ricchi stessi, ma che porti "inequivocabilmente" a sospettare dei poveri vicini.
Per rendere maggiormente efferata l’aggressione, uno dei componenti della ricca famiglia viene brutalmente assassinato!
Ne deriva che essa appaia come una aggressione crudele, odiosa, riprovevole che merita una ritorsione violentissima perché si sa, i poveri, i miserabili, gli sfigati sono portati a rubare, molestare, violentare, terrorizzare, perfino assassinare .
Nessuno è disposto a dare credito ai miserabili e nessuno sospetta che il ricco si è inventato tutto perché si sa, il ricco è una persona per bene, è nobile, generoso, rispettoso e candido per definizione!
In questa metafora chi sono i vicini poveri? I popoli centrasiatici adagiati sul petrolio.
Quanto descritto, è avvenuto e sta avvenendo in realtà.

Come detto in precedenza, una volta gli americani avevano da fare con i comunisti, ma quelli ora non ci sono più, quindi l’attenzione si è spostata su un altro cruciale obiettivo.
Gli americani vogliono il controllo totale delle fonti energetiche, punto e basta!
Essendo le riserve petrolifere il perno attorno al quale gira l’intera economia americana e mondiale, è logico per gli statunitensi volerne il controllo assoluto per poi gestirlo a proprio vantaggio favorendo la crescita di un paese piuttosto di un altro a seconda delle tendenze politiche e delle ricchezze ivi residenti.
Non importa se per ottenere il controllo totale del petrolio occorre andare per il pianeta a seminare terrore e morte, l’importante è poter tenere saldo in mano il rubinetto dell’energia mondiale.
Se poi sommiamo la necessità di controllare l’energia planetaria con la vendita di armi, il risultato è uno solo : GUERRA!

Come si fa a scatenare una guerra avendo degli apparenti buoni motivi?
Si fa come quando c’era il Maccartismo. Si addita qualcuno tacciandolo di essere un terrorista (all’epoca comunista) e lo si picchia a sangue, ma prima bisogna avere qualche livido e cicatrice da mostrare agli amici per avere il consenso morale e “oltre il ragionevole dubbio”, a scatenare la vendetta.
I segni da mostrare devono essere evidenti, penosi e irritanti. E’ necessario che i danni da mostrare shocchino tutti, occorre apparire veramente vittime, ci vogliono danni evidenti, clamorosi e talmente mostruosi da accecare occhi e coscienze.

Devono essere lesioni così gravi che nessuno sia portato a supporre minimamente un volgare autolesionismo a fini lucrosi. Ci vogliono quindi dei morti, tanti, ma non troppi e non solo americani. Rispetto ad un qualsiasi altro attentato il numero delle vittime deve essere senza precedenti, ma non deve essere un cataclisma di difficile gestione. Troppi morti creerebbero, infatti, così tanto chiasso da travalicare i sistemi di controllo delle masse e un senso di frustrazione e depressione non proprio ideale per la rapida, "giusta", ritorsione.

A rafforzare il tutto, deve essere colpito un simbolo, non troppo storico, ne troppo piccolo, ne troppo lontano dai media e rapidamente raggiungibile dagli stessi.
Ci vogliono poi degli eroi da ricordare, dei martiri da piangere e ci vuole un supporto mediatico di proporzioni planetarie.
Infine è necessario rinverdire costantemente, istericamente, ossessivamente, il terrore e l’ansia derivati da simili danneggiamenti.

Le vittime

Appena abbattute le torri del WTC si vociferava di 10-15.000 morti quasi accertati. Una catastrofe inimmaginabile.
Con il passare del tempo il numero dei morti si riduce a qualche migliaio, che è comunque un numero impressionante. Dopo un anno si appura che i morti sono poco meno di tremila. Rimane un numero gigantesco, ma risibile rispetto a quello che sarebbe potuto essere se…
…se fosse stato un vero attacco terroristico.
Tra le vittime si contano diversi stranieri, il che fa amplificare la volontà di vendetta e quel clima internazionale di cieca condiscendenza.
Non va dimenticato che i morti generano orrore specie se sparsi in ogni dove, a pezzi grandi e piccoli e nel crollo delle torri si è materializzato un vero e proprio macello di carne umana.

Le torri gemelle
Passiamo quindi al simbolo dell’americanismo. Diversi sarebbero potuti essere gli obiettivi :
– Il ponte di Brooklin? Difficilmente bersagliabile, unico, sostituibile, storico, essenziale per la vita di New York e soprattutto pochi i morti preventivabili.
– Empire State Building? Unico, storico, pochi i morti.
– Madison Square Garden? Unico, difficilmente bersagliabile
– Statua della Libertà? Troppo simbolica, antica, pochissimi i morti, irriproducibile, unica.
– White House? Troppo importante, sede presidenziale, unica, pochi i morti
– Area 51? Inavvicinabile
– Sede dell’ONU,? Unica, troppi morti stranieri, pochi morti americani, troppo importante
– Disneyland? Politicamente irrilevante, troppo generico per cui l’attentato potrebbe essere scambiato per un semplice caso di mitomania.
Le due torri del WTC ed il Pentagono, sono stati indubbiamente due obiettivi perfetti.

Innanzitutto il fatto di essere doppie e di essere state abbattute entrambe, ha tolto qualsiasi dubbio sulla matrice volontaria del loro abbattimento.
Secondariamente erano un simbolo a pieno titolo. Poi brulicavano di gente, ma le loro dimensioni e la loro struttura avrebbero permesso a moltissime di queste genti, di mettersi in salvo. Infatti l’essere state attaccate una alla volta ed ai piani alti, ha permesso una rapida evacuazione.
Le torri erano facilmente bersagliabili, date le loro imponenti dimensioni. Poi erano molto mediatizzate. Ogni giorno, decine, centinaia di persone fotografavano o filmavano le torri, testimonianza ne siano i numerosi filmati girati durante e dopo gli attacchi.
Tuttavia le torri non erano troppo importanti, cioè non erano insostituibili, ne politicamente, ne amministrativamente ed erano, perciò, sacrificabili.

Il Pentagono
Il Pentagono è un simbolo dei muscoli americani e i muscoli sono l’unico vero carattere distintivo dell’america. Non poteva quindi non essere colpito.
Tuttavia la sua aggressione non doveva avere effetti devastanti per due motivi principali:
– il Pentagono è la sede del Ministero della Difesa e anche della Guerra. Distruggerlo totalmente o molto gravemente avrebbe significato decapitare l’intero apparato militare. Spostare tutto preventivamente, avrebbe destato dei “leggeri” sospetti.
– Perchè per distruggerlo sarebbero stati necessari una decina di aerei, i quali aerei non avrebbero compiuto la loro missione senza scatenare sospetti e proteste.
Comunque il Pentagono non è stato per nulla attaccato da un velivolo, per i motivi illustrati in precedenza.
I danni che ha ricevuto, minimi in ogni caso, vogliono far credere che l’attacco all’edificio avesse un connotato prettamente simbolico. Viene però da chiedersi come mai su un obiettivo così importante (lo è di certo più delle torri gemelle!) sia andato un solo aereo e perchè un velivolo del peso di centinaia di tonnellate e delle dimensioni di un campo da calcio, abbia fatto danni così irrisori.
Semplice!
Non è stato un attacco di matrice terroristica e non è stato usato un velivolo per portare a termine la sverniciatura di un edificio come il Pentagono.

Gli eroi
La questione degli eroi è un classico stereotipo americano. Andiamo per ragionamenti e supponiamo che le torri gemelle fossero state distrutte all’istante.
Ci sarebbero state molte migliaia di vittime e le forze di soccorso non avrebbero fatto neppure in tempo a giungere sul luogo dell’attentato ed entrare in azione. Il fumo e l’aria irrespirabile avrebbero reso vano ogni tentativo di salvataggio.
Invece è andata in modo tale che tutti i soccorritori accorressero, che tentassero e riuscissero a salvare molte, moltissime persone e che rimanessero poi vittime dello spaventoso crollo, immolati sul prezioso altare dell’eroismo. Senza saperlo, e probabilmente senza volerlo, sono divenuti dei veri eroi, dei martiri, stile Spiderman, Batman ed altri.
Fantastico e tanto, tanto americano! Sembra quasi la trama di un film di Stallone.
Ad ogni modo i miti servono, gli eroi incoraggiano, l’epopea entusiama e quale figura incita di più alla lotta, di un eroe, di un martire, di un mito vero?
Ora gli eroi ci sono davvero e vengono sbandierati in ogni momento, per suscitare pietà e orgoglio e per rinfocolare l’odio e la vendetta.

Coltivare l’orrore
Sulla questione del reiterare il terrore, l’odio o la paura, occorre ammettere che i media americani non hanno lesinato le loro potenze, riciclando i filmati dell’attacco, centinaia, migliaia di volte al giorno, tutti i giorni per settimane e, per teledipendenti come sono gli americani, è stato ed è ancora un costante tormento psichico e morale.
Cosa fa la paura?
Crea la fuga, lo stress, l’overkill responsivo! Se alla paura si abbina l’odio e il sospetto sul possibile colpevole, la paura porta a quella reazione tipica di chi vede un insetto, ne ha paura e pensa di non avere altra soluzione se non schiacciarlo, senza domandarsi se quell’insetto possa rappresentare la vera minaccia alla propria persona.
Ora gli americani vogliono schiacciare l’insetto che ronza tutto il giorno sugli schermi televisivi, punto e basta!

Sugli attentatori
Anche volendo ammettere che gli attentatori siano stati dei fondamentalisti islamici, viene da chiedersi :
– perchè ?
– perchè proprio e solo gli americani?
– perchè non usare le armi?
– perchè non usare armi terroristiche vere e proprie?

Supponiamio che gli attentatori dell’11 settembre siano stati dei fondamentalisti pazzi. Perchè avrebbero dovuto compiere simili attentati?
Perchè sono pazzi?
Sarebbe una pazzia a senso unico, poichè ad eccezione di obiettivi anglo-americani, non sono stati colpiti altri obiettivi per mano dello stesso tipo di attentatori.
Ma perchè proprio gli americani?
Per invidia della loro ricchezza e del loro stile di vita?
Per ricondurli sulla retta via tracciata da Allah?
Allora perchè non attaccare anche i tedeschi, i francesi, o i danesi, o i norvegesi, o gli oalndesi, o i canadesi, o gli australiani, o noi italiani, perchè non farlo?
Poi se sono veramente pazzi, perchè non hanno usato le armi, magari chimiche o batteriologiche?
Perchè non hanno attaccato le centrali nucleari a suon di lanciarazzi?
Perchè non hanno disseminato il vaiolo?

Infine perchè limitarsi, da pazzi furiosi quali si vuol credere che siano, a mietere poco più di 3000 vittime?
Avrebbero potuto massacrare 15-20 milioni di persone in una volta sola mettendo in ginocchio USA e Inghilterra ed invece hanno dato un assaggino che più che un attacco terroristico, sembra una disgrazia fortuita!

Anche ragionandoci sopra intensamente, non è possibile rispondere a queste domande. Alcuni pensano che religiosamente e storicamente, gli islamici considerino gli occidentali come invasori e popoli da combattere. Se ciò fosse vero, perchè attaccare solo gli Stati Uniti ed in modo così "indolore"?
E’ almeno risibile il fatto che gli attentatori, volutamente considerati pazzi scatenati, anzichè usare armi di efficacia assoluta, usino un sistema empirico come gli aerei proiettile!
In una nazione dove è possibile comprare un sottomarino nucleare al mercato nero, dove è possibile trovare plutonio per ordigni nucleari semplicemente ordinando via internet, dove si può avere una scorta di vaiolo e peste nera per pochi dollari, gli attentatori psicopatici vanno a scuola di volo per almeno 6 mesi, imparano a volare con un Boeing 767, poi vanno a schiantarsi contro due grattacieli e si fanno malmenare dai passeggeri precipitando in un campo!
E’ talmente ridicolo che nemmeno la pazzia della pazzia può giustificarlo!.

I dubbi sull’intera faccenda dell’11 settembre si fanno più concreti e vanno a sommarsi ai dubbi insorti nelle numerose occasioni clamorose che la storia americana ha fornito al pubblico. Analizziamo insieme alcuni fatti misteriosi.

Pearl Harbour, 7 dicembre 1941. La base della marina americana viene attaccata in forze dai giapponesi. Il giorno prima lo stesso presidente Roosevelt aveva avuto comunicazione dai suoi infallibili Servizi Segreti, che l’attacco era in esecuzione. Ma non fu attivata alcuna contromisura.
Fu la scusa per poter reagire contro il Giappone e andare così a mettere le mani su un territorio fertilissimo, economicamente molto redditizio e politicamente ancora incerto.

2 agosto 1964 Golfo del Tonchino. Il CacciaTorpediniere Maddox dichiara un attacco da parte di motosiluranti nord-vietnamite. 2 giorni dopo, il cacciatorpediniere Turner Joy chiede il supporto aereo per contrastare un attacco nord-vietnamita.
Dei due attacchi non esiste una sola prova e il governo di Hanoi ha sempre negato i due attacchi. Nonostante ciò gli americani hanno scatenato una guerra durata dieci anni, che ha massacrato almeno un milione e mezzo di vietnamiti e 58.000 americani dei quali la maggior parte faceva parte del progetto detto ‘Dei 100.000’ che poi significava mandare in guerra i 100.000 individui americani indesiderabili, quindi sacrificabili!

22 dicembre 1963 a Dallas in Texas. Il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, viene assassinato mentre compiva una visita ufficiale nella città. Viene accusato Lee Harvey Oswald, ma la faccenda è così misteriosa che è stato ormai assodato che il presidente è stato assassinato da un complotto ordito dai Servizi Segreti o dalla mafia. Alcune correnti di pensiero affermano che fu effettivamente il primo
accusato ad eseguire l’omicidio, tuttavia viene da chiedersi, perchè aspettare il 2029 per aprire il dossier sull’affare JFK?

Quelli sopraelencati sono i tre misteri politico-militari più fumosi della storia americana e mondiale a seguito dei quali sono state scatenate due guerre devastanti.
Il primo inganno ha determinato la guerra del pacifico culminata con lo sgancio non di una, ma di ben due bombe atomiche (il cui effetto mediatico ha creato un tale scompiglio a livello mondiale, da cambiare la storia del pianeta per sempre, più o meno al pari dell’attacco alle Torri Gemelle…e ci siamo capiti! L’importante è lo shock, non le vere ragioni che l’hanno provocato.).
Il secondo inganno ha permesso ai falchi repubblicani di Johnson di avviare, senza mai dichiararla, la guerra del Vietnam che ha visto un esito clamoroso e scandaloso per gli stessi attaccanti.

Ne deriva che è quanto meno plausibile avere qualche riserva nei confronti del candore dello zio Sam che si proclama difensore della libertà e persecutore del terrorismo quando, nel corso dell’ultimo secolo, si è macchiato di atti di terrorismo al limite dell’immaginazione e sostenuto economicamente e militarmente i più feroci e spietati terroristi del pianeta.
Non bisogna poi dimenticare che dei 43 presidenti insediatisi alla White House, solo una irrisoria parte di essi non ha sentito la morbosa, parossistica, disumana, orrenda voglia di fare la guerra. Del solo ventesimo secolo ecco l’elenco dei guerrafondai :

  1. Bush Junior ha devastato l’Afghanistan e l’Iraq
  2. Clinton ha guerreggiato nei Balcani
  3. Bush senior ha massacrato l’Iraq
  4. Reagan ha combattuto a Grenada ed ha riarmato mezzo mondo
  5. Nixon ha allargato il conflitto nel S.E.A. a Laos e Cambogia
  6. Jonhson ha avviato la guerra del Vietnam
  7. Truman ha avviato la guerra di Corea
  8. Roosevelt ha combattuto su tutto il pianeta
  9. Wilson ha partecipato alla Grande Guerra
  10. T. Roosevelt ha schiavizzato l’intera america latina

Una stirpe di demoni e criminali!
I motivi per sospettare che la questione 11 settembre sia un altro inganno si evidenziano qui di seguito.

Sospetti

Analizziamo i seguenti punti di sospetto:

  1. Totale fallimento di FBI, CIA, Echelon, Carnivore, USAF, Controllo Aereo
  2. Totale assenza di armi di ogni genere
  3. Il crollo delle torri
  4. Il danno irrilevante del Pentagono
  5. La totale assenza di rottami dell’aereo che ha attaccato il Pentagono
  6. La caduta dell’aereo a Pittsburg
  7. Il presidente americano illeso
  8. Modalità e tempi dell’attentato
  9. Identificazione degli attentatori
  10. La questione Antrace

Totale fallimento di FBI, CIA, Echelon, Carnivore, USAF, Controllo Aereo
Da che mondo è mondo, i servizi segreti e polizieschi americani sono i più malfidati, efficaci, ossessivi, tecnologicizzati, onnipresenti, onnipotenti e onniscenti di tutto il pianeta terra (se escludiamo i feroci assassini del Mossad) e, se non ci sono clamorose smentite, di tutto il sistema solare.
La loro presenza è così capillare, così saturante, così espansiva, che se dall’Italia una persona manda una mail ad un altra persona, con termini da loro considerati sospetti, loro lo sanno e la archiviano. Sono così viscidi e sfuggenti che ci sono quando ci devono essere e anche quando non ci devono essere e se si è sul punto di vederli, scompaiono come il vapore.
Nessun americano e non, può ragionevolmente considerarsi irraggiungibile da questi personaggi e da quella tecnologia eppure per quell’11 settembre, con un movimento di una ventina di persone "sospette", con quattro velivoli che scompaiono dai radar, hanno fallito il loro obiettivo numero 1, salvaguardare gli interessi americani.
E’ stato un fallimento totale nel senso più estensivo del termine. E’ mancato l’intero apparato ed è raccapricciante pensare che sapessero e che non hanno fatto nulla per evitare l’immane sciagura. Certo non possono ammettere che hanno fallito, ne che sapessero e allora?
Sono nella classica condizione in cui non possono fallire e non possono nemmeno abbandonare, eppure è evidente che hanno fallito!
E’ anche possibile, però, che abbiano dovuto fallire in nome di quegli interessi americani di cui si è già detto. In fondo il loro principale obiettivo è assecondare gli interessi americani. I mezzi e i metodi per farlo, possono essere tanti!

Totale assenza di armi di ogni genere
Mancano le armi!
A meno di clamorose e molto tardive nuove scoperte, non è stata reperita traccia di una sola arma, ne di esplosivo (ma sembra che si sia trovato proprio nei resti dei tre grattacieli crollati), il che non è molto terroristico.
Sul mercato degli armamenti è possibile comprare di tutto, persino plutonio per ordigni nucleari. Gli Stati Uniti sono una polveriera a cielo aperto, la Russia in bancarotta, pur di guadagnare venderebbe i missili balistici a chiunque. La Cina vende armi al maggior offerente e i terroristi cosa fanno?
Scartano l’opzione dell’acquisto di armi, reperibili facilmente e immediatamente, per darsi alla scuola di pilotaggio a fini catastrofici, esponendosi al filtro dei servizi segreti, impiegando mesi, rischiando di fallire, ecc. Avrebbero potuto distruggere una centrale nucleare imbottendosi di esplosivo e mettendo in crisi l’intero continente, invece tirano giù due grattacieli semivuoti.
E’ un pò sospetta questa via tortuosa all’attentato.
I terroristi veri, quelli non pilotati, usano la via diretta del tipo : “vado-colpisco-distruggo”
senza fronzoli o perdite di tempo!
Qualcuno potrebbe obiettare che l’uso degli aerei servisse a sviare i sospetti!
Con il regime di malfiducia che vige negli USA da decenni, qualsiasi straniero arrivato da poco in territorio americano è accuratamente schedato; se poi è islamico è direttamente pedinato.

Il crollo delle torri gemelle e del Building 7
L’afflosciamento delle torri del WTC è stato lo spettacolo più catastrofico visto dalla razza umana sulla terra. I più imponenti edifici del mondo sono crollati colpiti da due velivoli, ma quello che lascia stupefatti è l’escalation della demolizione.
Dal momento dell’impatto al crollo, sono passate diverse decine di minuti e viene da chiedersi come mai sia avvenuto un afflosciamento così completo.
Un aereo di 50 metri di apertura alare si schianta intorno all’87° piano su una fiancata dei grattacieli. E’ possibile che almeno 5 piani siano stati devastati, ma è difficile ammettere che questa sia stata la causa dell’intera demolizione di un edificio di oltre 400 metri di altezza. Infatti le torri si sono sbriciolate fino ad una ventina di metri dal suolo come se fossero state minate. Viene da chiedersi come non fossero mai crollate su loro stesse senza bisogno di un colpo scatenante.
Insomma, supponendo che intorno all’87° piano delle due torri si fosse sviluppato un intenso calore da sciogliere le strutture d’acciaio, quelle sottostanti avrebbero dovuto reggere almeno per salvare una quarantina di piani. Io non ho conoscienze di fisica e architettura, ma se le strutture sottostanti devono reggere quelle soprastanti, come hanno fatto ad afflosciarsi così? Che siano state indebolite? Da chi? E con che cosa?
Non ci sono ufficialmente evidenze che la struttura sia stata minata, ma non ce ne sono nemmeno che affermino il contrario e comunque, per gli occhi degli americani, il minamento avrebbe avuto un unico e solo responsabile.
E la torre numero 7? Vogliamo parlarne? E’ crollata del tutto senza mai essere stata colpita. Ma con cosa si reggeva? Con l’intonaco?

Il danno irrilevante del Pentagono
Ho già esposto questo punto, ma ancora qualche dubbio ce l’ho.
L’edificio è alto almeno venti metri, forse 30 e offre cinque fiancate lunghe centinaia di metri esposte a qualsiasi tipo di attentatore il quale, con un semplice lanciarazzi, potrebbe arrecare danni ingenti ed essere appena avvistato. Se gli attentatori fossero stati 10, due per ogni facciata, il danno arrecato sarebbe stato notevolissimo.
Invece i terroristi si sono complicati la vita andando prima a scuola di volo, affrontando poi tutte le rotte aeree per giungere nell’area del Pentagono, scagliarvicisi su, lasciarci la pelle, ecc. ecc. Poi comunque non è stato un velivolo a colpire il Pentagono.

La totale assenza di rottami dell’aereo che ha colpito il Pentagono
E’ quanto meno inquietante che un velivolo di 50 metri di apertura alare, di 40 metri di lunghezza, del peso di decine di tonnellate, lasci un buco verticale e che di esso non sia recuperabile nemmeno un bullone, un seggiolino, la punta delle ali, il troncone di coda, niente!
Forse che non sia stato un velivolo a colpire il Pentagono?
Forse che sia stato un razzo colmo di esplosivo fatto opportunamente e proditoriamente cozzare contro la fiancata dell’edificio?

La caduta dell’aereo a Pittsburg
Si racconta che i passeggeri si siano ribellati al dirottamento avendolo saputo da telefonini e palmari. Per quanto questo avvenimento sia altamente improbabile, ci sono alcune registrazioni a suffragio della tesi ufficiale. Ad ogni modo su questa singola faccenda non è stata fatta alcuna luce e rimane un punto molto fumoso dell’intera faccenda.

Il presidente americano illeso
Il presidente americano G. W. Bush è rimasto illeso e questo fatto non è molto terroristico. Nella storia del terrorismo, moltissimi personaggi politici importanti sono rimasti uccisi in attentati molto meno orchestrati e "pianificati". Nella sola storia americana, molti presidenti e uomini politici noti e importanti hanno subito un attentato (Ford, Reagan ed altri) ed alcuni ci hanno lasciato la pelle (faida Kennedy).
George Bush Jr, invece, nel corso dell’atto terroristico più gigantesco della storia dell’uomo, non si è nemmeno sporcato di polvere.

I terroristi vogliono colpire l’america, segnarne indelebilmente la storia e per farlo affrontano una preparazione minuziosa e lunga, si espongono a migliaia di pericoli, sono già orgogliosamente votati al supremo sacrificio e decidono di lasciare illeso il Presidente americano?
Uno dei presidenti più guerrafondai della storia d’america, quello che dice "Schiacciate i terroristi islamici", viene risparmiato dall’azione più devastante della storia e che si vuole sia stata architettata dagli islamici fondamentalisti.
Se i terroristi confidavano sul probabile (e avvenuto) fallimento dei servizi segreti americani e del loro apparato tecnologico, come hanno potuto non approfittare di simile occasione per colpire l’infedele presidente degli infedeli?
E’ almeno illogico, stupido e tanto, tanto misterioso!
Viene da pensare a qualcosa di accuratamente premeditato.

Modalità e tempi dell’attentato
Se torniamo con la memoria a quei giorni e analizziamo i fatti così come si sono compiuti e ci sono stati illustrati, possiamo ragionevolmente trarre queste conclusioni:

  • Un gruppo di terroristi islamici, per imprecisati motivi, decide di attaccare l’america con il sacrificio della propria vita. Decide di attaccare l’infedele america, l’america peccaminosa, l’america dissacrata e dissacrante, probabilmente per dare luce e gloria al loro Dio.
  • Questo gruppo di terroristi decide che per attaccare l’america non servono le armi (acquistabili in ogni parte d’america), ma basta andare a scuola di volo per mesi, prendere tre aerei passeggeri e schiantarsi contro qualcosa di americano e di molto importante.
  • Decidono che per ricondurre sulla retta via l’infedele popolo americano, siano sufficienti tre-quattro mila morti
  • Decidono che l’attentato debba scattare alle 8 e 30 di un martedì mattina, giornata soleggiata e con visibilità ottima.
  • Decidono di attaccare separatamente, ognun per se, senza coordinazione.
  • Decidono anche di non colpire alcun personaggio politico di rilievo della vita politica americana e dell’attuale governo.
  • Decidono di lasciare i passeggeri muniti di apparecchi rice-trasmittenti.

Se stiamo parlando di un attacco terroristico con la maiuscola, quello che è avvenuto l’11 settembre è quello più stupido, ridicolo che si potesse preparare e attuare. Almeno per come sono stati interpretati gli avvenimenti!
Avrebbero potuto abbattere la Casa Bianca, avrebbero potuto far secco il presidente, avrebbero potuto paralizzare l’intera america distruggendo una centrale nucleare o disseminando virus e veleni e invece cosa fanno?
Abbattono due grattacieli semivuoti, sverniciano un ala del Pentagono, si fanno malmenare dai passeggeri, disonorano il loro sacrificio e tutto questo viene chiamato ‘Terrorismo Pianificato’?
Ci credete veramente?

L’identificazione degli attentatori
Una volta avvenuto l’incredibile macello, si cercano assolutamente le identità degli attentatori, come se fosse importante più del capire cosa fosse accaduto in realtà ai propri sistemi di sicurezza e difesa.
In una montagna di detriti e calcinacci, vengono recuperate le scatole nere dei due velivoli, mentre non si saprà mai nulla di quella del velivolo del Pentagono.
Queste non possono essere interpretate perchè troppo danneggiate da calore e fuoco, ma si riescono a trovare dei documenti cartacei dei terroristi che sono scampati al crollo ed al fuoco sviluppatosi nei piani nei quali è avvenuto l’impatto.
Ma il bello è che questi documenti sono stati trovati 5 o 6 giorni dopo il crollo spaventoso, mentre moltissimi corpi sono stati recuperati svariate decine di giorni dopo!
Dai documenti miracolosamente recuperati si scopre che gli attentatori sono di religione islamica, che i medesimi erano già conosciuti da FBI e CIA, che appartenevano ad una organizzazione terroristica di nome ‘Al Qaeda’ e che erano cellule terroristiche contro la libertà!
Quante cose si sono sapute…dopo!
Tanti sospetti e nessun rimedio preventivo, strano vero?
FBI, CIA, totalmente assenti il giorno dell’attentato, divengono superefficienti i giorni successivi, scoprono un sacco di cose, intervengono capillarmente sul tessuto sociale e scoprono mandanti, esecutori, progetti, intenzioni, programmi e pianificazioni che, clamorosamente e misteriosamente, erano sfuggiti fino al giorno dell’attentato.
Identificano nome e cognome degli attentatori, rintracciano parenti e amici degli stessi, e scoprono che l’Afghanistan è il paese di provenienza. Ovvero la CIA e l’FBI non sono in grado di seguire gli attentatori in territorio americano, ma riescono perfettamente a capire che vengono da una nazione centroasiatica totalmente esclusa dalla ribalta delle cronache mondiali, ma vicinissima a pozzi petroliferi traboccanti di oro nero.
Insomma, prima che succedesse l’attacco non si sapeva nulla, dopo l’attacco si hanno solo certezze! Impressionante.

La questione Antrace
A distanza di due o tre settimane dall’attentato, scoppia il pericolo Antrace, una vera manna per chi ha ideato l’attentato e non ho detto che questi sia il più ovvio.
L’Antrace o Carbonchio è una malattia infettiva molto grave nella sua forma polmonare, ma curabile, e contagiosa solo in appropriate e selezionate condizioni. Si scopre, dopo una mezza dozzina di morti, che l’Antrace è stato diffuso dall’interno dei confini USA e da fonti, guarda caso, sconosciute.
In quel caso l’FBI e la CIA non sono state così efficienti come lo sono state per l’identificazione dei terroristi e dei relativi paesi di origine.

Il futuro

Nessuno detiene, rispetto all’attentato dell’11 settembre 2001, delle verità granitiche ad eccezione di chi l’ha pianificato, organizzato e messo in atto. Certo le domande più ovvie che nascono in ogni persona attenta a ciò che è successo sono :
– Chi è stato ?
– Perchè l’ha fatto?
– Chi è il mandante?
– Cosa porterà?

In linea di massima la maggior parte del mondo occidentale e ricco, crede che siano stati i terroristi di Al Qaeda perchè così vogliono e dicono gli americani, vittime dell’assurdo disastro e se lo dicono loro, deve essere vero!
Ora gli autori materiali del gesto sono spariti tra i resti degli aerei, ma chi ha detto loro di andarsi a sacrificare?
E’ ovvio credere al fanatismo perchè noi non rinunceremmo mai alla nostra vita per tirare giù due grattacieli. Ma chi ha detto che chi pilotava quegli aerei fosse un fanatico?
Molti pensano che siano stati i cosiddetti ‘Candidati Manciuriani’, individui che opportunamente trattati dal punto di vista psichico, sono in grado di compiere gesta clamorose al di la della loro volontà. E’ una possibilità da non scartare assolutamente perchè da molti decenni si sente parlare di questi individui psichicamente guidabili. L’omicidio di Bob Kennedy sembra sia stato portato a termine da uno di questi killer inconsci.
Chi potrà mai sapere la verità?
Chi potrà mai dimostrare il contrario?

Sulla questione del mandante ci sono lacunose certezze. Gli americani e gli inglesi sostengono a colpi di cannone che il mandante sia Osama Bin Laden il quale invece si è sempre proclamato innocente riguardo all’11 settembre. Se non ha nulla da temere, come sembra, perchè continuare a mentire e a sostenere un innocenza che gli americani hanno rifiutato devastando il già devastato Afghanistan?
Io propendo invece per l’ipotesi che vede gli americani, e precisamente l’amministrazione Bush, come i veri mandanti e ideatori dell’attentato per un semplice motivo, il controllo dell’energia derivata dai pozzi petroliferi caucasici, ancora in larga parte non sfruttati.
Nell’amministrazione politica USA al tempo dell’attentato, erano inseriti i seguenti personaggi :

  1. George W. Bush , presidente degli Stati Uniti. Nato in Texas, ha nel petrolio gli affari principali e fondamentali della sua famiglia. Nel 1998 e nel 2000 il padre George H. W. Bush, effettua due viaggi privati in Arabia Saudita per conto del Carlyle Group, l’undicesimo più grande contrattore di appalti USA per la difesa. In Arabia, incontra la famiglia reale saudita e quella Bin Laden
  2. Condoleeza Rice , direttrice del Consiglio Nazionale della Sicurezza, già capo della Chevron, gruppo petrolifero con forti interessi in Kazakhistan e Pakistan. Già all’epoca della presidenza di Bush padre, collaborava con il Consiglio Nazionale della Sicurezza come esperta dell’area sovietica.
  3. Dick Cheney , vicepresidente degli Stati Uniti, per lunghi anni direttore di Halliburton, leader mondiale per la fornitura di servizi all’industria petrolifera.
  4. Donald Evans , segretario del Commercio, ha compiuto la sua carriera nel settore petrolifero come presidente della Tom Brown
  5. Spencer Abraham , segretario dell’energia, ha fatto le sue fortune nel settore petrolifero.
  6. Kathleen Cooper , sottosegretario per il Commercio e gli Affari Economici, già amministratrice della Esso petroli.

Poi ci sono altri due personaggi che hanno intessuto rapporti con il regime talebano fintamente osteggiato dagli USA stessi:

  1. Christina Rocca, direttrice dell’Ufficio Affari Asiatici e responsabile dei rapporti con i talebani. In precedenza aveva mantenuto i rapporti, per conto della CIA, con la guerriglia antisovietica in Afghanistan.
  2. Laila Helms, nipote di Richard Helms, già direttore della CIA ed ex ambasciatore in Iran. E’ nota come la "lobbista dei talebani"

Oltre a ciò, gli americani hanno mantenuto un atteggiamento indecoroso, intessendo una trama fraudolenta che ha scaturito tutto l’affare 11 settembre. Ecco dei passi salienti di un piano intessuto capillarmente:

  • Gennaio 2001: l’Amministrazione Bush ordina all’FBI e alle altre agenzie di sospendere le investigazioni a carico della famiglia Bin Laden, incluse quelle in corso nei confronti di due parenti di Osama bin Laden ( Abdullah e Omar ) che vivevano a Falls Church, Virginia – vicino al quartiere generale della CIA.
    Quest’ordine seguiva ordini precedenti datati 1996, d’altra parte è ampiamente documentato come per i petrolieri statunitensi fosse indispensabile trattare con i talebani
  • 13 febbraio 2001: il corrispondente dell’"UPI Terrorism", Richard Sale – mentre segue un processo contro alcuni membri di Al Qaida – riporta che la National Security Agency è riuscita a intercettare le comunicazioni segrete di bin Laden. Anche se questo fatto potrebbe indicare che Bin Laden cambiò sistema in febbraio, non coincide comunque con la tesi sostenuta dal governo americano che gli attacchi erano stati pianificati da anni.
  • Febbraio 2001: i talebani si dichiarano pronti a negoziare con gli Stati Uniti e a studiare una forma di estradizione internazionale. L’occasione non è stata nemmeno valutata!
  • Maggio 2001: il segretario di Stato Colin Powell decide lo stanziamento di 43 milioni di dollari a favore del regime talebano, come misura d’assistenza ai contadini che hanno distrutto le coltivazioni di oppio.
  • Giugno 2001: i servizi segreti della Germania, il BND, avvisano la CIA e Israele che i terroristi del Medio Oriente stanno "pianificando il sequestro di aerei commerciali da usare come armi di attacco a simboli importanti della cultura americana e israelita"
  • In una riunione sul futuro dell’Afghanistan tra Condoleeza Rice e il rappresentante dell’ONU Francesc Vendrell, la logica della sicurezza energetica scivola ben presto verso una logica strettamente militare. A partire da quel momento l’Amministrazione Bush decide di mettere in campo un’alternativa: "o un tappeto d’oro o un tappeto di bombe"
  • Luglio 2001: tre ufficiali americani: Tom Simmons (ex ambasciatore USA in Pakistan), Karl Inderfurth (ex assistente del segretario di Stato per il Sud dell’Asia) e Lee Coldren, incontrano a Berlino ufficiali dei servizi segreti pakistani e russo, informandoli che gli USA stanno preparando un piano d’attacco militare contro l’Afghanistan per ottobre.
    Giornali inglesi confermano che l’ISI pakistano informò i talebani della minaccia.
  • 4-14 luglio 2001: Osama bin Laden si fa curare per una malattia al fegato nell’ospedale americano di Dubai e incontra un ufficiale della CIA che rientrerà al quartier generale CIA il 15 luglio.
  • Estate 2001: un cittadino iraniano telefona al Law Enforcement americano per avvertire di un possibile ed imminente attacco al World Trade Center nella settimana del 9 settembre. La polizia tedesca conferma la chiamata, ma dichiara che i servizi segreti americani non rivelarono nessuna ulteriore informazione.
  • Estate 2001: i servizi segreti russi informano la CIA che 25 terroristi, tutti piloti, sono stati specificamente addestrati per missioni suicide. Questa notizia è riportata dalla stampa russa e gli articoli sono tradotti per "FTW" da un ufficiale della CIA in pensione.
  • Agosto 2001: il presidente russo Vladimir Putin ordina ai servizi segreti russi di avvertire il governo USA "nei termini più incisivi", di imminenti attacchi a aeroporti e palazzi governativi
  • 11 settembre 2001: per 35 minuti, dalle 8:15 alle 9:05, sebbene ampiamente noto all’US Air Force e ai militari che quattro aerei sono stati sicuramente dirottati, nessuno informa il presidente degli Stati Uniti. Solo alle 9:30 gli aerei della Air Force si alzano per intercettare i velivoli dirottati, ma è già tardi.
    Questo significa che la National Command authority ha impiegato 75 minuti prima di intervenire, sebbene fosse ampiamente nota la notizia dei quattro dirottamenti simultanei, un evento che non ha precedenti nella storia.

Dopo l’Afghanistan è stata la volta dell’Iraq, già invaso e abbandonato dagli stessi americani nel 1991. Con la scusa che Saddam Hussein detiene armi di distruzione di massa, gli Stati Uniti, in barba alle risoluzioni ONU, inosservante dello scetticismo dell’intera comunità internazionale ad eccezione della fedele Gran Bretagna, attacca e invade nuovamente l’Iraq. La mancanza di armi di distruzione di massa reperite sul territorio iracheno, non è sufficiente per gli americani che cercano una sola cosa, il totale controllo sulle estrazioni petrolifere del nord del paese medioorientale.

Conclusioni

Non sembra poi tanto balzana l’idea esposta in queste righe, vero?
Leggere tra le righe di un romanzo non è sempre facile, specie se quello che si sta scoprendo va oltre la ragionevole perfidia dell’essere umani, ma talvolta le proprie intuizioni sono tanto vere da sembrare inaccettabili!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: